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Torino, Amauri: ''Farò ricredere gli scettici, qui per qualcosa di importante''

L'attaccante si presenta: ''Sapevo che avrei trovato un po' di scetticismo, ma amo le sfide e le avventure. Riuscirò a far cambiare idea a chi nutre ancora delle perplessità''
di FABRIZIO TURCO

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TORINO - E' arrivato fra lo scetticismo generale, un po' per l'età, un po' per quell'ingombrante passato bianconero. Ma Amauri ha tanta voglia di dimostrare al popolo granata di che pasta è fatto: "Sapevo che l'ambiente era perplesso  -  sono le prime parole dell'attaccante italo-brasiliano da giocatore del Toro - ma a me piacciono le sfide. Io amo le avventure e questo era il mio ultimo treno della carriera e non potevo perderlo. Credo nel destino e se il destino mi ha riportato a Torino vuol dire che devo fare qualcosa di importante. Da Torino (quando lasciò la Juventus, ndr) ero uscito malissimo, ci ritorno con il sorriso. Ma sui giornali ho letto certe pagliacciate, c'è chi cerca di buttarmi addosso fango su cose che non esistono, prima di scrivere o parlare bisogna informarsi bene. Adesso? Adesso sta a me dimostrare chi sono per far cambiare idea a chi è perplesso".

La voglia di mettersi alla prova non gli manca: "Ventura mi ha fatto vedere i primi movimenti, non vedo l'ora di imparare e metterli in pratica in partita". Per Amauri si tratta del ritorno in una città che conosce bene: "Sì, ho un passato bianconero, ma solo i musei vivono nel passato, io invece vivo nel presente e oggi per me conta soltanto il Toro. Quando vesto una maglia me la sento addosso, ecco perché non vedo l'ora di iniziare; io sono molto carico" dice il bomber ex Parma che cambia anche il numero di maglia: "Ho scelto il numero 22, che significa 11+11".

Del Toro di oggi conosce molti tasselli: "Con Quagliarella ho giocato e siamo amici, tanto che nei giorni scorsi mi ha telefonato e mi ha dato la carica giusta. Ma conosco da anni Barreto, anche se non siamo mai stati compagni. Nello spogliatoio ho ritrovato anche Molinaro e Bovo, tanto che fin dal primo momento arrivare al Toro mi è sembrato di entrare a casa. Qui c'è un bel gruppo, un bell'ambiente. Il resto, poi, tocca a me".
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