GENOVA - "Non fate i complimenti a me. Non li merito. Se abbiamo vinto è successo perché una squadra intera si è messa nelle condizioni per conquistare la vittoria".
Luca Gotti esordisce così dopo la vittoria dell'Udinese sul campo del Genoa. Con l'emozione di apparire davanti alla tv, lui che ama lavorare dietro le quinte. Ma con idee chiarissime, quelle che esprime - credeteci - ogni volta a tutti gli addetti ai lavori che incontra, nel corso della settimana. Un grande. Ne abbiamo conosciuti altri, di secondi così: Menichini, o Sergio Buso che non c'è più. Chiamiamoli i "grandi vice".
Gotti dunque, fa il suo. Oggi gli tocca apparire. La sua analisi del match è chiara, come quello che vuole per il suo futuro.
"In campo ho visto una squadra che ha reagito alla grande alle difficolta' che sta attraversando in questo periodo".
Qual è stata la formula vincente?
"Noi abbiamo una rosa molto particolare perche' molto livellata nei suoi elementi e ogni domenica le scelte non sono semplici per chi siede in panchina - ha poi spiegato -. Questo comunque puo' essere letto come un vantaggio e noi ne siamo contenti ma molto spesso risulta molto difficile effettuare le giuste scelte".
Mettiamo che i Pozzo decidano di affidarle la conduzione della squadra, lei che fa?
"Io restero' sulla panchina dell'Udinese fino a quando la societa' avra' bisogno della mia presenza e poi tornero' da dove sono venuto, ma fino a quel momento provero' a fare del mio meglio".
Vuol dire che rinuncerebbe alla chiamata da primo allenatore?
"Sì. Ho scelto qualche anno fa di fare l'allenatore in seconda per una serie di questioni personali, dopo aver fatto l'esperienza di capo allenatore con poca fortuna. fare l'assistente del capo allenatore è un lavoro diverso, io sono contento cosi'".
Come mai non ha seguito Sarri alla Juventus?
"Ah, ma io sarei andato a Torino più che volentieri, figuriamoci, far parte dello staff della Juventus sarebbe stata una grande esperienza. Ma Sarri ha scelto di portare a Torino i collaboratori che lo hanno sempre seguito, non ci sono state incomprensioni, tutto chiarissimo. Io ho fatto una grande esperienza al seguito di Roberto Donadoni e ora sono felicissimo di essere a Udine dove mi auguro di poter restare a lungo e non ho nessun rammarico".
Luca Gotti esordisce così dopo la vittoria dell'Udinese sul campo del Genoa. Con l'emozione di apparire davanti alla tv, lui che ama lavorare dietro le quinte. Ma con idee chiarissime, quelle che esprime - credeteci - ogni volta a tutti gli addetti ai lavori che incontra, nel corso della settimana. Un grande. Ne abbiamo conosciuti altri, di secondi così: Menichini, o Sergio Buso che non c'è più. Chiamiamoli i "grandi vice".
Gotti dunque, fa il suo. Oggi gli tocca apparire. La sua analisi del match è chiara, come quello che vuole per il suo futuro.
"In campo ho visto una squadra che ha reagito alla grande alle difficolta' che sta attraversando in questo periodo".
Qual è stata la formula vincente?
"Noi abbiamo una rosa molto particolare perche' molto livellata nei suoi elementi e ogni domenica le scelte non sono semplici per chi siede in panchina - ha poi spiegato -. Questo comunque puo' essere letto come un vantaggio e noi ne siamo contenti ma molto spesso risulta molto difficile effettuare le giuste scelte".
Mettiamo che i Pozzo decidano di affidarle la conduzione della squadra, lei che fa?
"Io restero' sulla panchina dell'Udinese fino a quando la societa' avra' bisogno della mia presenza e poi tornero' da dove sono venuto, ma fino a quel momento provero' a fare del mio meglio".
Vuol dire che rinuncerebbe alla chiamata da primo allenatore?
"Sì. Ho scelto qualche anno fa di fare l'allenatore in seconda per una serie di questioni personali, dopo aver fatto l'esperienza di capo allenatore con poca fortuna. fare l'assistente del capo allenatore è un lavoro diverso, io sono contento cosi'".
Come mai non ha seguito Sarri alla Juventus?
"Ah, ma io sarei andato a Torino più che volentieri, figuriamoci, far parte dello staff della Juventus sarebbe stata una grande esperienza. Ma Sarri ha scelto di portare a Torino i collaboratori che lo hanno sempre seguito, non ci sono state incomprensioni, tutto chiarissimo. Io ho fatto una grande esperienza al seguito di Roberto Donadoni e ora sono felicissimo di essere a Udine dove mi auguro di poter restare a lungo e non ho nessun rammarico".