UDINE - Andrea Stramaccioni, nel finale di gara, sembrava tarantolato. A un certo punto ha gridato contro Allan. Alla fine comunque l'Udinese batte il Torino e il tecnico stempera i toni...
"Nulla di grave, non ce l'avevo con qualcuno in particolare. Il fatto è che per lo più la mia Udinese è composta di giovani. Questo vuol dire tanto in positivo, ma anche un pizzico di ingenuità. E' già capitato in questo campionato di perdere punti in casa nei minuti finali, al termine di partite che si stavano vincendo. Per questo ho gridato, richiedendo un pizzico in più di malizia, di mestiere, per non incorrere in quegli errori. Alla fine, visto il valore dell'avversario, sono contentissimo di questa vittoria"
Ha avuto paura? "Paura no, diciamo che abbiamo sofferto, per esempio quando eravamo in dieci per l'infortunio di Wague, siamo riusciti a restare in piedi. Vorrei dire due parole a proposito su Totò Di Natale"
Dica.
"Avete avuto una riprova in più della grandezza del nostro capitano. Io spero che non smetta per le sue qualità, anche oggi ha segnato, ma anche per quelle meno scontate, come quando in dieci si è messo a fare il regista davanti alla difesa. Ecco perché spero ancora che Totò ci ripensi e che rimanga in campo ancora, magari non giocherà trentotto partite, però me ne bastano venti giocate con la sua voglia e con il suo esempio".
[[ge:rep-locali:repubblica:109059512]]
Questa vittoria, una svolta?
"Abbiamo sistemato la partita. Ci siamo sentiti bravini, evidentemente, dopo un paio di buone partite, e allora... Ci serviva invece ritrovare la nostra natura, cioè ritrovare aggressività, voglia. Il risultato lo trovo positivo perché il ruolino di marcia del Torino è stato impressionante in questa fase. E perché abbiamo segnato due gol su palle inattive alla squadra che a mio avviso è la migliore sulle palle inattive". Aggiunge. "Ci sono state critiche, e forse avevamo una situazione mentale sbagliata dopo la partita con la Juventus. Le tre sconfitte consecutive ci hanno fatto toccare il fondo, così siamo riusciti a tirare fuori il nostro meglio, per ripartire. Ora pensiamo a salvarci. Una volta in salvo, cominceremo a lavorare con i ragazzi ancora più giovani di cui disponiamo".
"Nulla di grave, non ce l'avevo con qualcuno in particolare. Il fatto è che per lo più la mia Udinese è composta di giovani. Questo vuol dire tanto in positivo, ma anche un pizzico di ingenuità. E' già capitato in questo campionato di perdere punti in casa nei minuti finali, al termine di partite che si stavano vincendo. Per questo ho gridato, richiedendo un pizzico in più di malizia, di mestiere, per non incorrere in quegli errori. Alla fine, visto il valore dell'avversario, sono contentissimo di questa vittoria"
Ha avuto paura? "Paura no, diciamo che abbiamo sofferto, per esempio quando eravamo in dieci per l'infortunio di Wague, siamo riusciti a restare in piedi. Vorrei dire due parole a proposito su Totò Di Natale"
Dica.
"Avete avuto una riprova in più della grandezza del nostro capitano. Io spero che non smetta per le sue qualità, anche oggi ha segnato, ma anche per quelle meno scontate, come quando in dieci si è messo a fare il regista davanti alla difesa. Ecco perché spero ancora che Totò ci ripensi e che rimanga in campo ancora, magari non giocherà trentotto partite, però me ne bastano venti giocate con la sua voglia e con il suo esempio".
[[ge:rep-locali:repubblica:109059512]]
Questa vittoria, una svolta?
"Abbiamo sistemato la partita. Ci siamo sentiti bravini, evidentemente, dopo un paio di buone partite, e allora... Ci serviva invece ritrovare la nostra natura, cioè ritrovare aggressività, voglia. Il risultato lo trovo positivo perché il ruolino di marcia del Torino è stato impressionante in questa fase. E perché abbiamo segnato due gol su palle inattive alla squadra che a mio avviso è la migliore sulle palle inattive". Aggiunge. "Ci sono state critiche, e forse avevamo una situazione mentale sbagliata dopo la partita con la Juventus. Le tre sconfitte consecutive ci hanno fatto toccare il fondo, così siamo riusciti a tirare fuori il nostro meglio, per ripartire. Ora pensiamo a salvarci. Una volta in salvo, cominceremo a lavorare con i ragazzi ancora più giovani di cui disponiamo".