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Pirlo, la breve parabola del predestinato che ora rischia il terzo esonero

Andrea Pirlo, 44 anni

 (agf)
Dopo l’ennesima sconfitta, l’allenatore pare al capolinea con la Sampdoria dopo le esperienze non esaltanti alla Juve e in Turchia
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"Contro il Catanzaro per noi sarà come una finale", aveva assicurato Andrea Pirlo. Se l'avesse detto il Pirlo giocatore sarebbe stata una garanzia di rendimento, ma il Pirlo allenatore non è ancora diventato qualcuno a cui affidarsi quando in ballo ci sono punti pesanti. La sua Sampdoria si è fatta rimontare dai calabresi per 2-1 a Marassi e proprio per questo è possibile che la Samp non si possa definire più "sua" già dalla prossima partita.

Il rendimento di Pirlo alla Sampdoria

Il possibile esonero arriverebbe presto, dopo solo otto partite, ma non sarebbe incomprensibile: la Samp è penultima in Serie B a tre punti. Ne avrebbe fatti cinque, ma da questi ne vanno decurtati due di penalizzazione per mancato versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps. A voler usare la media guadagnata "sul campo", comunque, parleremmo di 0,6 punti a partita. Proiettati sulle 38 giornate, ipotizzando un andamento costante, porterebbero a concludere il campionato a 23 punti (-2). Lo …

"Contro il Catanzaro per noi sarà come una finale", aveva assicurato Andrea Pirlo. Se l'avesse detto il Pirlo giocatore sarebbe stata una garanzia di rendimento, ma il Pirlo allenatore non è ancora diventato qualcuno a cui affidarsi quando in ballo ci sono punti pesanti. La sua Sampdoria si è fatta rimontare dai calabresi per 2-1 a Marassi e proprio per questo è possibile che la Samp non si possa definire più "sua" già dalla prossima partita.

Il rendimento di Pirlo alla Sampdoria

Il possibile esonero arriverebbe presto, dopo solo otto partite, ma non sarebbe incomprensibile: la Samp è penultima in Serie B a tre punti. Ne avrebbe fatti cinque, ma da questi ne vanno decurtati due di penalizzazione per mancato versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps. A voler usare la media guadagnata "sul campo", comunque, parleremmo di 0,6 punti a partita. Proiettati sulle 38 giornate, ipotizzando un andamento costante, porterebbero a concludere il campionato a 23 punti (-2). Lo scorso anno il Benevento è arrivato ultimo a 35. A ogni allenatore serve tempo, ma l’ultima (e unica) vittoria è arrivata a fine agosto e i tifosi hanno il diritto di essere preoccupati.

Da zero alla Juventus

Sfortuna, tempismo sbagliato, aspettative troppo alte, idee brillanti che non si sono ancora tradotte in calcio brillante. Andrea Pirlo sta faticando tantissimo a trasferire la sua visione di gioco dal cerchio di centrocampo all'area tecnica. "Il calcio che vorrei" – titolo della sua tesi di Coverciano piena di possesso e gioco di posizione – per ora lo conosciamo solo a parole. La media di vittorie in carriera non è esaltante: 49%, che scende a 30% se togliamo le partite in cui ha allenato la Juventus, dove i vari Ronaldo, Dybala e Morata avevano da soli un discreto peso per superare la maggior parte delle avversarie.

Lì, alla Juventus, è cominciato tutto. In bianconero Pirlo è stato costretto a bruciare le tappe, chiamato per allenare l'Under 23 e ritrovatosi in prima squadra senza neanche aver mai testato la panchina dei giovani bianconeri. Un salto nel buio, ma il ds Paratici voleva lui, che chiamava "predestinato", per succedere a Maurizio Sarri. Un po' Guardiola, un po' Zidane, si leggeva in giro. Per averlo, la Juve poteva superare anche il fatto che non avesse nemmeno il patentino da allenatore, puntando tutto sulla sua aura di genio calcistico per proseguire il tentativo di rendere giochista il DNA Juve da un giorno all'altro.

Ma se vincere è l'unica cosa che conta, macchiarsi dell'onta di essere il tecnico che ha interrotto la striscia di nove scudetti di fila era troppo perché rimanesse al suo posto, anche al netto di una Supercoppa e una Coppa Italia vinte. Il suo fallimento, sancito dopo appena una stagione, è stato in parte anche la causa della fine del progetto della "nuova" Juve, che dopo di lui ha fatto un passo indietro ed è tornata a un uomo che ne incarnava perfettamente la vecchia identità risultatista, Massimiliano Allegri.

Tre esoneri su tre?

La Juventus poteva essere un trampolino, ha finito comprensibilmente per bruciarlo. La scelta di emigrare, con l'opinione pubblica che l'aveva già bocciato prima di iniziare la propria carriera, non pareva sbagliata. La Turchia e il Karagümrük offrivano una panchina dove mettersi alla prova lontano dai riflettori e dai titoli di giornale. La squadra di Istanbul l’ha preso alla fine di una stagione in cui è arrivato ottavo; è stato allontanato – ufficialmente in modo consensuale – prima che finisse la successiva, lasciando i suoi noni in classifica nonostante avesse in rosa il vice-capocannoniere del campionato, Mbaye Diagne. Presto potrebbe arrivare il terzo esonero su tre incarichi ricevuti. Pirlo ha 44 anni e la fama di "Maestro" che lo accompagna. Di questo passo, però, quante altre opportunità avrà di dimostrare di essere stato solo l'uomo giusto al momento sbagliato?

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