ROMA – E' Latina-Cesena la finale per la promozione in serie A. Il Cesena respinge gli assalti del Modena e grazie al pari per 1-1 nel derby di ritorno al Manuzzi vola all'ultimo atto. Grandi emozioni a Latina: la partita finisce 2-2 come all'andata, il risultato premia però la matricola pontina, meglio piazzata al termine della stagione regolare. L'andata della finale si giocherà domenica in Romagna, il ritorno mercoledì prossimo a Latina. I nerazzurri anche in finale possono vantare una migliore posizione in classifica rispetto ai bianconeri (le due squadre hanno chiuso al terzo e al quarto posto alle spalle di Palermo ed Empoli, già promosse).
LATINA NELLA STORIA - Ripete con il Bari il 2-2 strappato al San Nicola e taglia il traguardo più importante dei suoi 59 anni di vita: la finale play-off per venire in A contro il Cesena. Un risultato meritato quello della squadra di Breda che, come all'andata, ha dimostrato di possedere carattere e grinta da vendere. A un passo dal baratro, dopo aver incassato lo 0-1 al 73', non si è disunito e con un micidiale uno-due in 3' ha ribaltato la situazione strappando con merito il biglietto per l'ultimo atto. A conferma che il 3° posto centrato in regular season non è stato certo casuale. Il Bari può mangiarsi le mani, soprattutto per non essere stato in grado di gestire un vantaggio conquistato con tanta fatica. Ma sul campo, in realtà, i galletti hanno sofferto ogni affondo portato dai nerazzurri.
LATINA SCIUPONE PER UN'ORA - Il Bari fa la partita ma il Latina non sta a guardare. E alle occasioni capitate a Calderoni e Joao Silva, replica impegnando Guarna nel primo tempo con Ristovski e Jonathas. Nella ripresa la pressione dei pugliesi non produce effetti ma i laziali non ne approfittano sbagliando un gol fatto al 57' con Crimi (sinistro alto da due passi). Col passare dei minuti si aprono praterie per i padroni di casa che falliscono ancora il bersaglio in contropiede col subentrato Jefferson.
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JONATHAS REPLICA A POLENTA - Incapace di rendersi realmente pericoloso, il Bari getta il cuore oltre l'ostacolo e al 73' si procura l'occasione migliore per cambiare il volto alla gara: Galano va via in area ad Alhassan che lo atterra. Rigore netto che Polenta non sbaglia. Il Latina si rimbocca le maniche, cinge d'assedio l'area ospite e, all'81', pareggia: Sciaudone affonda in area Jonathas e induce l'arbitro Pinzani a decretare un nuovo rigore che lo stesso brasiliano non sbaglia.
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LARIBI CHIUDE I CONTI - Il Bari si riversa in avanti e, all'84', viene punito in contropiede da Laribi che, lanciato nello spazio da Jonathas, batte Guarna con un preciso destro in diagonale dal limite. Gli uomini di Alberti non ci stanno e, all'88', pareggiano con un destro in diagonale di Galano che sorprende un non irreprensibile Iacobucci. Troppo tardi, però, per sperare in un nuovo miracolo.
IL MODENA CI PROVA MA NON SFONDA - La squadra di Novellino, obbligata a vincere con almeno due gol di scarto per sovvertire il risultato, ha provato a riscrivere il corso degli eventi con una buona partenza. Ma dopo aver colpito una traversa ed aver fallito tre buone occasioni si è, in pratica, inchinata alla maggior solidità della squadra romagnola riuscendo solo a evitare, nel finale, un nuovo ko.
TRAVERSA DI BABACAR – Costretto a recuperare, il Modena parte forte ma non è fortunato: Babacar dopo appena 2’ colpisce la traversa. I canarini insistono ma Molina e Granoche trovano sulla loro strada un attento Agliardi. Il Cesena si sveglia e risponde impensierendo Pinsoglio con Marilungo e Renzetti.
ANCORA MARILUNGO – La necessità dei canarini di segnare rende la ripresa ancor più spettacolare: Bianchi, a tu per tu col portiere, spreca un gol fatto dal dischetto del rigore, Defrel, dalla parte opposta, manca di poco il bersaglio con una conclusione dal limite. Col passare dei minuti si aprono delle praterie di rimessa per il Cesena che, al 56’, mette al sicuro la qualificazione: un tiro dal limite di D’Alessandro è respinto corto da Pinsoglio, arriva Marilungo e da posizione defilata insacca di destro.
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MANFRIN, PARI TARDIVO – Sulle ali dell’entusiasmo i padroni di casa insistono e sfiorano in altre tre circostanze il raddoppio con lo stesso attaccante di proprietà dell’Atalanta (2) e con Garritano. Il Modena, però, non si dà per vinto e, dopo aver impegnato Agliardi col subentrato Doudou, pareggia (75’) con un tap-in di Manfrin, lesto a riprendere una corta respinta del portiere su punizione da 28 mt di Babacar. Troppo tardi, però, per proseguire il sogno promozione.
LATINA NELLA STORIA - Ripete con il Bari il 2-2 strappato al San Nicola e taglia il traguardo più importante dei suoi 59 anni di vita: la finale play-off per venire in A contro il Cesena. Un risultato meritato quello della squadra di Breda che, come all'andata, ha dimostrato di possedere carattere e grinta da vendere. A un passo dal baratro, dopo aver incassato lo 0-1 al 73', non si è disunito e con un micidiale uno-due in 3' ha ribaltato la situazione strappando con merito il biglietto per l'ultimo atto. A conferma che il 3° posto centrato in regular season non è stato certo casuale. Il Bari può mangiarsi le mani, soprattutto per non essere stato in grado di gestire un vantaggio conquistato con tanta fatica. Ma sul campo, in realtà, i galletti hanno sofferto ogni affondo portato dai nerazzurri.
LATINA SCIUPONE PER UN'ORA - Il Bari fa la partita ma il Latina non sta a guardare. E alle occasioni capitate a Calderoni e Joao Silva, replica impegnando Guarna nel primo tempo con Ristovski e Jonathas. Nella ripresa la pressione dei pugliesi non produce effetti ma i laziali non ne approfittano sbagliando un gol fatto al 57' con Crimi (sinistro alto da due passi). Col passare dei minuti si aprono praterie per i padroni di casa che falliscono ancora il bersaglio in contropiede col subentrato Jefferson.
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JONATHAS REPLICA A POLENTA - Incapace di rendersi realmente pericoloso, il Bari getta il cuore oltre l'ostacolo e al 73' si procura l'occasione migliore per cambiare il volto alla gara: Galano va via in area ad Alhassan che lo atterra. Rigore netto che Polenta non sbaglia. Il Latina si rimbocca le maniche, cinge d'assedio l'area ospite e, all'81', pareggia: Sciaudone affonda in area Jonathas e induce l'arbitro Pinzani a decretare un nuovo rigore che lo stesso brasiliano non sbaglia.
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LARIBI CHIUDE I CONTI - Il Bari si riversa in avanti e, all'84', viene punito in contropiede da Laribi che, lanciato nello spazio da Jonathas, batte Guarna con un preciso destro in diagonale dal limite. Gli uomini di Alberti non ci stanno e, all'88', pareggiano con un destro in diagonale di Galano che sorprende un non irreprensibile Iacobucci. Troppo tardi, però, per sperare in un nuovo miracolo.
IL MODENA CI PROVA MA NON SFONDA - La squadra di Novellino, obbligata a vincere con almeno due gol di scarto per sovvertire il risultato, ha provato a riscrivere il corso degli eventi con una buona partenza. Ma dopo aver colpito una traversa ed aver fallito tre buone occasioni si è, in pratica, inchinata alla maggior solidità della squadra romagnola riuscendo solo a evitare, nel finale, un nuovo ko.
TRAVERSA DI BABACAR – Costretto a recuperare, il Modena parte forte ma non è fortunato: Babacar dopo appena 2’ colpisce la traversa. I canarini insistono ma Molina e Granoche trovano sulla loro strada un attento Agliardi. Il Cesena si sveglia e risponde impensierendo Pinsoglio con Marilungo e Renzetti.
ANCORA MARILUNGO – La necessità dei canarini di segnare rende la ripresa ancor più spettacolare: Bianchi, a tu per tu col portiere, spreca un gol fatto dal dischetto del rigore, Defrel, dalla parte opposta, manca di poco il bersaglio con una conclusione dal limite. Col passare dei minuti si aprono delle praterie di rimessa per il Cesena che, al 56’, mette al sicuro la qualificazione: un tiro dal limite di D’Alessandro è respinto corto da Pinsoglio, arriva Marilungo e da posizione defilata insacca di destro.
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MANFRIN, PARI TARDIVO – Sulle ali dell’entusiasmo i padroni di casa insistono e sfiorano in altre tre circostanze il raddoppio con lo stesso attaccante di proprietà dell’Atalanta (2) e con Garritano. Il Modena, però, non si dà per vinto e, dopo aver impegnato Agliardi col subentrato Doudou, pareggia (75’) con un tap-in di Manfrin, lesto a riprendere una corta respinta del portiere su punizione da 28 mt di Babacar. Troppo tardi, però, per proseguire il sogno promozione.