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Verona, Tudor: "Gara riaperta da un errore dell'arbitro"

Igor Tudor (fotogramma)
Il tecnico degli scaligeri è categorico: "Dawidowicz non ha fatto fallo da rigore"
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GENOVA - Igor Tudor le ha passate tutte stasera a Marassi. E' passato dalla soddisfazione alla gioia, poi alla preoccupazione e alla amarezza, poi allo scoramento fino alla catarsi. Una tragedia greca!. Alla fine tra Genoa e Verona è uscito un 3-3

 Ma parte subito innescando la quarta. 
"Sono arrabbiato e sollevato. Sono contento per i ragazzi, si pensava non prendessimo nemmeno un punto. Il calcio è questo, invece che finire 3-0 finisce così. Abbiamo avuto due disattenzioni e un regalo dell'arbitro che ha riaperto la partita. Abbiamo fatto tre partite in sei giorni, una pazzia con due viaggi in tre giorni. Faccio i complimenti ai ragazzi, fisicamente c'è da crescere e sfrutteremo questa settimana".

Cosa lo fa arrabbiare? Il rigore subito, non è vero?
"Non so come spiegarlo altrimenti. Deve tagliarsi il braccio? Corre e la colpisce con il braccio. La partita era finita. Già l'anno scorso c'erano queste polemiche, io da ex giocatore impazzisco, e non solo per questo rigore, in generale. Uno non può correre così (mima le braccia attaccate al corpo, ndr). Il calcio è così, guardiamo avanti. Sono dettagli che cambiano partite e campionati, dobbiamo crescere e gli arbitri devono parlare di più con gli ex giocatori".

Un Verona spavaldo: due punte e un rifinitore... 
"Volevo avere freschezza e avere Barak libero tra le due punte".

Fisicamente come state?
"Per far giocare questo tipo di calcio, andando a uomo per novanta minuti, devi stare al massimo delle forze, altrimenti soffri. Se aggiungi le tre partite in sei giorni, arrivi alla partita di oggi con grande difficoltà".

Simeone quanti gol segnerà?
"Penso sia strepitoso, anche come ragazzo è un professionista esemplare. 20 sono tanta roba, ma può arrivarci vicino. Sono contento di avere Kalinic, Lasagna, Caprari, sta a loro mettermi in difficoltà.

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