UDINE - La domanda è sulla bocca di tutti: ma come fa? Come fa Totò Di Natale a essere sempre così puntuale con i gol? Oggi ha staccato 300 presenze in A, impegno onorato con il gol ben 159 volte. "Bisogna stare bene fisicamente - dice Di Natale - lavorare sodo per farsi trovare pronti alla chiamata". Basta? "Per me sì. Mi diverto ancora, mi piacerebbe provare a raggiungere la vetta dei 200 gol ancora lontana. E l'età c'è. Però... chissà".
Di Natale elogia il Bologna, elogia Pioli, elogia Muriel...
"Il Bologna ha reso il nostro match difficile perché ha fatto molto. Pioli è un uomo che stimo molto quindi i suoi complimenti fanno doppiamente piacere. Muriel merita metà del gol che ho segnato. E' stato bravo a servirmi un pallone così invitante".
Di Natale, lei, al mondiale, ci pensa?
"Non dovrei? Mi piacerebbe, la trovo una cosa normale, ma vedo che ci sono tanti attaccanti all'altezza nel nostro campionato".
Quando smetterà cosa le piacerebbe fare?
"Dedicarmi al piccoli calciatori. E' qualcosa che mi piace fare, stare in mezzo ai bimbi".
Ecco Francesco Guidolin. Anche lui parla del "Solito Totò Paradiso". "L'ho detto tante volte - dice - ma ripetermi fa piacere. Di Natale è un fuoriclasse, ce ne sono pochi come lui. E' classe pura, è esempio per i compagni di squadra. Lo dico anche se mi manda a quel paese quando lo tolgo. Lui mi maledice io gli allungo la carriera".
Il tono è scherzoso. Si fa più serio, anche se è sereno, se si analizza la prova della sua squadra. "Quella di oggi non è stata la mia migliore Udinese, che è tale quando è più vivace, più brillante, più intensa. Per essere tale deve far salire i ritmi, allora mi piace. Meritavamo di andare in vantaggio nel primo tempo e non abbiamo mai fatto tirare in porta il Bologna, fino alla punizione di Diamanti. Ma il Bologna non ha rubato nulla, ha fatto benone. Permettetemi di chiedere scusa a Doveri per un episodio: ho protestato per qualcosa che aveva già sanzionato, gli chiedo scusa. Sono per la piena collaborazione con gli arbitri".
Come per Pioli, così per Guidolin: è un nome fatto per raccogliere il testimone azzurro da Prandelli... "Non so cosa dire - risponde Guidolin - se non che mi piacerebbe guidare una Nazionale. Sono "sul pezzo" da 40 anni, sarebbe una bella soddisfazione da togliermi, un lavoro differente. Non è detto che accada in Italia, qui mi pare ci siano tecnici più quotati di me".
Di Natale elogia il Bologna, elogia Pioli, elogia Muriel...
"Il Bologna ha reso il nostro match difficile perché ha fatto molto. Pioli è un uomo che stimo molto quindi i suoi complimenti fanno doppiamente piacere. Muriel merita metà del gol che ho segnato. E' stato bravo a servirmi un pallone così invitante".
Di Natale, lei, al mondiale, ci pensa?
"Non dovrei? Mi piacerebbe, la trovo una cosa normale, ma vedo che ci sono tanti attaccanti all'altezza nel nostro campionato".
Quando smetterà cosa le piacerebbe fare?
"Dedicarmi al piccoli calciatori. E' qualcosa che mi piace fare, stare in mezzo ai bimbi".
Ecco Francesco Guidolin. Anche lui parla del "Solito Totò Paradiso". "L'ho detto tante volte - dice - ma ripetermi fa piacere. Di Natale è un fuoriclasse, ce ne sono pochi come lui. E' classe pura, è esempio per i compagni di squadra. Lo dico anche se mi manda a quel paese quando lo tolgo. Lui mi maledice io gli allungo la carriera".
Il tono è scherzoso. Si fa più serio, anche se è sereno, se si analizza la prova della sua squadra. "Quella di oggi non è stata la mia migliore Udinese, che è tale quando è più vivace, più brillante, più intensa. Per essere tale deve far salire i ritmi, allora mi piace. Meritavamo di andare in vantaggio nel primo tempo e non abbiamo mai fatto tirare in porta il Bologna, fino alla punizione di Diamanti. Ma il Bologna non ha rubato nulla, ha fatto benone. Permettetemi di chiedere scusa a Doveri per un episodio: ho protestato per qualcosa che aveva già sanzionato, gli chiedo scusa. Sono per la piena collaborazione con gli arbitri".
Come per Pioli, così per Guidolin: è un nome fatto per raccogliere il testimone azzurro da Prandelli... "Non so cosa dire - risponde Guidolin - se non che mi piacerebbe guidare una Nazionale. Sono "sul pezzo" da 40 anni, sarebbe una bella soddisfazione da togliermi, un lavoro differente. Non è detto che accada in Italia, qui mi pare ci siano tecnici più quotati di me".