PARMA - Ore decisive per il futuro del Parma. La scadenza per la "presentazione di offerte valide all'acquisto dell'azienda sportiva" è stata fissata per le 14 di lunedì prossimo: il termine ultimo è stato fissato dai curatori fallimentari Angelo Anedda e Alberto Guiotto. Lunedì, come spiegano gli stessi curatori in una nota, scade anche l'esercizio provvisorio e la nota fa capire come non vi sia alcuna intenzione da parte del Tribunale di concedere un'ulteriore proroga. "Nel pomeriggio della stessa giornata - si legge nella nota - i curatori si incontreranno con il Comitato dei Creditori e con il giudice delegato Pietro Rogato al fine di prendere ogni opportuna decisione in merito al futuro della squadra crociata".
"DEBITO SPORTIVO PARMA? FIGC NON PUO' INTERVENIRE" - Del caso Parma è tornato a parlare anche il presidente federale Carlo Tavecchio: ieri è stato quantificato il debito sportivo in 22,6 milioni di euro, la cifra che chi vorrà acquistare il club dovrà sborsare per salvare il titolo sportivo e mantenere la squadra in Serie B. "Sin dall'esplosione del caso Parma, la Federazione ha assunto una posizione di garanzia ed equilibrio per l'intero sistema - mette in chiaro Tavecchio -. I curatori ed il giudice fallimentare hanno fatto quanto previsto dalla legge, adesso la decisione spetta a coloro che hanno avanzato il loro interesse, sicuramente le problematiche più grandi interessano gli impegni contrattuali per il prossimo anno. La Figc non ha alcuna facoltà di intervento, non è un organo commerciale o di trattative fallimentare, non possiamo prenderci responsabilità che non ci competono".
"NUOVE NORME ISCRIZIONE PORTERANNO A PAREGGIO BILANCI" - Ma le cose cambieranno in futuro, con le nuove norme per l'iscrizione ai campionati approvate dalla Figc. "Nell'arco di un quadriennio, dovrebbe tornare tutto a regime e il nostro patrimonio di società professionistiche dovrebbe tornare a pareggio. Abbiamo individuato delle regole che quest'anno non sono obbligatorie per l'iscrizione ai campionati. Dobbiamo fare tre ordini di iniziative: la prima riguarda gli impegni e i ricavi a breve per far capire che una società almeno un campionato lo deve fare. Poi abbiamo da valutare gli stati patrimoniali delle società, mentre il terzo elemento è la gestione che non può avere costi non sostenibili dal punto di vista economico. Questi criteri purtroppo quest'anno non si possono applicare, altrimenti sarebbe un problema gravissimo, ma si terranno come raccomandazione. L'anno venturo cominceremo a dire che chi non rispetta queste regole la campagna acquisti o vendite non la può fare - conclude il presidente della Federcalcio - in relazione a una passività emergente".
"DEBITO SPORTIVO PARMA? FIGC NON PUO' INTERVENIRE" - Del caso Parma è tornato a parlare anche il presidente federale Carlo Tavecchio: ieri è stato quantificato il debito sportivo in 22,6 milioni di euro, la cifra che chi vorrà acquistare il club dovrà sborsare per salvare il titolo sportivo e mantenere la squadra in Serie B. "Sin dall'esplosione del caso Parma, la Federazione ha assunto una posizione di garanzia ed equilibrio per l'intero sistema - mette in chiaro Tavecchio -. I curatori ed il giudice fallimentare hanno fatto quanto previsto dalla legge, adesso la decisione spetta a coloro che hanno avanzato il loro interesse, sicuramente le problematiche più grandi interessano gli impegni contrattuali per il prossimo anno. La Figc non ha alcuna facoltà di intervento, non è un organo commerciale o di trattative fallimentare, non possiamo prenderci responsabilità che non ci competono".
"NUOVE NORME ISCRIZIONE PORTERANNO A PAREGGIO BILANCI" - Ma le cose cambieranno in futuro, con le nuove norme per l'iscrizione ai campionati approvate dalla Figc. "Nell'arco di un quadriennio, dovrebbe tornare tutto a regime e il nostro patrimonio di società professionistiche dovrebbe tornare a pareggio. Abbiamo individuato delle regole che quest'anno non sono obbligatorie per l'iscrizione ai campionati. Dobbiamo fare tre ordini di iniziative: la prima riguarda gli impegni e i ricavi a breve per far capire che una società almeno un campionato lo deve fare. Poi abbiamo da valutare gli stati patrimoniali delle società, mentre il terzo elemento è la gestione che non può avere costi non sostenibili dal punto di vista economico. Questi criteri purtroppo quest'anno non si possono applicare, altrimenti sarebbe un problema gravissimo, ma si terranno come raccomandazione. L'anno venturo cominceremo a dire che chi non rispetta queste regole la campagna acquisti o vendite non la può fare - conclude il presidente della Federcalcio - in relazione a una passività emergente".