ROMA - L'inizio a sorpresa del trittico delle Ardenne, con il ceco Roman Kreuziger vincitore dell'Amstel Gold Race, apre ancora di più l'incertezza sulla settantasettesima edizione della Freccia Vallone, in programma mercoledì sulle strade del Belgio. Ovviamente i favoriti ci sono ma, tanto per fare un esempio, nessuno parte con il fardello del pronostico come fatto da Cancellara alla Roubaix. Sono comunque le zone care a Philippe Gilbert che, a giudicare da come ha condotto l'ultimo assalto al Cauberg la scorsa domenica, ha chance per poter tornare a vincere sul Muro di Huy, che lo vide trionfatore due anni fa.
Dubbi sull'avversario principale del campione del mondo: sarebbe Joaquim Rodriguez (primo nel 2012) ma la caduta all'Amstel potrebbe aver lasciato strascichi su Purito. A nostro avviso lo spagnolo più pericoloso è Alejandro Valverde, che dà del tu a percorsi del genere, mentre quello che genera maggiore curiosità è Alberto Contador, che ha sciolto all'ultimo momento i dubbi sulla sua partecipazione. A proposito di curiosità, ne desta parecchia Peter Sagan, leggermente - ma proprio leggermente - ridimensionato dai crampi che lo hanno penalizzato nel momento decisivo dell'Amstel. Se le condizioni dello slovacco non fossero soddisfacenti, in corsa potrebbe essere designato capitano della Cannondale, Moreno Moser, finora fido scudiero del leader della squadra.
Detto che l'australiano Simon Gerrans e lo svizzero Albasini è considerabile più di un outsider, occhio alla presenza colombiana, a dir poco brillante al Giro dei Paesi Baschi: Henao, Uran, Quintana e Betancur hanno una sparata niente male quando le pendenze si fanno impossibili. Un cenno a qualche altro italiano oltre Moser: Cunego e Ulissi giocano di squadra (Lampre), Marcato è uno che a nord va forte, Giampaolo Caruso se saprà gestire meglio le energie (la Amstel è buona scuola) può farsi sentire. Percorso tosto, come da tradizione, con dodici cote dislocati lungo 205 km. Appuntamento chiave sul muro di Huy, da ripetere tre volte (Km 108,5, 173,5 ed all'arrivo) con le pendenze che lungo 1300 interminabili metri arrivano anche al 20%, ma anche la côtes de Bohissau (Km 158,5) e Amay (Km 190) sono destinate a lasciare il segno.
Dubbi sull'avversario principale del campione del mondo: sarebbe Joaquim Rodriguez (primo nel 2012) ma la caduta all'Amstel potrebbe aver lasciato strascichi su Purito. A nostro avviso lo spagnolo più pericoloso è Alejandro Valverde, che dà del tu a percorsi del genere, mentre quello che genera maggiore curiosità è Alberto Contador, che ha sciolto all'ultimo momento i dubbi sulla sua partecipazione. A proposito di curiosità, ne desta parecchia Peter Sagan, leggermente - ma proprio leggermente - ridimensionato dai crampi che lo hanno penalizzato nel momento decisivo dell'Amstel. Se le condizioni dello slovacco non fossero soddisfacenti, in corsa potrebbe essere designato capitano della Cannondale, Moreno Moser, finora fido scudiero del leader della squadra.
Detto che l'australiano Simon Gerrans e lo svizzero Albasini è considerabile più di un outsider, occhio alla presenza colombiana, a dir poco brillante al Giro dei Paesi Baschi: Henao, Uran, Quintana e Betancur hanno una sparata niente male quando le pendenze si fanno impossibili. Un cenno a qualche altro italiano oltre Moser: Cunego e Ulissi giocano di squadra (Lampre), Marcato è uno che a nord va forte, Giampaolo Caruso se saprà gestire meglio le energie (la Amstel è buona scuola) può farsi sentire. Percorso tosto, come da tradizione, con dodici cote dislocati lungo 205 km. Appuntamento chiave sul muro di Huy, da ripetere tre volte (Km 108,5, 173,5 ed all'arrivo) con le pendenze che lungo 1300 interminabili metri arrivano anche al 20%, ma anche la côtes de Bohissau (Km 158,5) e Amay (Km 190) sono destinate a lasciare il segno.