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Ciclismo, Simeoni: "Armstrong si mise contro di me, e fui spacciato"

In una intervista a Bike Channel, il corridore laziale ripercorre le difficoltà che gli procurò avere sfidato apertamente lo statunitense, poi radiato per doping: "Mi ha danneggiato, sportivamente ed economicamente". Ma ora nei guai c'è il texano: venduta la sua villa da star

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ROMA  - Un giorno al Tour de France del 2004. Un uomo che va in fuga cercando una giornata di gloria, trova sei compagni per andare avanti ma viene fatto desistere da un prepotente in maglia gialla. Filippo Simeoni e Lance Armstrong: il primo aveva la colpa di aver confessato la frequentazioni con il discusso dottor Michele, lo stesso che seguiva anche lo stesso Armstrong, per il 'prepotente' in maglia gialla parla la successiva radiazione per doping e i sette Tour de France vinti revocati.

Bike Channel (piattaforma Sky canale 237), lunedì prossimo propone, a partire dalla 21,15, una serata tematica interamente dedicata al caso Armstrong con un'intervista esclusiva a Filippo Simeoni: "Armstrong e la sua storia all'inzio avevano colpito anche me - spiega l'ex corridore laziale -. Poi è cambiato. E' diventato arrogante, ha privilegiato unicamente l'aspetto economico e il business del suo lavoro. Ha usato il ciclismo e il ciclismo si è fatto usare da lui"

Sul dottor Ferrari: "Anche io sono andato da lui, affascinato dal suo nome: tutti ci andavano, era il migliore, il numero uno." Ma è al Tour 2004 che la vita di Simeoni è cambiata: "L'episodio al Tour del 2004 mi ha danneggiato profondamente, non solo da un punto di vista sportivo, ma anche, e soprattutto, da quello economico. Non sono più stato invitato ai grandi giri, sono stato ripudiato dal gruppo e ho dovuto accontentarmi solo di gare anonime. Del resto, quando un "Boss" del ciclismo come Armstrong si mette contro di te e tutto il gruppo lo segue, sei spacciato".

ORA NEI GUAI C'E' ARMSTRONG - Lance Armstrong, tra spese legali e richieste di risarcimento, sta vivendo un momento difficile dal punto di vista economico. Si inserisce nel contesto della situazione la vendita della sua villa da star ad Austin, in Texas dove si era ritirato dopo esser stato coinvolto nel peggior scandalo di doping nella storia del ciclismo. La villa, per la quale sono stati chiesti 10 milioni di dollari, è di oltre 700 metri quadrati ed ha un fascino tale da essersi guadagnata anche un servizio sulla prestigiosa rivista Architectural Digest nel 2008.
 
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