ROMA - Nuovo colpo di scena nell'infinita telenovela della Serie B. Il Tar del Lazio ha revocato il decreto presidenziale che la stessa sezione, ma con un diverso presidente, aveva emesso sabato scorso accogliendo i ricorsi di Pro Vercelli e Ternana. Con il nuovo decreto firmato dalla presidente Germana Panzironi, che ha accolto le istanze di revoca presentate da Figc e Lega B, tornano quindi esecutivi i provvedimenti presi dal Collegio di Garanzia dello Sport che lo scorso 11 settembre aveva dichiarato inammissibili i ricorsi contro il format della serie B a 19 squadre.
ESTATE INFINITA - I ricorsi e le polemiche che caratterizzano il torneo cadetto da questa estate sembrano non finire più. Ma cosa è successo? Tutto nasce dalla mancata iscrizione di Bari, Cesena e Avellino. Non si sarebbe arrivato a tutto questo caos se si fosse seguito il regolamento, che prevedeva il ripescaggio in base ad una dettagliata graduatoria. I litigi nascono proprio da quei 3 posti liberi, contesi da Novara, Catania, Siena, Ternana e Pro Vercelli. Queste ultime tre società sarebbero le prescelte fino a quando, il 17 luglio, il Tribunale federale accoglie il ricorso del Novara contro i criteri di ripescaggio (che escludeva i club che negli ultimi 3 anni avessero avuto penalizzazioni per irregolarità amministrative), mettendo così in cima alla graduatoria proprio Novara e Catania.
IL DIETROFRONT DI FABBRICINI - Tutta questa "battaglia" interna non ha però alcun vincitore, ma solo vinti. Nonostante infatti i ripescaggi fossero previsti dalla legge e che un eventuale cambio di format poteva essere attuato soltanto a due anni dalla sua approvazione (art. 50), il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, in barba al regolamento e su pressione della Lega B - con un torneo a 19 squadre tutti i club avrebbero ricevuto più soldi (circa 500mila euro a testa) dai diritti tv -, decide il 10 agosto di lasciare il campionato cadetto a 19 squadre. Il tutto nonostante appena una settimana prima lo stesso Fabbricini aveva garantito che il format sarebbe stato a 22. Un clamoroso voltagabbana che gli costa una denuncia da parte del Catania per "abuso d'ufficio" e che genera tutto questo caos senza precedenti.
IL COLLEGIO E FRATTINI - Per le società coinvolte nei ripescaggi è infatti una beffa. Partono inevitabilmente ricorsi e minacce di maxi-risarcimenti per danni. Nel frattempo la Serie B inizia regolarmente il 24 agosto mentre la C decide di rinviare la data di partenza. Il giorno chiave è il 7 settembre quando (terminate le vacanze...) il Collegio di Garanzia del Coni, presieduto da Franco Frattini, dovrebbe esaminare tutte le questioni e arrivare ad una decisione definitiva. Macché. Il Collegio clamorosamente "se ne lava le mani" e l'11 settembre dichiara inammissibili i ricorsi delle varie Novara, Catania, Siena, Pro Vercelli e Ternana perché avrebbero dovuto rivolgersi non al Coni ma al Tribunale Federale. La B resta a 19. Frattini, oltre a confessare di aver votato contro questa decisione ("sono per il format a 22"), consiglia ai club coinvolti di continuare la propria battaglia legale in altre sedi.
TAR BLOCCA TUTTO, ANZI NO - E' quello che fanno immediatamente Ternana e Pro Vercelli che si rivolgono al Tar del Lazio. Ed ecco l'ennesimo capitolo tragicomico: il tribunale laziale prima accoglie il loro ricorso, praticamente annullando la decisione del Collegio di Garanzia, poi (oggi) revoca tale decreto accogliendo invece il ricorso di Serie B e Figc per aver ritenuto "prevalente l'interesse pubblico al regolare svolgimento del campionato così come calendarizzato dalle rispettive leghe professionistiche, in adesione al costante orientamento giurisprudenziale della Sezione".
APPUNTAMENTO AL 26 SETTEMBRE - Si resta così a 19 squadre. Per ora. Se dopo questa decisione del Tar le udienze fissate da Franco Frattini per il 21 e 24 settembre non avrebbero più alcun effetto giuridico, il Tribunale del Lazio si ritroverà invece il 26 settembre per stabilire chi dovrà pronunciarsi sul format, se il Tribunale federale nazionale - così come stabilito dal Collegio di Garanzia l'11 settembre - oppure se lo stesso Collegio. Intanto Frattini scrive via Twitter che nelle prossime ore fisserà una "nuova data per l'udienza, riducendo i termini anche senza accordo di Figc e Lega B che non hanno dato il loro consenso". La Ternana invece, attraverso il proprio legale Cesare Di Cintio, annuncia che arriverà fino al Consiglio di Stato. Una cosa è certa: se ad agosto fossero state seguite le regole con i normali ripescaggi, non sarebbe scaturito tutto questo polverone e si sarebbe parlato più di calcio e meno di tribunali. Viva l'Italia.
MA L'ENTELLA TORNA A SPERARE - Un complesso mosaico nel quale, in giornata, si aggiunge un ulteriore tassello. La I Sezione del Collegio di Garanzia del Coni ha infatti riconosciuto la legittimazione processuale della Virtus Entella (che ha già disputato un match di Serie C, vincendo 3-1 con il Gozzano) e determinato che la sanzione afflittiva emessa nei confronti del Cesena (club fallito e penalizzato di 15 punti) sia eseguita nel campionato cadetto 2017/18, non nel campionato 2018/19. Stando così le cose il club ligure può nutrire speranze di riammissione in B. "Il Collegio di Garanzia dello sport, al termine della udienza tenutasi oggi, presieduta dal prof. Sanino, viste le conclusioni esternate dalla ricorrente a pag. 29 del ricorso introduttivo, in riforma della sentenza impugnata, ha riconosciuto la legittimazione processuale della Virtus Entella e ha determinato che la sanzione afflittiva irrogata al Cesena sia eseguita nel campionato 2017/18". Per la stessa vicenda che ha coinvolto il Chievo, cioè quella delle plusvalenze fittizie, il Cesena era già stato punito con 15 punti di penalizzazione.
ESTATE INFINITA - I ricorsi e le polemiche che caratterizzano il torneo cadetto da questa estate sembrano non finire più. Ma cosa è successo? Tutto nasce dalla mancata iscrizione di Bari, Cesena e Avellino. Non si sarebbe arrivato a tutto questo caos se si fosse seguito il regolamento, che prevedeva il ripescaggio in base ad una dettagliata graduatoria. I litigi nascono proprio da quei 3 posti liberi, contesi da Novara, Catania, Siena, Ternana e Pro Vercelli. Queste ultime tre società sarebbero le prescelte fino a quando, il 17 luglio, il Tribunale federale accoglie il ricorso del Novara contro i criteri di ripescaggio (che escludeva i club che negli ultimi 3 anni avessero avuto penalizzazioni per irregolarità amministrative), mettendo così in cima alla graduatoria proprio Novara e Catania.
IL DIETROFRONT DI FABBRICINI - Tutta questa "battaglia" interna non ha però alcun vincitore, ma solo vinti. Nonostante infatti i ripescaggi fossero previsti dalla legge e che un eventuale cambio di format poteva essere attuato soltanto a due anni dalla sua approvazione (art. 50), il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, in barba al regolamento e su pressione della Lega B - con un torneo a 19 squadre tutti i club avrebbero ricevuto più soldi (circa 500mila euro a testa) dai diritti tv -, decide il 10 agosto di lasciare il campionato cadetto a 19 squadre. Il tutto nonostante appena una settimana prima lo stesso Fabbricini aveva garantito che il format sarebbe stato a 22. Un clamoroso voltagabbana che gli costa una denuncia da parte del Catania per "abuso d'ufficio" e che genera tutto questo caos senza precedenti.
IL COLLEGIO E FRATTINI - Per le società coinvolte nei ripescaggi è infatti una beffa. Partono inevitabilmente ricorsi e minacce di maxi-risarcimenti per danni. Nel frattempo la Serie B inizia regolarmente il 24 agosto mentre la C decide di rinviare la data di partenza. Il giorno chiave è il 7 settembre quando (terminate le vacanze...) il Collegio di Garanzia del Coni, presieduto da Franco Frattini, dovrebbe esaminare tutte le questioni e arrivare ad una decisione definitiva. Macché. Il Collegio clamorosamente "se ne lava le mani" e l'11 settembre dichiara inammissibili i ricorsi delle varie Novara, Catania, Siena, Pro Vercelli e Ternana perché avrebbero dovuto rivolgersi non al Coni ma al Tribunale Federale. La B resta a 19. Frattini, oltre a confessare di aver votato contro questa decisione ("sono per il format a 22"), consiglia ai club coinvolti di continuare la propria battaglia legale in altre sedi.
TAR BLOCCA TUTTO, ANZI NO - E' quello che fanno immediatamente Ternana e Pro Vercelli che si rivolgono al Tar del Lazio. Ed ecco l'ennesimo capitolo tragicomico: il tribunale laziale prima accoglie il loro ricorso, praticamente annullando la decisione del Collegio di Garanzia, poi (oggi) revoca tale decreto accogliendo invece il ricorso di Serie B e Figc per aver ritenuto "prevalente l'interesse pubblico al regolare svolgimento del campionato così come calendarizzato dalle rispettive leghe professionistiche, in adesione al costante orientamento giurisprudenziale della Sezione".
APPUNTAMENTO AL 26 SETTEMBRE - Si resta così a 19 squadre. Per ora. Se dopo questa decisione del Tar le udienze fissate da Franco Frattini per il 21 e 24 settembre non avrebbero più alcun effetto giuridico, il Tribunale del Lazio si ritroverà invece il 26 settembre per stabilire chi dovrà pronunciarsi sul format, se il Tribunale federale nazionale - così come stabilito dal Collegio di Garanzia l'11 settembre - oppure se lo stesso Collegio. Intanto Frattini scrive via Twitter che nelle prossime ore fisserà una "nuova data per l'udienza, riducendo i termini anche senza accordo di Figc e Lega B che non hanno dato il loro consenso". La Ternana invece, attraverso il proprio legale Cesare Di Cintio, annuncia che arriverà fino al Consiglio di Stato. Una cosa è certa: se ad agosto fossero state seguite le regole con i normali ripescaggi, non sarebbe scaturito tutto questo polverone e si sarebbe parlato più di calcio e meno di tribunali. Viva l'Italia.
MA L'ENTELLA TORNA A SPERARE - Un complesso mosaico nel quale, in giornata, si aggiunge un ulteriore tassello. La I Sezione del Collegio di Garanzia del Coni ha infatti riconosciuto la legittimazione processuale della Virtus Entella (che ha già disputato un match di Serie C, vincendo 3-1 con il Gozzano) e determinato che la sanzione afflittiva emessa nei confronti del Cesena (club fallito e penalizzato di 15 punti) sia eseguita nel campionato cadetto 2017/18, non nel campionato 2018/19. Stando così le cose il club ligure può nutrire speranze di riammissione in B. "Il Collegio di Garanzia dello sport, al termine della udienza tenutasi oggi, presieduta dal prof. Sanino, viste le conclusioni esternate dalla ricorrente a pag. 29 del ricorso introduttivo, in riforma della sentenza impugnata, ha riconosciuto la legittimazione processuale della Virtus Entella e ha determinato che la sanzione afflittiva irrogata al Cesena sia eseguita nel campionato 2017/18". Per la stessa vicenda che ha coinvolto il Chievo, cioè quella delle plusvalenze fittizie, il Cesena era già stato punito con 15 punti di penalizzazione.