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Spal, un trionfo targato Colombarini

Festa Spal (lapresse)
In soli 4 anni, gli ex proprietari della Giacomense hanno completato un'ascesa che sembrava impossibile dopo il fallimento nel 2012. Ma i meriti vanno dati anche al ds Vagnati e a Semplici, autori di un mix perfetto tra giovani affamati ed esperti vogliosi di riscatto
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FERRARA - Edy Reja e Albertino Bigon hanno finalmente trovato i loro eredi. C'erano anche loro nell'ultima Spal che calcò i palcoscenici della serie A nel 1967. A settembre passeranno idealmente il testimone a capitan Giani e a Luca Mora, emblemi di una squadra operaia che, con sacrificio e applicazione, ha completato uno strepitoso triplo salto (dalla Seconda Divisione di Lega Pro alla serie A) in soli 4 anni.

UN TRIONFO TARGATO ANCHE GIACOMENSE - Nessuno, neppure il tifoso più ottimista, l'avrebbe immaginato nell'estate del 2012 quando la società fallì per dissesto finanziario e venne costretta a ripartire dalla serie D. A salvarla fu la famiglia Colombarini, che da una vita gestisce la Vetroresina spa, società che produce laminati in resina, e che già si era avvicinata al calcio attraverso la Giacomense. Papà Francesco accolse l'appello del sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani: rilevò il club, diventandone patron assieme al figlio Simone, e trasferì struttura societaria, staff tecnico e i giocatori della Giacomense a Ferrara.

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VAGNATI-SEMPLICI, UN DUO PERFETTO - L'inizio non è stato facilissimo (esonerati prima Leonardo Rossi e poi, l'anno successivo, Oscar Brevi), ma l'ascesa costante. Dall'ammissione in Lega Pro, grazie al 6° posto centrato con Gadda in panchina, si è arrivati all'era Semplici. Il tecnico fiorentino al primo tentativo ha mancato di un soffio i playoff ma poi, anche complice l'ottimo lavoro del ds Davide Vagnati che lo ha voluto fortemente sulla panchina biancazzurra, ha compiuto in soli due anni il sorprendente doppio salto.

IL SEGRETO? UN MIX DI GENTE AFFAMATA - "Il nostro segreto? Un gruppo di lavoro che funziona, dalla proprietà a ogni membro dello staff. C'è un'alchimia speciale con una città che ha voglia di calcio. Ferrara ama i nostri giocatori e loro gettano il cuore oltre l'ostacolo con grande senso d'appartenenza. Ho puntato su un mix tra giovani talenti affamati e inespressi ed esperti vogliosi di riscatto. In A guarderemo anche all'estero solo per migliorarci. Ho le idee chiare", sottolinea Vagnati.

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UN SUCCESSO DI GRUPPO - Un mix che ha funzionato alla perfezione. Ha consentito a talenti di prospetto come Vicari (22 anni) e Costa (21 anni) di crescere senza assilli, ha trascinato addirittura in nazionale Meret e Bonifazi (20 anni a testa) e ha fatto riscoprire una seconda giovinezza a gente come Del Grosso (34 anni), Schiavon (34 anni), Antenucci (32 anni) e Floccari (35 anni) che ormai il grande calcio sembrava aver messo alle porte. Ma sarebbe ingiusto dimenticare Zigoni, che con i suoi gol (9) ha dato un contributo importante, Schiattarella e Lazzari, preziosi 'trait d'union' tra il centrocampo e l'attacco, e Arini e Castagnetti, polmoni inesauribili, assieme a Mora, di una linea mediana di grande duttilità. La serie A sarà un'altra cosa. Ma state pur certi che la Spal non snaturerà il suo credo.
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