SASSUOLO - La festa non è ancora finita. Il Sassuolo si gode una storica promozione in serie A al termine di una stagione esaltante che ha visto i neroverdi dominare con qualche brivido nel finale il campionato cadetto. Soddisfatto il patron Giorgio Squinzi. "Sono molto contento della serie A al Sassuolo, è stato bello arrivarci dopo un campionato dominato praticamente dall'inizio alla fine quando comunque qualche stanchezza c'è stata. Il difficile arriva adesso - ammette il numero uno del club -.
DI FRANCESCO PUNTO FERMO - Il futuro del Sassuolo ha già un punto fermo, l'allenatore Eusebio Di Francesco, già confermato. Al tecnico il compito di progettare una squadra che punti alla salvezza. Squindi dal canto suo lascia intendere che non si abbandonerà a spese folli. "Il Sassuolo è finito in serie A - ha detto, ospite del Salone del libro di Torino - e di questo sono molto felice, ma è più importante che l'Italia resti in serie A. I giocatori ci sono e ci sono anche gli allenatori. Circa lo spogliatoio, le divisioni credo siano più apparenti che reali". In vista del primo Sassuolo-Milan, Squinzi da milanista doc ammette col sorriso sulle labbra: "Cercherò di essere il più neutro possibile, ma io sono e resto milanista".
LAVORARE PER RESTARE IN A - La società è sana, ha le spalle forti e ci sono i presupposti per costruire una squadra che nella massima serie non sfiguri: ci sono giocatori, come il portiere Pomini e il capitano Magnanelli, che la serie A se la sono guadagnata cominciando dalla C2 e c'e il gioiellino Domenico Berardi, scoperto quasi per caso durante una partita di calcetto, che ora è desiderato da molti grandi club. Un altro nodo da sciogliere in fretta è quello dello stadio: visto che quello di Sassuolo non è omologato nemmeno per la B, la società potrebbe decidere di abbandonare il Braglia di Modena per traslocare allo stadio Città del Tricolore di Reggio Emilia. Intanto, pero', c'è ancora qualche giorno per godersi in pieno un traguardo sfuggito per anni e stavolta centrato, anche se con qualche patema di troppo rispetto ad un campionato dominato.
DI FRANCESCO PUNTO FERMO - Il futuro del Sassuolo ha già un punto fermo, l'allenatore Eusebio Di Francesco, già confermato. Al tecnico il compito di progettare una squadra che punti alla salvezza. Squindi dal canto suo lascia intendere che non si abbandonerà a spese folli. "Il Sassuolo è finito in serie A - ha detto, ospite del Salone del libro di Torino - e di questo sono molto felice, ma è più importante che l'Italia resti in serie A. I giocatori ci sono e ci sono anche gli allenatori. Circa lo spogliatoio, le divisioni credo siano più apparenti che reali". In vista del primo Sassuolo-Milan, Squinzi da milanista doc ammette col sorriso sulle labbra: "Cercherò di essere il più neutro possibile, ma io sono e resto milanista".
LAVORARE PER RESTARE IN A - La società è sana, ha le spalle forti e ci sono i presupposti per costruire una squadra che nella massima serie non sfiguri: ci sono giocatori, come il portiere Pomini e il capitano Magnanelli, che la serie A se la sono guadagnata cominciando dalla C2 e c'e il gioiellino Domenico Berardi, scoperto quasi per caso durante una partita di calcetto, che ora è desiderato da molti grandi club. Un altro nodo da sciogliere in fretta è quello dello stadio: visto che quello di Sassuolo non è omologato nemmeno per la B, la società potrebbe decidere di abbandonare il Braglia di Modena per traslocare allo stadio Città del Tricolore di Reggio Emilia. Intanto, pero', c'è ancora qualche giorno per godersi in pieno un traguardo sfuggito per anni e stavolta centrato, anche se con qualche patema di troppo rispetto ad un campionato dominato.