TORINO - Adesso la classifica fa davvero paura. Il Torino che non sa più vincere si riscopre 16°, con tre punti di margine sulla terzultima piazza, occupata dal Chievo che però giocherà domani sera a Cagliari contro i sardi che sono al 17° posto e che, vincendo, lascerebbero la loro posizione proprio ai granata. Insomma, c'è poco da stare allegri: i progetti a lungo termine, il "cammino di crescita" di cui a lungo si è parlato negli scorsi mesi vanno accantonati, adesso serve soltanto tornare a vincere e incamerare punti. Il Toro ha tre punti in meno di un anno (quando peraltro era partito lentamente salvo cambiare marcia nella seconda parte della stagione) e non vince da mercoledì 29 ottobre, 1-0 al Parma con gol di Darmian. Da allora sono trascorsi 39 giorni e sette partite, tre sconfitte e due pareggi in campionato, una sconfitta e un pareggio in Europa League. Aspetti positivi del match contro il Palermo? La grinta che ha permesso di rimettere in sesto la partita nella ripresa; il gol di Martinez, il primo realizzato in campionato da un attaccante che non sia Quagliarella; il fatto di aver segnato due gol in una partita, particolarità che in campionato mancava addirittura da settembre, a Cagliari.
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Ma evidentemente tutto ciò non basta: gli errori individuali ripetuti costano cari e davanti ci sono tre partite che possono rappresentare la svolta della stagione. Giovedì a Copenaghen, contro i danesi già tagliati fuori dai giochi, basterà un pareggio per approdare alla fase ad eliminazione diretta; poi, in campionato, ci sono due partite cruciali per risistemare un po' le cose, lunedì prossimo a Empoli e poi l'ultima casalinga del 2014 contro il Genoa terzo in classifica. Intanto la squadra riposa e riflette anche sulle parole di Glik che ha puntato il dito sugli errori commessi: quel "abbiamo ripetuto gli errori del derby, non abbiamo imparato la lezione" pronunciato dal capitano evidenzia tutti gli errori commessi. Da domani, poi, si tornerà al lavoro, e lo si farà a porte chiuse, mentre la società cercherà di studiare i correttivi per il mercato di gennaio. Il primo obiettivo che era stato individuato, Giovinco, è stato bocciato dalla gente del Toro ("Il gobbo nano non lo vogliamo" recitava uno striscione esposto in Maratona) e adesso strizza l'occhio alla Fiorentina.
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Ma evidentemente tutto ciò non basta: gli errori individuali ripetuti costano cari e davanti ci sono tre partite che possono rappresentare la svolta della stagione. Giovedì a Copenaghen, contro i danesi già tagliati fuori dai giochi, basterà un pareggio per approdare alla fase ad eliminazione diretta; poi, in campionato, ci sono due partite cruciali per risistemare un po' le cose, lunedì prossimo a Empoli e poi l'ultima casalinga del 2014 contro il Genoa terzo in classifica. Intanto la squadra riposa e riflette anche sulle parole di Glik che ha puntato il dito sugli errori commessi: quel "abbiamo ripetuto gli errori del derby, non abbiamo imparato la lezione" pronunciato dal capitano evidenzia tutti gli errori commessi. Da domani, poi, si tornerà al lavoro, e lo si farà a porte chiuse, mentre la società cercherà di studiare i correttivi per il mercato di gennaio. Il primo obiettivo che era stato individuato, Giovinco, è stato bocciato dalla gente del Toro ("Il gobbo nano non lo vogliamo" recitava uno striscione esposto in Maratona) e adesso strizza l'occhio alla Fiorentina.