Torino, De Biasi: "Giampaolo è uno dei migliori, ha solo bisogno di tempo"
di
Fabrizio Turco
L'attuale ct dell'Azerbaijan, in passato tecnico granata, ha solo parole di stima per il collega nonostante la partenza negativa: "E' in grado di dare una identità alla squadra ma queste cose non le fai dalla sera alla mattina"
2 minuti di lettura
TORINO - Gianni De Biasi ha portato l'Albania agli Europei di Francia 2016 e dalla scorsa estate è il nuovo selezionatore della Nazionale dell'Azerbaijan. Eppure nel suo cuore uno spazio è dedicato al Toro che ha allenato in tre tranche, conquistando una promozione in serie A e due salvezze. De Biasi, come se lo spiega il Toro da solo ultimo in classifica dopo tre partite?
"Onestamente, dopo Fiorentina, Atalanta e Cagliari speravo che il Toro potesse avere qualche punto in più. La spiegazione che mi do sta nel fatto che evidentemente il gruppo non ha ancora ben imparato i dettami del proprio allenatore". Che allenatore è Marco Giampaolo ai suoi occhi?
"Un allenatore che stimo molto e che ha belle idee. Lo reputo uno dei migliori". La convince il progetto di Giampaolo?
"Giampaolo sa come si lavora, è in grado di dare una identità alla squadra ma queste cose non le fai dalla sera alla mattina. Per farcela Giampaolo ha bisogno di tempo". Che cosa non funziona secondo lei?
"Il tempo per preparare tutto finora non c'è stato. E' mancato un precampionato 'normale', ma viviamo un periodo assolutamente particolare e quindi si tratta di portare a casa la pelle, al di là dell'aspetto estetico".
Già, il fattore tempo.
"Nessun presidente può essere felice di perdere tre partite su tre. Giampaolo ha la fortuna che, causa emergenza sanitaria, attorno alla squadra allo stadio non c'è la pressione della piazza, e questo è un bel vantaggio. Perché il Toro è piazza speciale, e in quanto tale è anche molto esigente". Che partita sarà la trasferta di venerdì sera contro il Sassuolo?
"E' una partita non semplice ma non impossibile contro un Sassuolo che è agile e forte. Il Torino affronterà una squadra che viaggia veloce e, soprattutto, che ha sua identità precisa e consolidata. Ma ogni partita fa storia a sé: è un adagio che non mi piace ma stavolta è proprio così". La rosa è adeguata per il calcio che propone Giampaolo?
"Quella del Toro è una rosa che non sarà fra le migliori del campionato ma di certo è molto interessante. Ha un grande portiere, e fare una sciocchezza capita a tutti, mentre in difesa è ben messo. I miei dubbi sono a centrocampo ma davanti c'è Belotti che risolve tanti problemi: contro il Cagliari il Gallo meritava la tripletta con quella rovesciata meravigliosa. Però ci si deve mettere in testa che non può essere soltanto lui a tirar fuori il Toro dalle difficoltà, serve una partecipazione diversa. Anche se capisco che chi è appena arrivato ha bisogno di tempo per inserirsi". In tutto ciò il popolo granata è arrabbiato.
"Lo so bene perché ci sono tanti amici granata che mi scrivono. Io li capisco, ma poi cerco di tranquillizzarli e di tenerli a freno". E adesso cosa succederà?
"Ora si tratta di tirar fuori orgoglio, carattere e determinazione. Si tratta di pensare un po' meno alla poesia e un po' di più a scrivere un romanzo che possibilmente abbia un successo immediato".