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Udinese, doppia strategia: non solo talenti nel mondo, ma anche fatti in casa

All'avanguardia nella ricerca di giocatori per tutto il pianeta, la società bianconera torna ad un  progetto per dare spazio anche ai giovani italiani

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UDINE - Alexis Sanchez, Benatia, Balbo, Sensini, Helveg, Bierhoff, Amoroso, Jorgensen, Appiah, Pizarro, De Sanctis, Fiore, Iaquinta, Muntari, Asamoah, Dossena, Zapata, Handanovic, Isla. Dagli anni Novanta la lista dei talenti che l'Udinese ha lanciato, dopo averli pescati da giovani e spesso semisconosciuti in giro per il mondo, è quasi infinita. Era celebre la stanza collegata col satellite alle partite in diretta di ogni campionato, in largo anticipo sui tempi. Ma alla vecchia strategia, attualmente rappresentata da Barak, Jantko e De Paul, si aggiunge ora una novità: l'attenzione massima allo sviluppo del settore giovanile, diventata negli ultimi tempi la nuova frontiera del club.

Il passo fondamentale è stato illustrato nel giorno della presentazione del nuovo sponsor tecnico Macron: il settore giovanile dell'Udinese è tornato infatti a casa. Il progetto "Udinese Academy", che negli ultimi tre anni è stato gestito dallo sponsor HS ad eccezione della Primavera, tornerà esclusivamente dell'Udinese Calcio. Dall'under 17 ai Giovanissimi, scatta la caccia ai nuovi talenti costruiti in casa da una squadra che, sotto la guida di Oddo, si sta italianizzando: contro il Milan 3  titolari su 11 erano italiani, il che a Udine non accadeva da un pezzo.   
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