ROMA - Il Giro del Trentino quale test molto probante per un altro Giro, ben più atteso. Bradley Wiggins prosegue nella marcia di avvicinamento alla corsa rosa: "Il Giro d'Italia è una sfida splendida per me ed è più difficile del Tour", spiega a Sky il britannico, vincitore del Tour de France 2013. "Mi sento molto bene, devo dire che tutto ha funzionato ancora meglio dell'anno scorso prima del Tour de France. Sono molto soddisfatto, anche se sento eccitazione nonostante manchi ancora molto prima che inizi il Giro. Sicuramente con le prossime gare ne sentirò parlare molto di più e quindi forse anche io lo sentirò maggiormente. Per ora non ci sto pensando, sono concentrato sul mio allenamento e giorno dopo giorno tutto sta arrivando".
Il corridore del Team Sky rassicura sulle sue condizioni: "Sono meglio io, tutto intorno è andato bene. Quindi sto meglio nel senso che sono migliorato. L'anno passato ho vinto il Giro del Delfinato, poi il Tour de France, ho lavorato tanto in gennaio per fare dei progressi e li ho fatti". Per Wiggins l'appuntamento con la corsa in rosa "è eccitante, il Giro d'Italia è una sfida splendida per me ed è più difficile del Tour perché ci sono più cose che mi remano contro, come le salite ripide, perché io non sono uno scalatore puro, il tempo perché a maggio è imprevedibile e poi ci sono altre cose tipo queste alle quali sto lavorando. Ma c'è ancora un mese prima di arrivare al Giro e io credo di essere sulla strada giusta. Ora mi concentro sul Giro, ogni cosa può succedere, però certo farò il Giro, il Tour e se starò bene la Vuelta, perché i grandi giri si affrontano uno alla volta".
Il corridore del Team Sky rassicura sulle sue condizioni: "Sono meglio io, tutto intorno è andato bene. Quindi sto meglio nel senso che sono migliorato. L'anno passato ho vinto il Giro del Delfinato, poi il Tour de France, ho lavorato tanto in gennaio per fare dei progressi e li ho fatti". Per Wiggins l'appuntamento con la corsa in rosa "è eccitante, il Giro d'Italia è una sfida splendida per me ed è più difficile del Tour perché ci sono più cose che mi remano contro, come le salite ripide, perché io non sono uno scalatore puro, il tempo perché a maggio è imprevedibile e poi ci sono altre cose tipo queste alle quali sto lavorando. Ma c'è ancora un mese prima di arrivare al Giro e io credo di essere sulla strada giusta. Ora mi concentro sul Giro, ogni cosa può succedere, però certo farò il Giro, il Tour e se starò bene la Vuelta, perché i grandi giri si affrontano uno alla volta".