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Udinese, De Canio: "Loro primo gol irregolare"

Il tecnico dei friulani pur non contestando l'arbitraggio ("Russo ha arbitrato bene"), contesta l'azione del vantaggio doriano: "Su Armero c'era un fallo grande così". Di Natale fuori: "Nessun ostracismo, scelta tecnica e agonistica"

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GENOVA - Gigi De Canio da uomo copertina a tecnico sopravvissuto. In sette giorni. Tutti si chiedono dove sia finita la squadra "cattiva" che ha ucciso la corsa per lo scudetto. "La Sampdoria è riuscita a fare gol, questa è la sola differenza".

Le differenze, così si facevano alle elementari. Questa, signor De Canio non era l'Udinese vista con il Napoli, non trova? 
"Io dico che fino al gol del vantaggio, su cui ho qualcosa da dire, fino ad allora ho visto un match equilibrato. Ci sono stati spunti per tutti e due, ma c'era equilibrio. Obiezione accolta. De Canio allora aggiunge che "un episodio sfortunato come il gol ha cambiato le cose. Armero non avrebbe dovuto fermarsi. Ma non capisco come la trattenuta che ha subito non sia stata sanzionata. Io a Russo ho fatto i complimenti perché per me ha arbitrato bene: Ma su Armero il fallo era netto e qualcuno lo doveva vedere. La mia considerazione è rivolta più all'assistente. Ha fatto del suo meglio, ma..."

De Canio racconta la sua lunga assenza: "Due anni al palo, ho accettato ma anche sofferto. Mi sono documentato, sono andato in giro, non è stato un periodo positivo, perché amo il calcio. Mi hanno tenuto fermo, ne ho approfittato. Non è cambiato il mio modo di fare calcio si può essere arricchita o modificata, il ruolo impone tanta creatività". Le riflessioni di uno uscito dal gruppo come Jack Frusciante hanno dato la spinta per tener fuori un... Di Natale? Per motivare gli altri?  "Inconsciamente è possibile che si siano responsabilizzati, da parte mia non c'è stato alcun ostracismo. Avevo bisogno di giocatori in una certa condizione, ho fatto delle scelte in questo senso. Se si sono sentiti più responsabilizzati i ragazzi, è una conseguenza; ma non ho avvertito da parte dei giocatori questa condizione. Si è trattato di una scelta  non solo tecnica ma anche agonistica".
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