TORINO - Chiede continuità di rendimento, Walter Mazzarri. Il tecnico granata non vuol più vedere il Toro delle montagne russe e quindi riparte dal positivo pareggio contro il Napoli, confermando la stessa spina dorsale della squadra per fare risultato a Udine.
Mazzarri, quali sono le incognite della partita contro l'Udinese?
"L'Udinese è una squadra temibile che in casa ha già battuto il Milan e ha giocatori temibili come Lasagna, De Paul e Okaka. Ecco perché dico che servirà una partita intelligente; se andiamo all'assalto all'arma bianca diventa una partita molto rischiosa".
Il Toro è alla ricerca della continuità di rendimento?
"Sì, da adesso in avanti si tratta di fare bene per evitare di trovarci in una situazione di classifica che non piace a nessuno".
Quanto peserà domani la sua presenza in panchina? E quanto mancherà Tudor all'Udinese?
"Io vorrei che Tudor fosse in panchina anche perché è una persona squisita. Io credo che gli allenatori vadano anche capiti: se uno, nell'impeto della partita, esce dall'area tecnica si potrebbe anche essere un po' meno fiscali. Ciò che conta è l'andamento della partita".
C'è una gerarchia di scelta nell'ambito del Toro?
"Quando la rosa è competitiva come la nostra, la gerarchia è legata a quanto espresso nell'ultima partita. Ovviamente con la variabile di ciò che si constata in settimana: perché se un giocatore si allena da svogliato finisce in tribuna".
I suoi giocatori iniziano a parlare d'Europa. Che ne pensa?
"Io dico che i giocatori devono parlare poco e correre tanto. E tutti insieme dobbiamo soltanto pensare alla prossima partita: per noi l'Udinese è una finalissima con tre punti pesantissimi in palio. Il resto non conta, perché io amo i fatti, non le parole".
Il presidente del Napoli De Laurentiis chiede che vengano consentiti più sostituzioni. Che ne pensa?
"Mi fa piacere visto che lo ripeto dalla scorsa estate. D'altra parte, se ci sono rose numerosissime e panchine da 23 giocatori, perché si possono fare soltanto tre cambi? Secondo me ne servirebbero quattro o cinque".
Iago Falque è una risorsa in più per il Toro. A che punto è il suo recupero?
"Iago Falque era partito benissimo, era un titolarissimo del Toro, poi però al debutto ad Alessandria si è fatto male e ha dovuto ricominciare tutto da capo quando però c'erano già i punti in palio. Queste due settimane di lavoro gli hanno fatto bene: adesso è quasi pronto a giocare anche dall'inizio, ma domani partirà dalla panchina".
Mazzarri, quali sono le incognite della partita contro l'Udinese?
"L'Udinese è una squadra temibile che in casa ha già battuto il Milan e ha giocatori temibili come Lasagna, De Paul e Okaka. Ecco perché dico che servirà una partita intelligente; se andiamo all'assalto all'arma bianca diventa una partita molto rischiosa".
Il Toro è alla ricerca della continuità di rendimento?
"Sì, da adesso in avanti si tratta di fare bene per evitare di trovarci in una situazione di classifica che non piace a nessuno".
Quanto peserà domani la sua presenza in panchina? E quanto mancherà Tudor all'Udinese?
"Io vorrei che Tudor fosse in panchina anche perché è una persona squisita. Io credo che gli allenatori vadano anche capiti: se uno, nell'impeto della partita, esce dall'area tecnica si potrebbe anche essere un po' meno fiscali. Ciò che conta è l'andamento della partita".
C'è una gerarchia di scelta nell'ambito del Toro?
"Quando la rosa è competitiva come la nostra, la gerarchia è legata a quanto espresso nell'ultima partita. Ovviamente con la variabile di ciò che si constata in settimana: perché se un giocatore si allena da svogliato finisce in tribuna".
I suoi giocatori iniziano a parlare d'Europa. Che ne pensa?
"Io dico che i giocatori devono parlare poco e correre tanto. E tutti insieme dobbiamo soltanto pensare alla prossima partita: per noi l'Udinese è una finalissima con tre punti pesantissimi in palio. Il resto non conta, perché io amo i fatti, non le parole".
Il presidente del Napoli De Laurentiis chiede che vengano consentiti più sostituzioni. Che ne pensa?
"Mi fa piacere visto che lo ripeto dalla scorsa estate. D'altra parte, se ci sono rose numerosissime e panchine da 23 giocatori, perché si possono fare soltanto tre cambi? Secondo me ne servirebbero quattro o cinque".
Iago Falque è una risorsa in più per il Toro. A che punto è il suo recupero?
"Iago Falque era partito benissimo, era un titolarissimo del Toro, poi però al debutto ad Alessandria si è fatto male e ha dovuto ricominciare tutto da capo quando però c'erano già i punti in palio. Queste due settimane di lavoro gli hanno fatto bene: adesso è quasi pronto a giocare anche dall'inizio, ma domani partirà dalla panchina".