TORINO - Genoa-Toro che si gioca domani a Marassi, è anche la partita degli ex, con i granata che si presentano al via con sei ex rossoblù. Si tratta dei difensori Burdisso e Moretti, del centrocampista Rincon, dell'esterno Ansaldi e degli attaccanti Iago Falque e Niang (che dovrebbe sostituire l'infortunato Belotti qualora il Gallo non riesca a recuperare); e se non è un record, poco ci manca. E visto che sono ormai recuperati anche Bonifazi e Obi che però dovrebbero partire dalla panchina, ecco che l'unico assente all'appello del tecnico granata resta quindi il difensore brasiliano Lyanco.
In casa granata, però, è già tempo di bilanci, con Walter Mazzarri che tira le somme e, soprattutto, traccia le linee generali per il futuro. "Io parlo spesso di equilibri, perché ciò che conta alla fine resta vincere più partite possibili: il mio obiettivo consiste nel difendermi alto, imporre il gioco ma poi però ci sono anche gli avversari. E allora porto un esempio: il mio Napoli arrivò secondo con 78 punti, 73 gol e 36 presi, +37 gol in differenza reti. Ecco, se il Toro vuol crescere deve prendere esempio dalle grandi squadre del passato, con la dimostrazione che vince sempre chi ha più equilibrio".
Chi resterà per la prossima stagione? "Io vorrei restassi chi è funzionale e che si sente motivato a dare il massimo per il Toro. Il Gallo? Io lo terrei sempre, l'importante - ed è un discorso che vale per tutti - è che chi resta al Toro abbia il fuoco dentro e grande voglia, che sia pronto a dare il 120% per questa maglia". Un capitolo a parte merita Niang: "Lo conosco come le mie tasche - spiega Mazzarri - poteva far meglio, ma non solo lui. Secondo me può dare il meglio di sé da centravanti, ha mezzi incredibili, ma dipende da lui: deve solo tirarli fuori".
In casa granata, però, è già tempo di bilanci, con Walter Mazzarri che tira le somme e, soprattutto, traccia le linee generali per il futuro. "Io parlo spesso di equilibri, perché ciò che conta alla fine resta vincere più partite possibili: il mio obiettivo consiste nel difendermi alto, imporre il gioco ma poi però ci sono anche gli avversari. E allora porto un esempio: il mio Napoli arrivò secondo con 78 punti, 73 gol e 36 presi, +37 gol in differenza reti. Ecco, se il Toro vuol crescere deve prendere esempio dalle grandi squadre del passato, con la dimostrazione che vince sempre chi ha più equilibrio".
Chi resterà per la prossima stagione? "Io vorrei restassi chi è funzionale e che si sente motivato a dare il massimo per il Toro. Il Gallo? Io lo terrei sempre, l'importante - ed è un discorso che vale per tutti - è che chi resta al Toro abbia il fuoco dentro e grande voglia, che sia pronto a dare il 120% per questa maglia". Un capitolo a parte merita Niang: "Lo conosco come le mie tasche - spiega Mazzarri - poteva far meglio, ma non solo lui. Secondo me può dare il meglio di sé da centravanti, ha mezzi incredibili, ma dipende da lui: deve solo tirarli fuori".