TORINO - Marco Giampaolo salva anche stavolta la propria panchina e da domani la squadra andrà in ritiro. Sono le decisioni di Urbano Cairo nella serata che segue la partita più brutta giocata dal Torino nella stagione, una delle peggiori dell’orripilante 2020, un anno solare in cui - virtualmente - i granata si troverebbero in zona retrocessione in qualsiasi campionato giocassero, nell’Europa che conta.
A far oscillare pesantemente la panchina del tecnico abruzzese è stata la settima sconfitta rimediata dai granata in 11 partite, quella per 2-3 contro l’Udinese. Una prestazione sconcertante, quella del Torino, che non è andata giù alla dirigenza e che stavolta non è stata difesa neppure dall’allenatore. Tant’è vero che Giampaolo a fine gara è stato duro con i giocatori: “Nelle ultime settimane il Toro aveva fornito buone prestazioni, pur perdendo anche in maniera immeritata.
Stavolta invece è stata una cosa diversa: non siamo proprio stati all’altezza, la partita non mi è piaciuta per niente” è il preambolo del tecnico che per una volta ripone il fioretto e sfodera la spada: “Siamo stati scolastici, senza personalità, abbiamo giocato con troppa paura, e se non hai coraggio non ce la puoi fare”. Alla fine della partita è iniziato il valzer dei faccia a faccia: presidente, dirigenza, allenatore, giocatori, tutti a cercare di spiegare l’inspiegabile. Poi, intorno alle 22, se n’è andato Giampaolo, e se n’è andato anche Andrea Belotti, il capitano cui il resto della squadra ha rovinato la festa.
Il Gallo, infatti, ha segnato il 100° gol granata nella serata più triste, quella che dà una sonora legnata alle aspirazioni granata. Poi, alle 22,30, l’ultimo a lasciare lo stadio è stato Urbano Cairo che aveva vissuto in simbiosi con la squadra gli ultimi due giorni. Ci ha pensato su, il presidente, poi ha scelto la strada della continuità, vuoi per un calendario fatto di tre partite in sei giorni fra giovedì 17 e mercoledì 23 dicembre (Roma, Bologna e Napoli), vuoi per il pesante contratto biennale firmato dal tecnico la scorsa estate. Cairo, che si è appena ripreso dal Covid, si aspettava di certo una prestazione di tutt’altro tipo, e non lo nasconde: “E’ stata una brutta partita, soprattutto non mi aspettavo di vedere un primo tempo con così poca grinta – commenta deluso il patron granata -. Con la squadra avevo parlato ieri ma non ho visto grandi risultati. La posizione di Giampaolo? Non è a rischio, purtroppo la partita è stata quella che è stata. La mia pazienza? Io ho fiducia in lui e ho visto delle cose buone, non stavolta però. Avevo visto un progresso contro il Sassuolo e contro l’Inter, anche contro la Lazio non era andata male anche se ci mancavano gli ultimi venti minuti. Il gioco va bene, ma poi contano i risultati, e sei punti in undici partite sono molto pochi”.
Nonostante la delusione, la guida tecnica non si tocca, almeno per ora: “Io direi che c’è molta responsabilità dei giocatori, infatti da domenica la squadra andrà in ritiro”. Curiosamente, un po’ com’è accaduto spesso negli ultimi tempi quando, a causa dell’emergenza sanitaria e delle positività al Covid, i granata si sono ritrovati spesso a vivere “in bolla”. In tutto ciò, il popolo granata affida ai social la propria rabbia che, come spesso accade, sfocia in amarissima ironia. Un esempio? Quello di Iker che twitta: “Tifare Toro ormai è diventata una cosa davvero dannosa per la salute, deprimente e deleteria. E ti fa vergognare in giro”.