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La favola di Enrico Baldini, il giocatore meno pagato della Serie B che ha steso il super Monza dei vip

Enrico Baldini dopo la tripletta al Monza 
Una tripletta dell'attaccante ha permesso al Cittadella di travolgere lo squadrone di Galliani e Berlusconi e mettere un piede in finale in attesa del ritorno. Ventiquattro anni, di Massa, nella Primavera dell'Inter già a 15 e poi una lunga gavetta in giro per l'Italia dalla Pro Vercelli al Fano. E ora è arrivato il suo giorno
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Il giocatore meno pagato della Serie B - ingaggio di 40.000 euro netti a stagione - ha segnato come non gli era mai successo in vita sua, una, due, tre volte e ha spinto il Monza dei vip sul baratro, ad un colpo di vento dalla clamorosa eliminazione. Semifinale di play off: Enrico Baldini-A.C. Monza 3-0, Cittadella a un passo dalla finale per la Serie A, Berlusconi e Galliani traditi da uno squadrone con un monte ingaggi di 19 e passa milioni, sei volte quello dei veneti. Ok, c'è ancora da giocare il ritorno, ma l'andata è andata nel segno di questo ragazzo segaligno, mezzala offensiva che fino all'altro ieri - il Cittadella l'ha preso al mercato di gennaio - navigava a vista, anonima figurina di belle speranze come ce ne sono tante, ed era arrivato ad un'età - 24 anni - in cui basta davvero poco per finire trafitti da un raggio di mediocrità e si faccia subito sera come nella poesia di Quasimodo.

Il giocatore meno pagato della Serie B - ingaggio di 40.000 euro netti a stagione - ha segnato come non gli era mai successo in vita sua, una, due, tre volte e ha spinto il Monza dei vip sul baratro, ad un colpo di vento dalla clamorosa eliminazione. Semifinale di play off: Enrico Baldini-A.C. Monza 3-0, Cittadella a un passo dalla finale per la Serie A, Berlusconi e Galliani traditi da uno squadrone con un monte ingaggi di 19 e passa milioni, sei volte quello dei veneti. Ok, c'è ancora da giocare il ritorno, ma l'andata è andata nel segno di questo ragazzo segaligno, mezzala offensiva che fino all'altro ieri - il Cittadella l'ha preso al mercato di gennaio - navigava a vista, anonima figurina di belle speranze come ce ne sono tante, ed era arrivato ad un'età - 24 anni - in cui basta davvero poco per finire trafitti da un raggio di mediocrità e si faccia subito sera come nella poesia di Quasimodo.

Eroe per un giorno, quello giusto. Nato a Massa, figlio di una maestra e di un ciclista amatoriale, costretto dal padre a provare la bici (ma la notte della vigilia della prima gara importante gli si bucò una gomma e il ragazzo lo prese come un segno, mollò tutto e si dedicò con somma gioia al pallone), legato dal filo del destino - le stesse iniziali E.C. - ad un mito del ciclismo italiano, il forlivese Ercole Baldini (non sono parenti) che a fine anni '50 si aggiudicò il record dell'ora, vinse Mondiali e Olimpiadi, corse con Coppi e Bartali, fibra d'acciaio e forza sovrumana per entrare nella leggenda; così come oggi - con la prima tripletta della sua vita - il timido Enrico timbra la cronaca, rubando la scena al collega Balotelli, panchinaro per manifesta inferiorità e costringendo Galliani a far tappezzare il centro sportivo del Monza - spogliatoi, lavanderia, ingresso, tavoli, armadietti - con cartelli dove c'è scritta una sola parola: "Crediamoci", senza punto esclamativo, come se mancasse persino la forza per rifugiarsi nell'epica.

Tifoso della Juventus (lo costrinse il fratello Luca Aaron), cresciuto con il mito di Ronaldinho ("perché quando giocava sorrideva sempre", ha detto in un'intervista), senza un ruolo fisso, nato trequartista, poi ala, infine mezzala d'attacco, con l'allenatore del Cittadella Roberto Venturato che oggi dice "La sua qualità più grande è l'adattabilità", "sdraiato" il giusto per passare i pomeriggi in divano a giocare alla play o guardare la Nba, cocco di mamma che gli spedisce il tiramisù da mettere in freezer: il percorso professionale di Baldini è un piccolo Giro d'Italia, dal Nord al Centro. La Primavera dell'Inter già a quindici anni (corsi e ricorsi: all'epoca vince pure un derby di categoria contro il Milan di Brocchi), nello stesso periodo in cui Balo l'inglese chiedeva al mondo "Why always me?", Boateng faceva il piacione alla settimana della moda a Milano e conosceva la sua futura moglie Melissa Satta e Berlusconi vinceva il suo ultimo scudetto col Milan.

Era un futuro che sembrava non dovesse finire mai. E invece. A 18 anni Baldini debutta in Europa League, con i nerazzurri, contro il Qarabag Agdam, in campo per un minuto, nel recupero, al posto di Obi. L'esordio in B a 20 anni, con la Pro Vercelli, i due discreti anni tra i cadetti ad Ascoli, la C a Fano, infine Cittadella, preso a costo zero, ingaggio al minimo sindacale e accontentarsi. Storie di continue e piccole ripartenze esistenziali e professionali, tagli e ritagli, gomme bucate e ricucite con la forza della volontà, tiramisù per l'autostima, in attesa del giorno che tutto ripaga, un qualsiasi lunedì sera, al Tombolato di Cittadella, all'improvviso uno sconosciuto: Enrico Baldini-A.C. Monza 3-0.