VERONA - L'aveva detto alla vigilia: con il Bologna non aspettiamoci una partita facile. I 90' del Bentegodi lo hanno confermato. Scuro in volto per lunga parte del match, Mandorlini alla fine è soddisfatto del pareggio.
"E' stata una partita difficile - dice il tecnico - il Bologna ha fatto davvero bene. Abbiamo fatto quel punto famoso che ci divideva da quota 40. Siamo contenti. Volevamo vincere, fare una partita diversa, ma non è stata la nostra gara migliore. A Livorno abbiamo fatto una partita bellissima, oggi meno. E' un punto prezioso".
I temi tecnici non mancano. La scelta di Rabusic e il modo scelto per non sentire la mancanza di Toni sono i due aspetti più interessanti da toccare.
"Io credo che Rabusic abbia giocato bene - dice Mandorlini - certo non può essere Toni nè come esperienza e personalità, nè come caratteristiche. Abbiamo avuto difficoltà ad attaccare ma è merito dei nostri avversari. Io penso che anche Luca avrebbe fatto fatica contro una difesa così organizzata, oggi".
[[ge:rep-locali:repubblica:80027236]]
Il più deluso sarà comunque Cacia... "Non è una bocciatura, lui sa che ha sempre rappresentato la prima alternativa d'attacco. A parte oggi. Ho deciso così per tanti motivi, riuscivamo ad accorciare poco e dal punto di vista fisico non eravamo brillantissimi. Adesso pensiamo a giocare a Parma con Toni. Per un altro obiettivo".
A quota 40 teme che i suoi si rilasseranno?
"E perché dovrebbero? Ora abbiamo dodici partite per divertirci, di qui alla fine. Viene il bello, no? La serenità non va scambiata per distrazione. Dipende da noi, dipende dalla nostra voglia di scoprire il nostro limite. Vediamo se abbiamo voglia di ritagliarci un futuro più ambizioso e importante".
"E' stata una partita difficile - dice il tecnico - il Bologna ha fatto davvero bene. Abbiamo fatto quel punto famoso che ci divideva da quota 40. Siamo contenti. Volevamo vincere, fare una partita diversa, ma non è stata la nostra gara migliore. A Livorno abbiamo fatto una partita bellissima, oggi meno. E' un punto prezioso".
I temi tecnici non mancano. La scelta di Rabusic e il modo scelto per non sentire la mancanza di Toni sono i due aspetti più interessanti da toccare.
"Io credo che Rabusic abbia giocato bene - dice Mandorlini - certo non può essere Toni nè come esperienza e personalità, nè come caratteristiche. Abbiamo avuto difficoltà ad attaccare ma è merito dei nostri avversari. Io penso che anche Luca avrebbe fatto fatica contro una difesa così organizzata, oggi".
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Il più deluso sarà comunque Cacia... "Non è una bocciatura, lui sa che ha sempre rappresentato la prima alternativa d'attacco. A parte oggi. Ho deciso così per tanti motivi, riuscivamo ad accorciare poco e dal punto di vista fisico non eravamo brillantissimi. Adesso pensiamo a giocare a Parma con Toni. Per un altro obiettivo".
A quota 40 teme che i suoi si rilasseranno?
"E perché dovrebbero? Ora abbiamo dodici partite per divertirci, di qui alla fine. Viene il bello, no? La serenità non va scambiata per distrazione. Dipende da noi, dipende dalla nostra voglia di scoprire il nostro limite. Vediamo se abbiamo voglia di ritagliarci un futuro più ambizioso e importante".