Doppio strike in casa Cagliari: mercoledì Tommaso Giulini ha cacciato il diesse. Giovedì, durante il cda, ha fatto il bis con il direttore generale. Stefano Capozucca e Mario Passetti sono, per ora, le vittime sacrificali di una situazione disastrosaA 48 ore dal match clou con la Reggina di Pippo Inzaghi, nel club volano gli stracci e anche altro. Il patron ha trovato ottimi capri espiatori. Direttore sportivo e generale pagano per tutti. E trova solidità il duo Fabio Liverani-Roberto Muzzi, allenatore e uomo del presidente. Ottimi bersagli da dare in pasto all'ambiente. A fronte di una rosa sopravalutata, gestione inadeguata, mercato quasi a costo zero. Meglio, un club che di anno in anno cerca il cambio di passo competente e virtuoso. Ma si ritrova puntualmente nelle sabbie mobili, come confermano la vergognosa retrocessione in B e le quattro sconfitte in dieci gare di campionato.
Capozzucca, col Cagliari è addio
Capozucca, dunque. Navigato uomo mercato, abile architetto nel 2015/17 del Cagliari dei record in B e dell'undicesimo posto in A da debuttante con Massimo Rastelli, esonerato dal patron per divergenze sul rientro di alcuni big anzianotti in staff, è diventato l'uomo della provvidenza lo scorso anno. Prima ha scelto Semplici, autore di una salvezza miracolosa. Poi, l'anno seguente, l'ha difeso a oltranza. Ma il tecnico ex Spal è stato defenestrato da Giulini dopo tre giornate. Quindi, la difesa di Mazzarri cacciato a tre giornate dalla fine, con la squadra in un tunnel orrendo. "Questa retrocessione è assurda. Ci fossimo salvati me ne sarei andato, sono stanco, ho visto e fatto tanto. Ma il Cagliari in B mi ferisce, darò tutto me stesso per riportarlo in A" le parole del dirigente grande amico di Gasperini e valorizzatore di Mimmo Criscito, Stephan El Shaarawy, Mattia Perin e Thiago Motta. Quindi, l'ultimo step. "Capozza", come venne affettuosamente battezzato da una delle sue creature, Marco Borriello, salta ancora una volta per divergenze tecniche. La squadra di Liverani perde lunedì con un Ascoli per nulla trascendentale. Ma la prova è orribile. Altare e soci hanno uno sterile possesso palla ma pare quasi svuotata, senza idee, con difficoltà alla finalizzazione. E alcuni dei big (Pavoletti, Lapadula, Nandez, Rog) non sono al top. Poi, ci si mette Radunovic: il portiere serbo confeziona con Altare e Capradossi le reti dei marchigiani. In tribuna siedono Giulini, Capozucca e Roberto Muzzi. Ed è proprio tra i due che prende corpo una frattura inguaribile. Forse, l'amicizia tra l'ex bomber di Cagliari e Udinese, voluto dal presidente e piazzato nello staff tecnico del club, si era infranta, se mai c'è stata, da un pezzo. Muzzi difende il lavoro di Liverani, Capozucca espone i rischi di una squadra che è sempre in balia di se stessa più che degli avversari. Mercoledì, poco dopo le 18 di, la cacciata con i ringraziamenti e gli auguri di rito sul portale societario.
Capozucca, i colpi di mercato a Cagliari
Buono per tutte le battaglie. Per onor di patria si è dovuto inventare anche l'affare Pereiro. L'aveva sistemato. Poi, dallo Spezia gli hanno detto no, grazie guadagna troppo. Proprio da quello che gli ha chiamati, con ingaggi da superstar, è stato mandato in tv a dire di Godin, leggenda uruguagia, e Caceres che erano indegni della maglia rossoblù. Stefano Capozucca lascia in eredità, per dire, Makoumbou, preso dal Maribor, un assegno circolare che lievita. E anche Luvumbo - ventenne angolano riportato a casa dopo un anno incolore a Como - è stato difeso dal diesse. Certo, è rimasto deluso per primo di qualche arrivo mostratosi inadeguato. Forse, non è riuscito a incollare i cocci nello spogliatoio. E di certo non ha avuto mano libera nel gestire la rosa. Ma i bilanci si fanno alla fine. Intanto, l'hanno cacciato. Che poi sia stato lui a sbattere la porta, stufo di ingoiare e subire le ingombranti "vedute" del presidentissimo, è un'altra storia. Adesso è l'ennesimo diesse di una lunga lista di esonerati. "Cagliari, dopo Genoa, è la mia seconda casa. Vado via con amarezza e dispiacere. Questa piazza e i suoi tifosi meritano la serie A e una squadra che li faccia sognare" ha confidato a un amico. La serata è stata dura. Esperto, forse stanco da un lavoro faticoso e avvilente. Un esempio, con il Verona la scorsa estate tiene ferma la barra sul riscatto di Simeone. Poi, scopre che il patron, senza informarlo, ha già fatto lo sconto al procuratore del Cholito. Insomma, al Cagliari la giostra è in moto. A certificare un flop, lo dice il campo, e una crisi mai risolta. Il repulisti feroce, utile a riassestare i conti, è stato una delle cause del divorzio. "Ripartiamo senza proclami e con umiltà, proviamo a costruire una squadra giovane e con i nostri migliori elementi sardi provenienti dal vivaio" le parole di Capozza, tradite dalle successive giravolte del patron. Comunque sia, la caduta del diesse dopo dieci gare è anomala e tossica. I progetti, se sono condivisi, vanno supportati. A Cagliari da otto anni pare un traguardo impossibile, Cade dopo una sconfitta amara, i 7 punti dalla vetta e l'uscita dalla zona play off. Con la Reggina dietro l'angolo, la scelta e il tempismo della cacciata paiono quantomeno autolesionistiche. Il direttore è rimasto in città. Pizzeria solita in centro, la tv con il Napoli, e il "suo" Simeone, che strapazza i Rangers.
Passetti, il dg saluta Cagliari
Con Passetti, cacciato dalla poltrona di direttore generale e anche da quella in consiglio di amministrazione, si rompe un altro percorso di anni: l'ex dipendente di una compagnia telefonica è approdato al Cagliari dopo la prima retrocessione. The end. Tutto passa, certo. Ma quel che sconforta la tifoseria è la serialità degli errori societari: Capozucca ha venduto a tempo di record per ordine del padrone tutto il vendibile dopo l'ignobile retrocessione. Poi, il rapporto con Giulini si è deteriorato. Ma allora, perché non chiuderlo subito anziché portarlo avanti in cerca di chissà quale catarsi? Adesso, si è scatenata la ridda di possibili sostituti. Per questioni di cassa, si prevede una virata su Pierluigi Carta, lo stesso Roberto Muzzi o Mauro Meluso, molto vicino a Giulini e alla scuderia Moggi. Il sogno? Walter Sabatini. Si vedrà.