Verona, Mandorlini: "Cori durante il silenzio non erano razzisti"
Il tecnico gialloblù è soddisfatto per il 4-1 a Bologna ma tiene i piedi in terra nonostante il quinto posto: "Non montiamoci la testa. Non parliamo di Europa, il nostro obiettivo è fare un buon calcio". E parla dei cori dei tifosi durante il minuto per le vittime di Lampedusa: "Non c'era ironia"
BOLOGNA - Mandorlini si prende i complimenti e le rivincite. Si adombra solo di fronte alle critiche mosse ai tifosi del Verona sul minuto di silenzio per le vittime della tragedia di Lampedusa. "Io credo, risorgerò" inneggiano i veneti giunti al Dall'Ara. E' un salmo. Ma per qualcuno si trattava di una ironia gratuita. "Io non lo credo - ripete Mandorlini - penso si dovesse interpretare alla lettera".
Meglio parlare di calcio. Lì sì che tutti i salmi finiscono in gloria.
"Siamo contenti, abbiamo fatto una buona partita e un grande risultato. Non era facile, sapevamo di trovare un Bologna arrabbiato. Non ce l'aspettavamo, non pensiamo alla classifica ma a come gioca la squadra che è la cosa più importante".
Quinto posto, sapore d'Europa...
"Piano piano, non ci montiamo la testa. Il nostro obiettivo è quello di fare un buon calcio, di valorizzare i giovani di talento, di divertire il nostro pubblico. Per ora sta …
Meglio parlare di calcio. Lì sì che tutti i salmi finiscono in gloria.
"Siamo contenti, abbiamo fatto una buona partita e un grande risultato. Non era facile, sapevamo di trovare un Bologna arrabbiato. Non ce l'aspettavamo, non pensiamo alla classifica ma a come gioca la squadra che è la cosa più importante".
Quinto posto, sapore d'Europa...
"Piano piano, non ci montiamo la testa. Il nostro obiettivo è quello di fare un buon calcio, di valorizzare i giovani di talento, di divertire il nostro pubblico. Per ora sta …
BOLOGNA - Mandorlini si prende i complimenti e le rivincite. Si adombra solo di fronte alle critiche mosse ai tifosi del Verona sul minuto di silenzio per le vittime della tragedia di Lampedusa. "Io credo, risorgerò" inneggiano i veneti giunti al Dall'Ara. E' un salmo. Ma per qualcuno si trattava di una ironia gratuita. "Io non lo credo - ripete Mandorlini - penso si dovesse interpretare alla lettera".
Meglio parlare di calcio. Lì sì che tutti i salmi finiscono in gloria.
"Siamo contenti, abbiamo fatto una buona partita e un grande risultato. Non era facile, sapevamo di trovare un Bologna arrabbiato. Non ce l'aspettavamo, non pensiamo alla classifica ma a come gioca la squadra che è la cosa più importante".
Quinto posto, sapore d'Europa...
"Piano piano, non ci montiamo la testa. Il nostro obiettivo è quello di fare un buon calcio, di valorizzare i giovani di talento, di divertire il nostro pubblico. Per ora sta riuscendo tutto, ci godiamo il momento, ma voliamo bassi".
Iturbe è sulla bocca di tutti...
"E' un grande talento, del resto alla sua età ha giocato nel River Plate e nel Porto, in squadre importanti insomma. I quindici milioni della clausola rescissioria? Sono tanti soldi, lasciatecelo godere ancora un po', è un giovane di grandi qualità che deve crescere e ha tutto per farlo".
Mandorlini, il calcio italiano l'aveva abbandonato. Ci è voluta la Romania per risorgere...
Anche il Bologna l'aveva ripudiato...
"Guardo avanti, sono contento. Del mio passato mi tengo gli insegnamenti di Trapattoni. Il più importante? Avere equilibrio, sempre. Anche questo Verona giovane, che gioca bene o male, ha sempre equilibrio. Ed è una carta vincente".
Meglio parlare di calcio. Lì sì che tutti i salmi finiscono in gloria.
"Siamo contenti, abbiamo fatto una buona partita e un grande risultato. Non era facile, sapevamo di trovare un Bologna arrabbiato. Non ce l'aspettavamo, non pensiamo alla classifica ma a come gioca la squadra che è la cosa più importante".
Quinto posto, sapore d'Europa...
"Piano piano, non ci montiamo la testa. Il nostro obiettivo è quello di fare un buon calcio, di valorizzare i giovani di talento, di divertire il nostro pubblico. Per ora sta riuscendo tutto, ci godiamo il momento, ma voliamo bassi".
Iturbe è sulla bocca di tutti...
"E' un grande talento, del resto alla sua età ha giocato nel River Plate e nel Porto, in squadre importanti insomma. I quindici milioni della clausola rescissioria? Sono tanti soldi, lasciatecelo godere ancora un po', è un giovane di grandi qualità che deve crescere e ha tutto per farlo".
Mandorlini, il calcio italiano l'aveva abbandonato. Ci è voluta la Romania per risorgere...
Anche il Bologna l'aveva ripudiato...
"Guardo avanti, sono contento. Del mio passato mi tengo gli insegnamenti di Trapattoni. Il più importante? Avere equilibrio, sempre. Anche questo Verona giovane, che gioca bene o male, ha sempre equilibrio. Ed è una carta vincente".