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Udinese-Palermo 1-3, bianconeri contestati dai tifosi

Chochev segna la terza rete del Palermo (ap)
Dopo tre ko di fila i siciliani riaccendono i motori al termine di un match dominato. Gli assi argentini ispirano, vanno a segno Lazaar, Rigoni e Chochev, prima del gol bandiera di Di Natale. Due pali ospiti. Contestazione a Stramaccioni e i suoi contestati: la crisi continua
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UDINE - Il secondo sigillo esterno del Palermo (il primo del ritorno) ha il sapore di un capolavoro. Su un campo tabù da tanti anni, i rosanero partono in modo sornione, poi segnano e prendono il largo, e hanno forse il solo, veniale torto di ritirare le vele un po' presto. Ma il controllo sul match della squadra di Iachini - reduce da tre stop di fila - è totale. Lo indicano tre gol di pregevole fattura e due pali. Ma non solo: lo indica un controllo difensivo che raramente ha accompagnato questa squadra. Udine in pratica tira in porta una sola volta, con Di Natale. E segna: ma quando i buoi sono già scappati. In avvio l'approccio udinese è veemente. Aggressività alta, pressione sui portatori di palla, il Palermo è sorpreso. Anche noi, che siamo abituati a un'Udinese che aspetta l'avversario e sfrutta lo spazio di rimessa. Invece no. Sorrentino non viene però mai chiamato in causa. Il Palermo sonnecchia come un cagnolino al sole caldo del Friuli. Mai stuzzicare il sonno. Appena Udine lascia spazio, arriva infatti il siluro di Lazaar, un fulmine a ciel sereno, che incenerisce Karnezis, centrando l'incrocio dei pali. "Bisogna sempre migliorarsi, non accontentarsi mai" dice questo ragazzo umile e concreto, che si parla tanto di Dybala e di Vazquez ma non di questo esterno mancino di grande qualità nella doppia veste difensiva e offensiva. E' un pugno che fa male, l'Udinese si disorienta, in sei minuti il raddoppio è servito, e l'azione - che nasce in modo per così dire estemporaneo - è di quelle che lasciano a bocca aperta. In extremis Vazquez riesce a tenere in campo un pallone destinato al fallo laterale, in extremis Dybala, si porta il pallone sul fondo, all'ala, perché con la coda dell'occhio ha visto arrivare Rigoni. Cross in scivolata e per il bravo e poco reclamizzato regista veneto il piattone è facile. Due a zero. Il Friuli contesta, che la riconoscenza non ha memoria.

In effetti l'Udinese è in netta difficoltà, perché ora trova gli spazi muniti, e non ha la squadra adatta a scardinare questo tipo di copertura. Si affida al lancio lungo, dalle retrovie, Allan si batte come un leone in modo commovente, ma ha ancora il difetto giovanile di portare palla. Guilherme pare un po' troppo ingessato, Gabriel Silva si sgancia solo una volta, Di Natale e Thereau non hanno spazi vitali. Insomma, va più vicino il palermo al terzo gol, sull'asse Vazquez-Dybala, una infrastruttura che non è mica come quell'autostrada che perde i piloni di tanto in tanto. Il primo vince un contrasto, si gira su di sé e si mette in equilibrio per dire all'altro vai gaucho. Dybala mette a sedere Karnezis e tira, palo. Ci si aspetta tanta udinese dopo il riposo. Invece il match non vede mutare il copione. Ci prova, Stramaccioni, a forzare il blocco. Subito Perica un attaccante per Piris, il difensore che quest'anno ha giocato di più. Difesa a 4 e attacco con Thereau, Di Natale e il giovane slavo. Non basta per cambiare l'inerzia. Anzi, è ancora il Palermo, che vede crescere Vazquez in mezzo, a costruire e a sfiorare il bersaglio grosso.  
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Il minuto ventuno è di quelli fortunati. Come nel primo tempo, allo stesso minuto nella ripresa arriva il tris, firmato da Chochev, bella gara la sua, qualità e tanta corsa. Il bulgaro è puntuale come un treno svizzero e si presenta al binario giusto per infilare di testa un pallone telecomandato da Rispoli, un altro che cresce alla distanza. A questo punto il Friuli è una bolgia, i giovani di Stramaccioni sono paralizzati, i fischi piovono come polpette, Danilo e Guilherme con un paio di falli terminali provano a precedere i compagni sotto la doccia, ma rimediano solo il giallo. Quando Strama toglie Thereau e mette Badu, lo stadio ne ha pure per lui. Ingrata patria! Questa Udinese ha vissuto momenti difficili, emergenze continue. E' un momento difficile, certo, ma la gratitudine non ha memoria...
Il Palermo gioca sul velluto, va ancora vicino al gol con Rispoli il cui diagonale muore sul palo a portiere battuto. Entra pure Aguirre ma il furore popolare non si placa.
Il gol di Di Natale, il solo applaudito dai friulani,  ha il sapore di un palliativo. Palermo risorge (unico neo, l'infortunio a Belotti, travolto da Gabriel Silva e costretto a uscire per dolori addominali), per l'Udinese... vale il titolo di una canzone: maledetta primavera.

UDINESE: Karnezis 6 - Wague 6, Danilo 5,5, Piris 6,5 (46' Perica 5) - Widmer 5, Allan 6, Guilherme 6 (78' Aguirre 6), Pinzi 5,5, G. Silva 5 - Di Natale 6, Thereau 5 (69' Badu 5,5). All. Stramaccioni
PALERMO: Sorrentino 6 - Vitiello 6, Gonzalez 6,5, Andelkovic 6,5 - Rispoli 6,5, Jajalo 6 (68' Bolzoni 6), Rigoni 6,5, Chochev 7, Lazaar 7,5- Vazquez 7 (73' Belotti 6 e 85' Maresca sv.)- Dybala 7. All. Iachini
ARBITRO: Tommasi 6.
RETI: 15' Lazaar, 21' Rigoni, 66' Chochev, 81' Di Natale.
NOTE: ammoniti: Danilo, Guilherme, Aguirre. recupero: 1' e 3'.
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