TORINO - "L'abbraccio tra me e Mihajlovic è di chi lavora insieme da un anno e mezzo con lealtà e positività. C'è stima reciproca e non ho mai pensato a nulla di diverso che mantenere il nostro allenatore: siamo settimi a pari merito con Milan e Fiorentina. Si sono perse o pareggiate partite con Verona e Crotone, anche se il Crotone oggi ha battuto la Fiorentina, che non avremmo dovuto. Direi bene insomma". A dirlo Urbano Cairo dopo il 2-1 al Cagliari che restituisce serenità all'ambiente Torino dopo una serie di risultati insoddisfacenti. "Il gruppo ha grande stima dell'allenatore, è molto compatto e coeso attorno a Mihajlovic, si è visto oggi ma lo si sapeva da prima, è una conferma di qualcosa che sapevamo - sottolinea il presidente granata ai microfoni di Sky Sport -. Quest'anno non abbiamo avuto grandi risultati negativi, abbiamo perso il derby ma eravamo in 10, diciamo che la partita con il Verona ci ha creato problemi perché sul 2-0, pur rimanendo in 10, a pochi minuti dalla fine non devi mai pareggiarla. Questo ci ha creato dei problemi. Stasera comunque la disposizione in campo diversa ci ha aiutato, non è stata soltanto una reazione nervosa, anche in altre partite abbiamo giocato bene. Fin qui abbiamo avuto un calendario agevole ma abbiamo incontrato comunque la Juventus, la Roma, la Fiorentina, la Sampdoria, 4 su 11 erano partite impegnative". Poi una polemica con l'arbitro Calvarese: "Se vinciamo anche con lui che arbitra vale doppio - dice il presidente - perché succede raramente. Per noi è una grande notizia. Fate una storia e vedrete che ho ragione". Prima di stasera il consuntivo del Torino con l'arbitro abruzzese, su 15 partite dirette, era di soli 2 successi, a fronte di 5 pareggi e ben 8 sconfitte, la più celebre quella con il Padova in B.
MIHAJLOVIC - "Siamo tornati dove ci compete - dice soddisfatto Sinisa Mihajlovic ai microfoni di Sky Sport - Quella col Cagliari è una vittoria fondamentale, ma dobbiamo crescere e migliorare ancora. Ho sempre sentito la fiducia da parte della società. Finora non ero contento della risposta del mio attacco in fase di non possesso. A me piace giocare in modo offensivo, voglio giocare per vincere, non per non perdere. Eravamo l'unica squadra in Italia con quattro attaccanti puri ma possiamo supportarli se la mettiamo dentro, sapendo che rischiamo qualcosa in più dietro. Ma se le occasioni non le realizziamo e in fase di non possesso non facciamo il lavoro che serve, allora tutto diventa più difficile". Con il cambio di modulo dal 4-2-3-1 al 4-3-3 (fuori Niang, dentro un centrocampista in più) il Torino di Sinisa Mihajlovic è tornato alla vittoria ma per il tecnico granata "non è stato un problema tecnico-tattico ma dello spirito e dell'atteggiamento che abbiamo avuto dopo la partita con il Verona (Torino rimontato in casa dal 2-0 al 2-2, ndr). Ho cercato di continuare con questo modulo (il 4-2-3-1, ndr) ma nelle ultime partite eravamo troppo scolastici e allora era giusto cambiare. Quando saranno tutti nella forma migliore magari vedremo se si riuscirà a tornare a questo modulo, che non abbandoniamo, ma per ora forse è meglio cosi'".
A fine partita grandi abbracci con i giocatori: la vittoria in rimonta rinsalda la panchina del tecnico serbo. "Ho sempre avuto la fiducia della società, non è mai stata in dubbio, erano più le voci. Ho parlato con il presidente anche dopo Firenze (sconfitta 3-0, ndr) e in settimana. Certo se non vincevamo anche oggi si metteva male, per noi è una vittoria importantissima, voluta e meritata per uscire da questo tunnel e tornare dove dovevamo stare. Basta fare qualche risultato positivo per tornare nella zona delle coppe. Il gruppo è unito, stasera abbiamo costruito sei o sette occasioni da gol, c'era un possibile rigore e potevamo fare altri gol. Alla fine abbiamo sofferto, dobbiamo crescere e migliorare ma la vittoria era fondamentale. Sono contento per i ragazzi che si sono meritati questa vittoria, sono stati bravi psicologicamente a ribaltare il vantaggio e ringrazio il nostro pubblico che ci ha aiutato moilto". "Nelle prime cinque giornate - ha aggiunto Mihajlovic - abbiamo fatto il record di punti, poi si è inceppato qualcosa col Verona. Nessuno ci ha messo sotto, magari meritavamo qualcosa in più ma ci mancava quella rabbia, quella bava alla bocca che deve essere nel dna del Torino. Pensavamo di essere più bravi tecnicamente e che il gol venisse da solo ma non è così: se non ci metti la voglia giusta non vai avanti". Su Belotti: "Ha lottato anche se non era in forma. Non volevo rischiarlo ma il ginocchio è guarito e l'unica preocucupazione era che si potesse stirare visto che aveva solo tre allenamenti. All'intervallo gli ho chiesto come stava perché quando si è fatto male è successo perché ha voluto rischiare.
Ventura? Non l'ho visto".
ANSALDI: "PER NOI ERA UNA FINALE" - "Questa per noi era una finale - ammette Cristian Ansaldi a fine partita ai microfoni di Sky Sport -. Sapevamo dell'importanza di questi tre punti e siamo felici per la vittoria. Dedichiamo questo successo a tutti i nostri tifosi, che si supportano sempre".
MIHAJLOVIC - "Siamo tornati dove ci compete - dice soddisfatto Sinisa Mihajlovic ai microfoni di Sky Sport - Quella col Cagliari è una vittoria fondamentale, ma dobbiamo crescere e migliorare ancora. Ho sempre sentito la fiducia da parte della società. Finora non ero contento della risposta del mio attacco in fase di non possesso. A me piace giocare in modo offensivo, voglio giocare per vincere, non per non perdere. Eravamo l'unica squadra in Italia con quattro attaccanti puri ma possiamo supportarli se la mettiamo dentro, sapendo che rischiamo qualcosa in più dietro. Ma se le occasioni non le realizziamo e in fase di non possesso non facciamo il lavoro che serve, allora tutto diventa più difficile". Con il cambio di modulo dal 4-2-3-1 al 4-3-3 (fuori Niang, dentro un centrocampista in più) il Torino di Sinisa Mihajlovic è tornato alla vittoria ma per il tecnico granata "non è stato un problema tecnico-tattico ma dello spirito e dell'atteggiamento che abbiamo avuto dopo la partita con il Verona (Torino rimontato in casa dal 2-0 al 2-2, ndr). Ho cercato di continuare con questo modulo (il 4-2-3-1, ndr) ma nelle ultime partite eravamo troppo scolastici e allora era giusto cambiare. Quando saranno tutti nella forma migliore magari vedremo se si riuscirà a tornare a questo modulo, che non abbandoniamo, ma per ora forse è meglio cosi'".
A fine partita grandi abbracci con i giocatori: la vittoria in rimonta rinsalda la panchina del tecnico serbo. "Ho sempre avuto la fiducia della società, non è mai stata in dubbio, erano più le voci. Ho parlato con il presidente anche dopo Firenze (sconfitta 3-0, ndr) e in settimana. Certo se non vincevamo anche oggi si metteva male, per noi è una vittoria importantissima, voluta e meritata per uscire da questo tunnel e tornare dove dovevamo stare. Basta fare qualche risultato positivo per tornare nella zona delle coppe. Il gruppo è unito, stasera abbiamo costruito sei o sette occasioni da gol, c'era un possibile rigore e potevamo fare altri gol. Alla fine abbiamo sofferto, dobbiamo crescere e migliorare ma la vittoria era fondamentale. Sono contento per i ragazzi che si sono meritati questa vittoria, sono stati bravi psicologicamente a ribaltare il vantaggio e ringrazio il nostro pubblico che ci ha aiutato moilto". "Nelle prime cinque giornate - ha aggiunto Mihajlovic - abbiamo fatto il record di punti, poi si è inceppato qualcosa col Verona. Nessuno ci ha messo sotto, magari meritavamo qualcosa in più ma ci mancava quella rabbia, quella bava alla bocca che deve essere nel dna del Torino. Pensavamo di essere più bravi tecnicamente e che il gol venisse da solo ma non è così: se non ci metti la voglia giusta non vai avanti". Su Belotti: "Ha lottato anche se non era in forma. Non volevo rischiarlo ma il ginocchio è guarito e l'unica preocucupazione era che si potesse stirare visto che aveva solo tre allenamenti. All'intervallo gli ho chiesto come stava perché quando si è fatto male è successo perché ha voluto rischiare.
Ventura? Non l'ho visto".
ANSALDI: "PER NOI ERA UNA FINALE" - "Questa per noi era una finale - ammette Cristian Ansaldi a fine partita ai microfoni di Sky Sport -. Sapevamo dell'importanza di questi tre punti e siamo felici per la vittoria. Dedichiamo questo successo a tutti i nostri tifosi, che si supportano sempre".