SANKT LAMBRECHT - Rino Gattuso sapeva che in questa parte della Stiria, c'é una fabbrica di dinamite? É l'ambientazione ideale per iniziare alla guida del Palermo la prima stagione da allenatorein Italia?
"Mi piacerebbe visitarla e chissà che non possa darci una carica in più per affrontare quella che sarà un'annata molto dura".
In questo ritiro austriaco lei corre e si allena come un calciatore. Pensa mai che non scenderà in campo? Le manca la vita da calciatore?
"Per niente: trovo nel nuovo lavoro la stessa adrenalina e la stessa passione che avevo quando giocavo".
Aveva già deciso che un giorno sarebbe diventato allenatore?
"È una convinzione maturata nel tempo. Da giovane non ci pensi. Anzi, pensi che stai guadagnando bene, che metterai dei soldi da parte e che quando smetterai farai la bella vita".
E invece?
"Invece diventi adulto, padre di famiglia e prendi altre decisioni. Economicamente non ne avrei avuto bisogno, ma quando il cuore continua a pomparti calcio nelle vene capisci che questo ti fa sentire vivo".
È più difficile da calciatore o da allenatore?
"Questo è un lavoro molto più stressante e duro. Quando giochi fai parte di una squadra. Adesso devo gestire tanta gente. Devo prendere delle decisioni, fare delle scelte, fare rispettare i ruoli, dare delle regole".
C'è qualcosa del Gattuso giocatore che non vorrebbe vedere fare ai suoi?
"Protestare o mandare a quel paese un compagno; può succedere ma non é bello".
C'è qualche allenatore al quale si ispira in particolare?
"Non c'è uno più bravo di un altro. Certamente prendo spunto da quelli che ho avuto e ai quali ho cercato di rubare qualche segreto. In particolare mi piacciono Lippi e Ancelotti".
Chi l'ha chiamata, magari per darle qualche consiglio?
"Mi hanno chiamato in tanti. Da Allegri ad Ancelotti. Ho un buon rapporto con tutti. Credo che, quando nella vita hai fatto il tuo lavoro con passione, il rispetto non viene mai meno".
C'è una nuova generazione di allenatori della quale lei fa parte che sembra pronta a soppiantare i vecchi santoni.
"È normale. Il tempo passa per tutti e poi i presidenti non sono dei matti e se affidano la panchina ai giovani avranno i loro motivi".
Molti la paragonano a Conte. Stessa grinta, stessa voglia di arrivare. Stessa carriera segnata?
"Lo spero per me. Conte ha fatto gavetta, ha preso qualche legnata sui denti e poi ha reagito e si è ripreso. Adesso è tra gli allenatori più forti del mondo".
È ancora la Juve la favorita per lo scudetto?
"Penso proprio di sì. È la squadra che ha stravinto gli ultimi due campionati e adesso si è anche rafforzata. Ha tutte le componenti per vincerlo".
In futuro lei si vede bandiera del Milan anche in panchina?
"Sarei ipocrita se non dicessi che questo è il mio obiettivo e se non dicessi che un giorno vorrei allenare il Mlan. Al momento però ho tanto lavoro da fare per arrivare a quella panchina. Oggi come oggi non ci penso. La strada é lunga e per completare questo puzzle mancano ancoratanti tasselli".
Quando questa estate circolavano i nomi di Seedorf e di altri ex rossoneri ha mai pensato che potessero chiamare lei?
"Quando se ne parlava avevo la consapevolezza di non essere pronto per affrontare un'esperienza che era più grande di me. Alla prima squadra si arriva attraverso passaggi obbligati che ti aiutano a maturare e a gestire i grandi giocatori".
A Sion lei ha lavorato con Constantin che ha il record di esoneri. In Italia inizia con Zamparini. Le piace proprio rischiare?
"Constantin, al di là di come sono andate le cose, devo ringraziarlo per avermi dato l'opportunità di allenare. Con Zamparini invece c'è un grande rapporto. Ci sentiamo tutti i giorni. Ci confrontiamo. Ho la certezza che i risultati mi daranno una lunga vita professionale con lui. E poi non ho tempo di pensare agli esoneri. Devo pensare a vincere la serie B dove tutti gli avversari ci aspettano al varco. Questa è la mia sfida".
Lei giocherá con il 4-2-3-1. Perché ha scelto questo modulo? Che calcio vuole?
"Voglio un calcio dove bisogna pedalare. Dove non bisogna pensare solo a difendere, ma creare palle gol e mettere sotto pressione gli avversari. Adesso ho adottato questo modulo, ma non aspettatevi che giochi solo e sempre così".
"Mi piacerebbe visitarla e chissà che non possa darci una carica in più per affrontare quella che sarà un'annata molto dura".
In questo ritiro austriaco lei corre e si allena come un calciatore. Pensa mai che non scenderà in campo? Le manca la vita da calciatore?
"Per niente: trovo nel nuovo lavoro la stessa adrenalina e la stessa passione che avevo quando giocavo".
Aveva già deciso che un giorno sarebbe diventato allenatore?
"È una convinzione maturata nel tempo. Da giovane non ci pensi. Anzi, pensi che stai guadagnando bene, che metterai dei soldi da parte e che quando smetterai farai la bella vita".
E invece?
"Invece diventi adulto, padre di famiglia e prendi altre decisioni. Economicamente non ne avrei avuto bisogno, ma quando il cuore continua a pomparti calcio nelle vene capisci che questo ti fa sentire vivo".
È più difficile da calciatore o da allenatore?
"Questo è un lavoro molto più stressante e duro. Quando giochi fai parte di una squadra. Adesso devo gestire tanta gente. Devo prendere delle decisioni, fare delle scelte, fare rispettare i ruoli, dare delle regole".
C'è qualcosa del Gattuso giocatore che non vorrebbe vedere fare ai suoi?
"Protestare o mandare a quel paese un compagno; può succedere ma non é bello".
C'è qualche allenatore al quale si ispira in particolare?
"Non c'è uno più bravo di un altro. Certamente prendo spunto da quelli che ho avuto e ai quali ho cercato di rubare qualche segreto. In particolare mi piacciono Lippi e Ancelotti".
Chi l'ha chiamata, magari per darle qualche consiglio?
"Mi hanno chiamato in tanti. Da Allegri ad Ancelotti. Ho un buon rapporto con tutti. Credo che, quando nella vita hai fatto il tuo lavoro con passione, il rispetto non viene mai meno".
C'è una nuova generazione di allenatori della quale lei fa parte che sembra pronta a soppiantare i vecchi santoni.
"È normale. Il tempo passa per tutti e poi i presidenti non sono dei matti e se affidano la panchina ai giovani avranno i loro motivi".
Molti la paragonano a Conte. Stessa grinta, stessa voglia di arrivare. Stessa carriera segnata?
"Lo spero per me. Conte ha fatto gavetta, ha preso qualche legnata sui denti e poi ha reagito e si è ripreso. Adesso è tra gli allenatori più forti del mondo".
È ancora la Juve la favorita per lo scudetto?
"Penso proprio di sì. È la squadra che ha stravinto gli ultimi due campionati e adesso si è anche rafforzata. Ha tutte le componenti per vincerlo".
In futuro lei si vede bandiera del Milan anche in panchina?
"Sarei ipocrita se non dicessi che questo è il mio obiettivo e se non dicessi che un giorno vorrei allenare il Mlan. Al momento però ho tanto lavoro da fare per arrivare a quella panchina. Oggi come oggi non ci penso. La strada é lunga e per completare questo puzzle mancano ancoratanti tasselli".
Quando questa estate circolavano i nomi di Seedorf e di altri ex rossoneri ha mai pensato che potessero chiamare lei?
"Quando se ne parlava avevo la consapevolezza di non essere pronto per affrontare un'esperienza che era più grande di me. Alla prima squadra si arriva attraverso passaggi obbligati che ti aiutano a maturare e a gestire i grandi giocatori".
A Sion lei ha lavorato con Constantin che ha il record di esoneri. In Italia inizia con Zamparini. Le piace proprio rischiare?
"Constantin, al di là di come sono andate le cose, devo ringraziarlo per avermi dato l'opportunità di allenare. Con Zamparini invece c'è un grande rapporto. Ci sentiamo tutti i giorni. Ci confrontiamo. Ho la certezza che i risultati mi daranno una lunga vita professionale con lui. E poi non ho tempo di pensare agli esoneri. Devo pensare a vincere la serie B dove tutti gli avversari ci aspettano al varco. Questa è la mia sfida".
Lei giocherá con il 4-2-3-1. Perché ha scelto questo modulo? Che calcio vuole?
"Voglio un calcio dove bisogna pedalare. Dove non bisogna pensare solo a difendere, ma creare palle gol e mettere sotto pressione gli avversari. Adesso ho adottato questo modulo, ma non aspettatevi che giochi solo e sempre così".