BOLOGNA - Comincia per B ma finisce per A diceva di Bologna il vecchio Gigione Maifredi, che seppe ammaliarla come forse nessun altro. Il purgatorio è durato appena un anno, nella prossima stagione all'insegna delle tante provinciali (Sassuolo, Chievo, Carpi, Frosinone, Empoli) la A ritrova una delle sue storiche capitali, per quanto la bacheca sia decisamente impolverata. "Ma adesso - dice l'ex presidente della Ferrari Montezemolo, da sempre tifoso rossoblù - ci sono tutti i presupposti per far bene".
In sella al club c'è un canadese d'origine italianissime che si chiama Joey Saputo ed è uno degli uomini più ricchi del Canada, uno dei 300 imprenditori più facoltosi al mondo. Vivacchiare non basta più. Pazzini ed El Shaarawy sono due dei primi nomi già da settimane iniziati a circolare, dopo che a gennaio il neo responsabile dell'area tecnica, Pantaleo Corvino, s'era visto la strada sbarrata dai rifiuti di Ilicic, Borini e Saponara, poco propensi a scendere di categoria. Un problema che ora non si pone più. Il nuovo Bologna ha una liquidità senza precedenti e progetti di grandeur non da sbandierare con supponenza ma da distillare con sagacia.
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Del bolognese Borini, al momento al Liverpool, si ritorna a parlare, considerato che Cacia dovrebbe accasarsi al Bari e il reparto offensivo è da ricostruire, cosa non facile con Mancosu arrivato a gennaio con un triennale e Acquafresca che ha ancora due anni di contratto. "Saputo è abituato a fare un passo alla volta, è una persona concreta", dice Marco Di Vaio, l'uomo che più di tutti lo conosce. Ha giocato due anni per i suoi Impact, la squadra di Montreal di cui Saputo da tempo è alla guida. Ed è stato proprio Di Vaio, un passato da grande attaccante e un presente già da diplomatico raffinato oltre che da dirigente del Bfc, il primo a parlargli delle potenzialità di una città come Bologna, che ha cultura, tradizione, passione. "Ora siamo felici di aver riconquistato la Serie A, il prossimo anno puntiamo alla salvezza. Saputo vuole investire nelle infrastrutture".
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Si parte dalla ristrutturazione del Dall'Ara, con abbassamento delle tribune, copertura dell'impianto, l'idea di fare, del vecchio Littoriale inaugurato nel '27, un salotto moderno, polifunzionale e accogliente, da 25 mila posti, con museo e negozi attorno. Un investimento da oltre 100 milioni che spiega l'accoglienza entusiasta delle istituzioni quando in autunno, portato qui da Joe Tacopina, Saputo si presentò alla città e al sindaco. Ma già adesso trapela che, nel caso il rifacimento del vecchio impianto dovesse costare troppo, si opterebbe per la realizzazione di uno nuovo. Un'ipotesi che all'amministrazione della città piace meno.
E' presto per dire che squadra farà Saputo, tanto più che la stessa presenza di Corvino non è certa al 100% e pure Delio Rossi, che ha in tasca il contratto per la prossima stagione dopo essere subentrato a Lopez a tre giornate dalla fine, potrebbe non restare. Circola il nome di Pasquale Marino, uno degli artefici del capolavoro del Vicenza che ha sfiorato la A dopo un'esaltante rincorsa. E l'elenco potrebbe allungarsi. Corvino, a fine inverno, quando Lopez era in sella, era vicinissimo ad un'intesa con Gasperini, ma il successivo arrivo di Rossi e la promessa del rinnovo automatico in caso di promozione hanno inevitabilmente raffreddato quella pista.
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Siccome ci sono buoni rapporti con la Roma (Tacopina e Fenucci arrivano da lì e pure l'imminente responsabile dell'area marketing, il tedesco Winterling), non è da escludere che vengano a farsi le ossa qui Antonio Sanabria (attaccante paraguaiano del '96 intravisto in giallorosso e in prestito al Sassuolo, per due anni nella cantera del Barcellona) e Leandro Paredes centrocampista argentino del '94, 9 gare e un gol quest'anno con la Roma con cui ha esordito in Europa League a Rotterdam contro il Feyenoord sostituendo Totti.
In sella al club c'è un canadese d'origine italianissime che si chiama Joey Saputo ed è uno degli uomini più ricchi del Canada, uno dei 300 imprenditori più facoltosi al mondo. Vivacchiare non basta più. Pazzini ed El Shaarawy sono due dei primi nomi già da settimane iniziati a circolare, dopo che a gennaio il neo responsabile dell'area tecnica, Pantaleo Corvino, s'era visto la strada sbarrata dai rifiuti di Ilicic, Borini e Saponara, poco propensi a scendere di categoria. Un problema che ora non si pone più. Il nuovo Bologna ha una liquidità senza precedenti e progetti di grandeur non da sbandierare con supponenza ma da distillare con sagacia.
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Del bolognese Borini, al momento al Liverpool, si ritorna a parlare, considerato che Cacia dovrebbe accasarsi al Bari e il reparto offensivo è da ricostruire, cosa non facile con Mancosu arrivato a gennaio con un triennale e Acquafresca che ha ancora due anni di contratto. "Saputo è abituato a fare un passo alla volta, è una persona concreta", dice Marco Di Vaio, l'uomo che più di tutti lo conosce. Ha giocato due anni per i suoi Impact, la squadra di Montreal di cui Saputo da tempo è alla guida. Ed è stato proprio Di Vaio, un passato da grande attaccante e un presente già da diplomatico raffinato oltre che da dirigente del Bfc, il primo a parlargli delle potenzialità di una città come Bologna, che ha cultura, tradizione, passione. "Ora siamo felici di aver riconquistato la Serie A, il prossimo anno puntiamo alla salvezza. Saputo vuole investire nelle infrastrutture".
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Si parte dalla ristrutturazione del Dall'Ara, con abbassamento delle tribune, copertura dell'impianto, l'idea di fare, del vecchio Littoriale inaugurato nel '27, un salotto moderno, polifunzionale e accogliente, da 25 mila posti, con museo e negozi attorno. Un investimento da oltre 100 milioni che spiega l'accoglienza entusiasta delle istituzioni quando in autunno, portato qui da Joe Tacopina, Saputo si presentò alla città e al sindaco. Ma già adesso trapela che, nel caso il rifacimento del vecchio impianto dovesse costare troppo, si opterebbe per la realizzazione di uno nuovo. Un'ipotesi che all'amministrazione della città piace meno.
E' presto per dire che squadra farà Saputo, tanto più che la stessa presenza di Corvino non è certa al 100% e pure Delio Rossi, che ha in tasca il contratto per la prossima stagione dopo essere subentrato a Lopez a tre giornate dalla fine, potrebbe non restare. Circola il nome di Pasquale Marino, uno degli artefici del capolavoro del Vicenza che ha sfiorato la A dopo un'esaltante rincorsa. E l'elenco potrebbe allungarsi. Corvino, a fine inverno, quando Lopez era in sella, era vicinissimo ad un'intesa con Gasperini, ma il successivo arrivo di Rossi e la promessa del rinnovo automatico in caso di promozione hanno inevitabilmente raffreddato quella pista.
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Siccome ci sono buoni rapporti con la Roma (Tacopina e Fenucci arrivano da lì e pure l'imminente responsabile dell'area marketing, il tedesco Winterling), non è da escludere che vengano a farsi le ossa qui Antonio Sanabria (attaccante paraguaiano del '96 intravisto in giallorosso e in prestito al Sassuolo, per due anni nella cantera del Barcellona) e Leandro Paredes centrocampista argentino del '94, 9 gare e un gol quest'anno con la Roma con cui ha esordito in Europa League a Rotterdam contro il Feyenoord sostituendo Totti.