ROMA - Generazioni a confronto nella Parigi-Nizza, classica a tappe del ciclismo francese che, insieme alla Tirreno-Adriatico - al via mercoledì prossimo - fornirà indicazioni importanti in vista della Milano-Sanremo del 17 Dopo il prologo (2,9 km, un battito di ciglia) appannaggio del francese Gaudin, il primo sprint in quel di Nemours vive sulla più tipica delle sfide tra il vecchio e il giovane. Vince il francese Nacer Bouhanni, ventidue anni, che grazie al gioco degli abbuoni si fregia anche della maglia gialla di leader della generale. Secondo è Alessandro Petacchi, che di primavere ne ha già messe in cascina trentanove.
Si può dire che Bouhanni vinca in virtù dello sprint più bello, ma è quella di Petacchi la volata perfetta. Non è una contraddizione. Lo spezzino non sbaglia una mossa negli ultimi 1500 metri: prende il treno della Orica GreenEdge, che lavora duro per Howard, esce al momento giusto distribuendo bene le energie. Ma la bellezza dell'azione è quella di Bouhanni, uno che nel dna ha anche la boxe (passione sua e del padre), che non ha paura. Il campione di Francia sbaglia l'approccio alla fase topica, resta dietro, ma grazie ai suoi compagni di squadra della Fdj, in particolare Soupe, recupera prodigiosamente ed ha anche la forza per passare Petacchi: in pratica, la differenza la fa l'età...
A proposito di gioventù, manca il guizzo Elia Viviani, che esce bene ma lo fa troppo tardi e deve accontentarsi di un comunque ottimo terzo posto. Nessuna asperità, ma non mancano momenti di interesse nei 195 km della seconda frazione. C'è la solita fuga senza speranze (anche se poi Kadri alla Roma Maxima dimostra che non sempre è così), portata avanti da Talabardon (parigino che ci tiene a far bene), dall'altro francese Sicard e dall'olandese Lindeman. Ci sono anche parecchie cadute, un paio a rischio: Kristoff riesce a riprendersi, Rui Costa no e lascia la corsa. C'è anche il primo gioco di classifica: Gilbert lascia capire quanto gli interessi la classifica finale. Una accelerazione del campione del mondo spezza il gruppo: Chavanel non si fa sorprendere, Taaramae, l'ancora convalescente Boonen e Kittel sì. In pratica fuggitivi ripresi, gruppo spezzato in due e strategie per la volata. Il celebre castello di Nemours fa da sfondo, un velocista gentiluomo come Petacchi ne rimane ispirato: il dettaglio che lo frega sono i 17 anni in meno di Bouhanni.
ORDINE D'ARRIVO 1A TAPPA
1. Nacer Bouhanni (FRA/FDJ) 195,0 km in 4h47:24. (media: 40,778 km/h)
2. Alessandro Petacchi (ITA/LAM) 0:00.
3. Elia Viviani (ITA/CAN) 0:00.
4. Jens Debusschere (BEL/LTB) 0:00.
5. Heinrich Haussler (AUS/IAM) 0:00.
6. Mark Renshaw (AUS/BLA) 0:00.
7. José Joaquin Rojas (ESP/MOV) 0:00.
8. Leigh Howard (AUS/ORI) 0:00.
9. Borut Bozic (SLO/AST) 0:00.
10. Romain Feillu (FRA/VAC) 0:00.
CLASSIFICA GENERALE
1. Nacer Bouhanni (FRA/FDJ) 4h51:01.
2. Damien Gaudin (FRA/EUC) 0:00.
3. Sylvain Chavanel (FRA/OPQ) 0:01.
4. Lieuwe Westra (NED/VAC) 0:01.
5. Elia Viviani (ITA/CAN) 0:01.
6. Alessandro Petacchi (ITA/LAM) 0:02.
7. Wilco Kelderman (NED/BLA) 0:02.
8. Geoffrey Soupe (FRA/FDJ) 0:02.
9. Peter Velits (SVK/OPQ) 0:03.
10. Tony Gallopin (FRA/RSH) 0:03.
Si può dire che Bouhanni vinca in virtù dello sprint più bello, ma è quella di Petacchi la volata perfetta. Non è una contraddizione. Lo spezzino non sbaglia una mossa negli ultimi 1500 metri: prende il treno della Orica GreenEdge, che lavora duro per Howard, esce al momento giusto distribuendo bene le energie. Ma la bellezza dell'azione è quella di Bouhanni, uno che nel dna ha anche la boxe (passione sua e del padre), che non ha paura. Il campione di Francia sbaglia l'approccio alla fase topica, resta dietro, ma grazie ai suoi compagni di squadra della Fdj, in particolare Soupe, recupera prodigiosamente ed ha anche la forza per passare Petacchi: in pratica, la differenza la fa l'età...
A proposito di gioventù, manca il guizzo Elia Viviani, che esce bene ma lo fa troppo tardi e deve accontentarsi di un comunque ottimo terzo posto. Nessuna asperità, ma non mancano momenti di interesse nei 195 km della seconda frazione. C'è la solita fuga senza speranze (anche se poi Kadri alla Roma Maxima dimostra che non sempre è così), portata avanti da Talabardon (parigino che ci tiene a far bene), dall'altro francese Sicard e dall'olandese Lindeman. Ci sono anche parecchie cadute, un paio a rischio: Kristoff riesce a riprendersi, Rui Costa no e lascia la corsa. C'è anche il primo gioco di classifica: Gilbert lascia capire quanto gli interessi la classifica finale. Una accelerazione del campione del mondo spezza il gruppo: Chavanel non si fa sorprendere, Taaramae, l'ancora convalescente Boonen e Kittel sì. In pratica fuggitivi ripresi, gruppo spezzato in due e strategie per la volata. Il celebre castello di Nemours fa da sfondo, un velocista gentiluomo come Petacchi ne rimane ispirato: il dettaglio che lo frega sono i 17 anni in meno di Bouhanni.
ORDINE D'ARRIVO 1A TAPPA
1. Nacer Bouhanni (FRA/FDJ) 195,0 km in 4h47:24. (media: 40,778 km/h)
2. Alessandro Petacchi (ITA/LAM) 0:00.
3. Elia Viviani (ITA/CAN) 0:00.
4. Jens Debusschere (BEL/LTB) 0:00.
5. Heinrich Haussler (AUS/IAM) 0:00.
6. Mark Renshaw (AUS/BLA) 0:00.
7. José Joaquin Rojas (ESP/MOV) 0:00.
8. Leigh Howard (AUS/ORI) 0:00.
9. Borut Bozic (SLO/AST) 0:00.
10. Romain Feillu (FRA/VAC) 0:00.
CLASSIFICA GENERALE
1. Nacer Bouhanni (FRA/FDJ) 4h51:01.
2. Damien Gaudin (FRA/EUC) 0:00.
3. Sylvain Chavanel (FRA/OPQ) 0:01.
4. Lieuwe Westra (NED/VAC) 0:01.
5. Elia Viviani (ITA/CAN) 0:01.
6. Alessandro Petacchi (ITA/LAM) 0:02.
7. Wilco Kelderman (NED/BLA) 0:02.
8. Geoffrey Soupe (FRA/FDJ) 0:02.
9. Peter Velits (SVK/OPQ) 0:03.
10. Tony Gallopin (FRA/RSH) 0:03.