BOLOGNA - Il Bologna passa dalle mani di Albano Guaraldi a quelle di Joe Tacopina. Sventolerà su Casteldebole la bandiera americana. La svolta è clamorosa, l'epilogo ancora di più dopo che lo scorso 25 settembre una nota sul sito del club aveva annunciato che a coprire la falla sarebbe stato Massimo Zanetti. Invece ieri notte Guaraldi ha messo ai voti e i soci hanno preferito l'offerta americana, arrivata nella notte fra martedì e mercoledì. Guaraldi si è astenuto. I soci, o almeno la maggioranza, non erano persuasi dall'offerta di Zanetti. "Gli azionisti hanno deciso di proseguire la trattativa con gli americani", ha commentato l'ufficio stampa del Bologna alle 23,45. Zanetti ha perso, su questo non c'è dubbio. Per la seconda volta. A far pendere la bilancia dalla parte di Tacopina è stata l'offerta di 4.1 milioni ai soci. Soldi che serviranno probabilmente per estinguere il duplice mutuo che grava sul famoso hotel di Carloforte in Sardegna, che il presidente Porcedda lasciò nel 2010 a parziale copertura dei debiti.
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La proposta americana è stata firmata da Joe Tacopina. "Faremo 6 milioni di aumento di capitale immediato", hanno scritto gli americani nella lettera impegnandosi a garantire anche gli altri 6-7. La data del closing, cioè la chiusura dell'affare, è prevista entro il 15 ottobre. L'era Guaraldi è finita, si apre ora un'altra pagina per il Bologna che ha appena compiuto 105 anni.
Il presidente, che si è astenuto dalla votazione, ha ugualmente ringraziato Zanetti "per il supporto e la vicinanza al club". A mezzanotte lo stesso Zanetti non sapeva ancora del voltafaccia. Se fra dicembre e gennaio la sua presidenza durò appena 29 giorni, l'esperienza da presidente in pectore è stata ancora più breve.
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La proposta americana è stata firmata da Joe Tacopina. "Faremo 6 milioni di aumento di capitale immediato", hanno scritto gli americani nella lettera impegnandosi a garantire anche gli altri 6-7. La data del closing, cioè la chiusura dell'affare, è prevista entro il 15 ottobre. L'era Guaraldi è finita, si apre ora un'altra pagina per il Bologna che ha appena compiuto 105 anni.
Il presidente, che si è astenuto dalla votazione, ha ugualmente ringraziato Zanetti "per il supporto e la vicinanza al club". A mezzanotte lo stesso Zanetti non sapeva ancora del voltafaccia. Se fra dicembre e gennaio la sua presidenza durò appena 29 giorni, l'esperienza da presidente in pectore è stata ancora più breve.