Stroppa, con il Venezia è finita: esonerato il tecnico dopo sei sconfitte su sei gare
di Giulio Cardone ed Enrico De LellisIl conto arriva dopo Bergamo: era l’ultima occasione concessa a Giovanni Stroppa. Ma è arrivata l’ennesima sconfitta. Il Venezia cambia allenatore dopo il 3-1 contro l’Atalanta: sei partite di campionato, sei ko, nessun punto e l’ultimo posto in classifica. Una partenza shock che ha consumato la fiducia della società nel tecnico della promozione e trasformato l’entusiasmo estivo in un’emergenza da affrontare prima che il distacco dalle concorrenti diventi troppo pesante.
I nomi del possibile successore
Per la successione i nomi sono quelli di Davide Nicola e Paolo Zanetti, con Nicola favorito: la sua esperienza nelle corse salvezza risponde alla necessità di rimettere subito in piedi una squadra che produce occasioni, ma continua a concedere troppo. Il direttore generale Filippo Antonelli lavora alla scelta del nuovo allenatore, chiamato a dare una svolta a un avvio che i numeri descrivono senza attenuanti: cinque gol segnati, sedici subiti, una differenza reti di meno undici e una media di quasi tre incassate a partita. Il Venezia ha sempre subito almeno due gol nelle prime sei giornate e in tre occasioni è rimasto senza segnare.
Le due fasi
La difficoltà riguarda dunque entrambe le fasi di gioco, anche se a pesare maggiormente è l’incapacità di proteggersi nei momenti decisivi. A Bergamo il copione si è ripetuto con particolare evidenza: Kessié e Krstovic hanno indirizzato la partita nei minuti iniziali, poi il centravanti montenegrino ha completato la doppietta alla mezz’ora. Il gol di Hainaut prima dell’intervallo e la reazione della ripresa, con le traverse di Adams e Yeboah, hanno raccontato una squadra ancora capace di reagire, senza però modificare il risultato. È il paradosso che ha accompagnato queste settimane: qualche tratto di buon calcio, opportunità costruite e la sensazione di poter competere, seguiti puntualmente da errori e sconfitte. Dopo il ko interno con la Lazio, prima della lunga pausa per le nazionali, il club aveva confermato Stroppa, concedendogli tempo per lavorare e correggere i difetti. Il ritorno in campo non ha portato la svolta attesa e la società ha deciso di interrompere il rapporto.
Gli investimenti estivi
Sul fallimento della partenza pesa anche il confronto con gli investimenti estivi. Il Venezia ha destinato agli acquisti circa 44 milioni di euro, l’ottava spesa della Serie A e la più alta fra le neopromosse: uno sforzo significativo per costruire una permanenza nella categoria meno precaria. La cifra va distinta dal saldo del mercato, perché le cessioni hanno prodotto incassi vicini ai 32 milioni, riducendo l’esborso netto a circa 12-13 milioni. Resta però consistente il valore delle risorse impiegate per rinnovare l’organico. L’operazione principale è stata quella per Akor Adams, arrivato dal Siviglia per 16 milioni; altri 7,5 milioni sono stati investiti su Albion Rrahmani, prelevato dallo Sparta Praga. Per la difesa sono arrivati Armel Bella-Kotchap, costato 7 milioni, e Redouane Halhal, acquistato per 5. Quattro operazioni che, da sole, valgono oltre 35 milioni e misurano le aspettative con cui il club si era presentato al campionato. Il nuovo allenatore dovrà ora trasformare quel potenziale in rendimento, accelerando l’inserimento dei nuovi e restituendo sicurezza a un gruppo condizionato dalla serie negativa. Nicola è la garanzia: è un tecnico abituato a intervenire in situazioni difficili, con le salvezze di Crotone, Salernitana ed Empoli. Zanetti ha dalla sua la conoscenza dell’ambiente: ha già guidato il Venezia tra il 2020 e il 2022, riportandolo in Serie A attraverso i playoff del 2021. Due strade diverse per affrontare la stessa urgenza. Il calendario, intanto, impone di decidere rapidamente: sabato al Penzo arriva il Napoli. Dopo sei giornate il tempo per recuperare esiste ancora, ma il Venezia deve cominciare a usarlo. Il primo obiettivo del dopo Stroppa sarà fermare le sconfitte e muovere una classifica rimasta drammaticamente immobile.