Mihajlovic: ''Lacrime, sudore e cuore. Il Toro mi somiglia''. Con Immobile è divorzio
di FABRIZIO TURCOPresentato il tecnico serbo: ''Bello vivero questo club con la sciarpa al collo per accostarsi agli eroi che ha avuto. Dovremo lottare, combattere e poi giocare bene''. Petrachi sull'attaccante: ''Mi aveva chiesto di restare, negli ultimi giorni però qualcosa è cambiato"
Sinisa Mihajlovic, perché ha scelto il Toro?
"Perché per me è un grande onore essere qua oggi. Mi dicevano che il Toro fosse un'altra cosa ma pensavo fossero esagerazioni. Invece qui si respirano davvero pagine di storia, fra le più intense e drammatiche del calcio. Ho scelto il Toro perché è una società epica che è bella vivere con la sciarpa al collo per accostarsi agli eroi che ha avuto; ed ecco perché ho già chiesto a Cairo di portarmi a Superga per omaggiare gli eroi. Lacrime, sudore e cuore proprio come piace a me: sono contento essere in una società che mi somiglia".
Dunque come dev'essere il Toro di Mihajlovic?
"Il Toro è abituato a stare nell'arena, abituato a combattere senza paura. Ecco, noi nelle partite dovremo fare così: lottare e combattere. E poi giocare bene al calcio".
Che cosa vuol dire ai tifosi?
"Non sono abituato a fare appelli ai tifosi…
"Perché per me è un grande onore essere qua oggi. Mi dicevano che il Toro fosse un'altra cosa ma pensavo fossero esagerazioni. Invece qui si respirano davvero pagine di storia, fra le più intense e drammatiche del calcio. Ho scelto il Toro perché è una società epica che è bella vivere con la sciarpa al collo per accostarsi agli eroi che ha avuto; ed ecco perché ho già chiesto a Cairo di portarmi a Superga per omaggiare gli eroi. Lacrime, sudore e cuore proprio come piace a me: sono contento essere in una società che mi somiglia".
Dunque come dev'essere il Toro di Mihajlovic?
"Il Toro è abituato a stare nell'arena, abituato a combattere senza paura. Ecco, noi nelle partite dovremo fare così: lottare e combattere. E poi giocare bene al calcio".
Che cosa vuol dire ai tifosi?
"Non sono abituato a fare appelli ai tifosi…
Sinisa Mihajlovic, perché ha scelto il Toro?
"Perché per me è un grande onore essere qua oggi. Mi dicevano che il Toro fosse un'altra cosa ma pensavo fossero esagerazioni. Invece qui si respirano davvero pagine di storia, fra le più intense e drammatiche del calcio. Ho scelto il Toro perché è una società epica che è bella vivere con la sciarpa al collo per accostarsi agli eroi che ha avuto; ed ecco perché ho già chiesto a Cairo di portarmi a Superga per omaggiare gli eroi. Lacrime, sudore e cuore proprio come piace a me: sono contento essere in una società che mi somiglia".
Dunque come dev'essere il Toro di Mihajlovic?
"Il Toro è abituato a stare nell'arena, abituato a combattere senza paura. Ecco, noi nelle partite dovremo fare così: lottare e combattere. E poi giocare bene al calcio".
Che cosa vuol dire ai tifosi?
"Non sono abituato a fare appelli ai tifosi, ma una cosa la chiedo: di trasmettere a chi arriverà di spiegare cos'è il Toro".
Da dove ripartirà il Toro tatticamente?
"Io ho giocato con ogni modulo, a parte la difesa a tre".
Quale sarà il nuovo modulo del Toro?
"Non ho un modulo preciso, perché non c'è modulo per vincere. Bisogna trovare il modulo giusto per quelle che sono le caratteristiche dei giocatori, dunque vediamo prima chi arriva".
Che cosa si aspetta dal mercato?
"Qualcuno andrà via, qualcuno arriverà. Ma tutti dovranno avere alcune caratteristiche in comune: l'essere ambiziosi, motivati, con la voglia di migliorarsi e sacrificarsi. Dovranno avere fame".
Cosa manca al Toro per poter essere competitivo?
"Partiamo svantaggiati rispetto alle più forti. Ma noi se saremo uniti fra società, squadra e tifoseria, possiamo recuperare i sei o sette punti per andare in Europa".
Basteranno i giovani o vorrà qualche top player?
"Io non guardo i nomi, perché i nomi non scendono in campo. Chi viene al Toro deve avere fame".
Qual è il suo tipo di calcio?
"Io voglio vincere, dunque voglio una squadra offensiva che però deve avere equilibrio. Voglio una mentalità offensiva, che prenda anche qualche rischio per vincere: io gioco sempre per vincere".
A proposito di giovani, chi sarà il Donnarumma granata?
"Nella rosa ci sono tanti giovani, cui si aggiungono Parigini, Gomis, Barreca, Aramu. Ma io non guardo se uno è giovane o vecchio, guardo se uno è bravo o non è bravo".
MERCATO - Si separano le strade del Toro e di Immobile. A dirlo è il direttore sportivo Gianluca Petrachi che svela: "Un mese e mezzo fa Ciro mi aveva chiesto di restare. Poi, però, in quindici giorni, qualcosa è cambiato e oggi non percepisco più quella voglia di fermarsi. Ne ho parlato con il presidente e spendere undici milioni per un giocatore che non è convinto non ci interessa". Mercato in ebollizione, dunque, quello granata: "Si partirà dalla difesa" dice Sinisa, ma la rivoluzione granata è già iniziata.
"Perché per me è un grande onore essere qua oggi. Mi dicevano che il Toro fosse un'altra cosa ma pensavo fossero esagerazioni. Invece qui si respirano davvero pagine di storia, fra le più intense e drammatiche del calcio. Ho scelto il Toro perché è una società epica che è bella vivere con la sciarpa al collo per accostarsi agli eroi che ha avuto; ed ecco perché ho già chiesto a Cairo di portarmi a Superga per omaggiare gli eroi. Lacrime, sudore e cuore proprio come piace a me: sono contento essere in una società che mi somiglia".
Dunque come dev'essere il Toro di Mihajlovic?
"Il Toro è abituato a stare nell'arena, abituato a combattere senza paura. Ecco, noi nelle partite dovremo fare così: lottare e combattere. E poi giocare bene al calcio".
Che cosa vuol dire ai tifosi?
"Non sono abituato a fare appelli ai tifosi, ma una cosa la chiedo: di trasmettere a chi arriverà di spiegare cos'è il Toro".
Da dove ripartirà il Toro tatticamente?
"Io ho giocato con ogni modulo, a parte la difesa a tre".
Quale sarà il nuovo modulo del Toro?
"Non ho un modulo preciso, perché non c'è modulo per vincere. Bisogna trovare il modulo giusto per quelle che sono le caratteristiche dei giocatori, dunque vediamo prima chi arriva".
Che cosa si aspetta dal mercato?
"Qualcuno andrà via, qualcuno arriverà. Ma tutti dovranno avere alcune caratteristiche in comune: l'essere ambiziosi, motivati, con la voglia di migliorarsi e sacrificarsi. Dovranno avere fame".
Cosa manca al Toro per poter essere competitivo?
"Partiamo svantaggiati rispetto alle più forti. Ma noi se saremo uniti fra società, squadra e tifoseria, possiamo recuperare i sei o sette punti per andare in Europa".
Basteranno i giovani o vorrà qualche top player?
"Io non guardo i nomi, perché i nomi non scendono in campo. Chi viene al Toro deve avere fame".
Qual è il suo tipo di calcio?
"Io voglio vincere, dunque voglio una squadra offensiva che però deve avere equilibrio. Voglio una mentalità offensiva, che prenda anche qualche rischio per vincere: io gioco sempre per vincere".
A proposito di giovani, chi sarà il Donnarumma granata?
"Nella rosa ci sono tanti giovani, cui si aggiungono Parigini, Gomis, Barreca, Aramu. Ma io non guardo se uno è giovane o vecchio, guardo se uno è bravo o non è bravo".
MERCATO - Si separano le strade del Toro e di Immobile. A dirlo è il direttore sportivo Gianluca Petrachi che svela: "Un mese e mezzo fa Ciro mi aveva chiesto di restare. Poi, però, in quindici giorni, qualcosa è cambiato e oggi non percepisco più quella voglia di fermarsi. Ne ho parlato con il presidente e spendere undici milioni per un giocatore che non è convinto non ci interessa". Mercato in ebollizione, dunque, quello granata: "Si partirà dalla difesa" dice Sinisa, ma la rivoluzione granata è già iniziata.