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Udinese-Milan 3-1: Ibrahimovic di nuovo titolare non basta, i friulani riaprono la crisi rossonera

Il gol del 3-1 di Ehizibue (ansa)
Lo svedese, in campo dal primo minuto dopo 419 giorni, segna al secondo tentativo un rigore fatto ribattere. Ma non basta. La squadra di Sottil (espulso) è più brillante: a segno Pereyra, Beto ed Ehizibue
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UDINE — L'ennesimo record annunciato di Ibrahimovic è degno di uno sport estremo: la sfida all'anagrafe. Eppure merita solo una celebrazione fugace. L'eterno centravanti, segnando su rigore all'Udinese grazie al soccorrevole arbitro Doveri (primo tiro parato da Silvestri, bis trasformato previa ripetizione perché Beto era entrato in area), a 41 anni e 166 giorni è diventato il più anziano goleador della storia della Serie A, nonché il più attempato capitano della storia rossonera. Record soffiato a Billy Costacurta, che ha commentato: "Un po' mi dispiace, però credo di avere altri numeri per cui essere ricordato". Ma l'evento straordinario, che si è concretizzato dentro la Dacia Arena pienissima (il rinascimento della Serie A si vede anche da questi particolari), passa in secondo piano rispetto alla settima sconfitta degli ormai sempre più ex campioni d'Italia nelle loro 16 …

UDINE — L'ennesimo record annunciato di Ibrahimovic è degno di uno sport estremo: la sfida all'anagrafe. Eppure merita solo una celebrazione fugace. L'eterno centravanti, segnando su rigore all'Udinese grazie al soccorrevole arbitro Doveri (primo tiro parato da Silvestri, bis trasformato previa ripetizione perché Beto era entrato in area), a 41 anni e 166 giorni è diventato il più anziano goleador della storia della Serie A, nonché il più attempato capitano della storia rossonera. Record soffiato a Billy Costacurta, che ha commentato: "Un po' mi dispiace, però credo di avere altri numeri per cui essere ricordato". Ma l'evento straordinario, che si è concretizzato dentro la Dacia Arena pienissima (il rinascimento della Serie A si vede anche da questi particolari), passa in secondo piano rispetto alla settima sconfitta degli ormai sempre più ex campioni d'Italia nelle loro 16 partite del 2023: statistica troppo consistente per essere derubricata a casuale o per consolare i tifosi con l'abusata metafora del Milan Jekyll (il Milan della Champions) e del Milan Hyde (il Milan del campionato), anche perché si accompagna al dato dei 6 gol subiti e degli appena 3 segnati nelle ultime 3 esibizioni nel torneo in cui l'obiettivo del quarto posto - e dell'annessa qualificazione alla prossima Champions - resta appeso a un rendimento assai ondivago.

<<la cronaca della partita>>

La stagione oscillante della squadra di Pioli dipende parecchio dall'esito dei 3 appuntamenti col Napoli in soli 16 giorni, dal 2 al 18 aprile. Ma la solita parola magica - Champions - sottesa al confronto con la squadra dominatrice della Serie A evoca già sentimenti contrastanti: il potenziale ritorno alla gloria oppure il rischio di non raccogliere nulla. Mentre infatti aspetta le sere del giudizio contro Spalletti, il Milan continua a rallentare in campionato, che sarebbe poi la strada d'accesso più semplice alla prossima Champions: tra Fiorentina, Salernitana e Udinese ha raccolto appena un punto. L'allarme è tecnico e tattico, perché il Napoli è un'avversaria italiana e chissà se il dottor Jekyll riapparirà in Europa. Né attenua il pericolo la constatazione che qui erano assenti, per squalifica e per l'influenza, due pilastri come Giroud e Theo Hernandez, rimpiazzati da Ibrahimovic (con mestiere) e da Ballo-Touré (maluccio). Quando capita di passare presto in svantaggio - stavolta è stato così, per il gol di Pereyra dopo nemmeno 10' - lo scompenso può diventare fatale.

Pioli era scampato alla situazione compromessa, figlia dell'approccio iniziale molto aggressivo dell'Udinese e delle felici incursioni di Samardzic, grazie a uno tra i rari lampi di Leao, sul cui palleggio aereo una manata di Bijol aveva fruttato il suddetto rigore da record doppio a Ibra, contestato da Sottil in maniera colorita (eufemismo) fino all'espulsione. Ma il pari agguantato a un soffio dall'intervallo non ha indotto il Milan al mea culpa. Anzi, prima di rientrare negli spogliatoi, ha incassato il 2-1 da Beto, con Thiaw torpido spettatore. Quando poi Pioli è tornato al 4-2-3-1, inserendo Rebic e Krunic per Ibra e Bennacer, l'equilibrio è perfino peggiorato: sbilanciatissima, la difesa davanti a Maignan è caduta ancora per la mollezza di Thiaw in marcatura su Success e il tocco ravvicinato di Ehizibue. L'innesto finale di De Ketelaere, Origi e Calabria nulla ha cambiato: il Milan è scivolato ancora su se stesso.

Il tabellino di Udinese-Milan

Udinese 3 (9' pt Pereyra, 50' pt Beto, 25' st Ehizibue)

Milan 1 (48' pt rig. Ibrahimovic)

Udinese (3-5-2): Silvestri 6,5 - Becao 7, Bijol 6, Perez 6,5 - Ehizibue 6,5 (43' st Ebosele sv), Samardzic 6,5 (29' st Lovric sv), Walace 6,5, Pereyra 7 (36' st Arslan sv), Udogie 6,5 (43' st Zeegelaar sv) - Beto 7, Success 7 (29' st Thauvin sv). All.Sottil 6,5.

Milan (3-4-2-1): Maignan 6 - Kalulu 5, Thiaw 4,5, Tomori 4,5 (31' st Calabria sv) - Saelemaekers 5 (19' st Rebic 5,5), Bennacer 5 (19' st Krunic 5,5), Tonali 5,5, Ballo-Touré 5 - B. Diaz 5,5 (31' st De Ketelaere sv), Leao 6 - Ibrahimovic 6 (31' st Origi sv). All.Pioli 5.

Arbitro: Doveri 5.

Note: espulso Sottil per proteste. Ammoniti Becao, Perez, Walace, Ebosele, Tonali e Kalulu.