Ciclismo, Freccia Vallone: spunta la sorpresa Moreno
Lo spagnolo, compagno di squadra dell'acciaccato Joaquim Rodriguez, vince contro pronostico la seconda prova del trittico delle Ardenne precedendo i colombiani Henao e Betancur. Clamorosa sconfitta di Gilbert, indietro anche Sagan. Nocentini, decimo, migliore degli italianidi LUIGI PANELLA
ROMA - Sono le Ardenne delle sorprese. In pochi prevedevano Roman Kreuziger all'Amstel, forse ancora di meno puntavano su Dani Moreno alla Freccia Vallone. Invece lo spagnolo del Team Katusha, nella sparata sulle pendenze improbe del Muro di Huy, si sostituisce al capitano acciaccato, Joaquim Rodriguez. Vittoria frutto di un lavoro di squadra tatticamente ineccepibile: la caduta di 'Purito' all'Amstel è scusa più che sufficiente per non assurgere al ruolo di controllori della corsa, il che però non preclude - cosa puntualmente accaduta - di essere presenti con 4-5 uomini in testa al gruppo che conta. Promossi quindi a pieni voti gli spagnoli e con loro i colombiani, che occupano il resto del podio grazie a Sergio Henao e Carlos Betancur.
Bocciatissimo invece Philipp Gilbert: contrariamente a quanto fatto in Olanda, stavolta il campione del mondo fa lavorare costantemente la BMC per piazzare la stoccata sul muro, ma finisce con il piantarsi in maniera clamorosa. Un…
Bocciatissimo invece Philipp Gilbert: contrariamente a quanto fatto in Olanda, stavolta il campione del mondo fa lavorare costantemente la BMC per piazzare la stoccata sul muro, ma finisce con il piantarsi in maniera clamorosa. Un…
ROMA - Sono le Ardenne delle sorprese. In pochi prevedevano Roman Kreuziger all'Amstel, forse ancora di meno puntavano su Dani Moreno alla Freccia Vallone. Invece lo spagnolo del Team Katusha, nella sparata sulle pendenze improbe del Muro di Huy, si sostituisce al capitano acciaccato, Joaquim Rodriguez. Vittoria frutto di un lavoro di squadra tatticamente ineccepibile: la caduta di 'Purito' all'Amstel è scusa più che sufficiente per non assurgere al ruolo di controllori della corsa, il che però non preclude - cosa puntualmente accaduta - di essere presenti con 4-5 uomini in testa al gruppo che conta. Promossi quindi a pieni voti gli spagnoli e con loro i colombiani, che occupano il resto del podio grazie a Sergio Henao e Carlos Betancur.
Bocciatissimo invece Philipp Gilbert: contrariamente a quanto fatto in Olanda, stavolta il campione del mondo fa lavorare costantemente la BMC per piazzare la stoccata sul muro, ma finisce con il piantarsi in maniera clamorosa. Una sconfitta fisica a cui si lega conseguenziale quella psicologica: molla quando capisce di non farcela e non entra neanche tra i primi dieci. Non ci sembra il caso invece di parlare di bocciatura per gli italiani, se non altro per il fatto che la truppa italica non era proprio in odore di promozione. La disamina è semplice semplice: i vari Cunego e Ulissi sono al posto giusto nel momento giusto, ma non cambiano ritmo neanche per un istante, quindi... Il migliore, l'unico tra i primi dieci, è Rinaldo Nocentini, ma la sensazione che il ruolo di salvatore della patria alla Liegi di domenica prossima possa interpretarlo solo Vincenzo Nibali, attualmente impegnato in un Giro del Trentino piuttosto duro.
Una Freccia Vallone modificata nel percorso rispetto al passato. Le cote passano da 10 a 12, soprattutto i passaggi sul muro di Huy, tre, si concentrano nella seconda parte. La fuga più lunga di giornata parte presto: 20 km e se ne va un terzetto composto dai belgi De Villers e Van Goolen e dallo svizzero Lang. Vantaggio importante (massimo 9'30''), ma dietro nessuno ha l'intenzione di consentire la fuga beffa. Ai tre si sostituisce quindi una coppia, formata dall'olandese Ten Dam e dal tedesco Geschke, quest'ultimo arrivato dopo il secondo passaggio a Huy. Nel complesso, poche chance e infatti...
I big arrivano compatti ai piedi del muro. Come un proiettile esce Betancur, che ci mette forza, agilità e probabilmente troppo entusiasmo. Partenza eccessivamente anticipata, ma che mette i favoriti di fronte alle loro responsabilità. Gilbert non si tira indietro, ma il suo scatto rabbioso provoca come unico vero effetto quello di mettere fuori causa Peter Sagan, oggettivamente inadatto per un duello su questo terreno e in calo di condizione. Perfetta invece la scelta di tempo di Dani Moreno, che mentre Rogriguez fa da chioccia o, a scelta, specchietto per le allodole, trova il ritmo giusto sulla celebre 'esse' dalla pendenze atroci, respingendo il ritorno di Henao.
"E' la più bella ed importante vittoria della mia carriera - dichiara Moreno -, ottenuta nella corsa che preferisco. Il mio capitano Joaquim Rodriguez ni aveva promesso in mattinata che avrebbe lavorato per me, che potevo giocarmi le mie carte, ed arrivati al momento decisivo avevo delle gambe incredibili. Il mio valore? Penso di averlo già dimostrato lo scorso anno con le due tappe vinte al Delfinato e la tappa alla Vuelta". Realista Philippe Gilbert, che ammette di non essere amcora al 100%: "La Freccia non mente mai, e di solito vince chi la merita. Moreno è stato bravo ed anche molto intelligente a sfruttare il lavoro della nostra squadra. Per quanto mi riguarda, manca ancora qualcosa per passare dal ruolo di favorito a quello di vincitore".
Si è risolta invece secondo pronostico la Freccia Vallone femminile. Per la quinta volta in carriera la prova è andata alla campionessa mondiale e olimpica, Marianne Vos. La fuoriclasse olandese si è imposta sulla splendida Elisa Longo Borghini. Terza la sudafricana Ashleigh Moolman.
ORDINE D'ARRIVO
1. Daniel Moreno (ESP/KAT), 205 km in 4 h 52:33.
2. Sergio Henao (COL/SKY) a 03.
3. Carlos Betancur (COL/ALM) 03.
4. Daniel Martin (IRL/GRM) 03.
5. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 03.
6. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 08.
7. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 08.
8. Igor Anton (ESP/EUS) 08.
9. Bauke Mollema (NED/BLA) 08.
10. Rinaldo Nocentini (ITA/ALM) 08.
11. Giampaolo Caruso (ITA/KAT) 08.
12. Peter Sagan (SVK/CAN) 08.
13. Diego Ulissi (ITA/LAM° 13.
14. Tom-Jelte Slagter (NED/BLA) 13.
15. Philippe Gilbert (bEL/BMC) 15.
Bocciatissimo invece Philipp Gilbert: contrariamente a quanto fatto in Olanda, stavolta il campione del mondo fa lavorare costantemente la BMC per piazzare la stoccata sul muro, ma finisce con il piantarsi in maniera clamorosa. Una sconfitta fisica a cui si lega conseguenziale quella psicologica: molla quando capisce di non farcela e non entra neanche tra i primi dieci. Non ci sembra il caso invece di parlare di bocciatura per gli italiani, se non altro per il fatto che la truppa italica non era proprio in odore di promozione. La disamina è semplice semplice: i vari Cunego e Ulissi sono al posto giusto nel momento giusto, ma non cambiano ritmo neanche per un istante, quindi... Il migliore, l'unico tra i primi dieci, è Rinaldo Nocentini, ma la sensazione che il ruolo di salvatore della patria alla Liegi di domenica prossima possa interpretarlo solo Vincenzo Nibali, attualmente impegnato in un Giro del Trentino piuttosto duro.
Una Freccia Vallone modificata nel percorso rispetto al passato. Le cote passano da 10 a 12, soprattutto i passaggi sul muro di Huy, tre, si concentrano nella seconda parte. La fuga più lunga di giornata parte presto: 20 km e se ne va un terzetto composto dai belgi De Villers e Van Goolen e dallo svizzero Lang. Vantaggio importante (massimo 9'30''), ma dietro nessuno ha l'intenzione di consentire la fuga beffa. Ai tre si sostituisce quindi una coppia, formata dall'olandese Ten Dam e dal tedesco Geschke, quest'ultimo arrivato dopo il secondo passaggio a Huy. Nel complesso, poche chance e infatti...
I big arrivano compatti ai piedi del muro. Come un proiettile esce Betancur, che ci mette forza, agilità e probabilmente troppo entusiasmo. Partenza eccessivamente anticipata, ma che mette i favoriti di fronte alle loro responsabilità. Gilbert non si tira indietro, ma il suo scatto rabbioso provoca come unico vero effetto quello di mettere fuori causa Peter Sagan, oggettivamente inadatto per un duello su questo terreno e in calo di condizione. Perfetta invece la scelta di tempo di Dani Moreno, che mentre Rogriguez fa da chioccia o, a scelta, specchietto per le allodole, trova il ritmo giusto sulla celebre 'esse' dalla pendenze atroci, respingendo il ritorno di Henao.
"E' la più bella ed importante vittoria della mia carriera - dichiara Moreno -, ottenuta nella corsa che preferisco. Il mio capitano Joaquim Rodriguez ni aveva promesso in mattinata che avrebbe lavorato per me, che potevo giocarmi le mie carte, ed arrivati al momento decisivo avevo delle gambe incredibili. Il mio valore? Penso di averlo già dimostrato lo scorso anno con le due tappe vinte al Delfinato e la tappa alla Vuelta". Realista Philippe Gilbert, che ammette di non essere amcora al 100%: "La Freccia non mente mai, e di solito vince chi la merita. Moreno è stato bravo ed anche molto intelligente a sfruttare il lavoro della nostra squadra. Per quanto mi riguarda, manca ancora qualcosa per passare dal ruolo di favorito a quello di vincitore".
Si è risolta invece secondo pronostico la Freccia Vallone femminile. Per la quinta volta in carriera la prova è andata alla campionessa mondiale e olimpica, Marianne Vos. La fuoriclasse olandese si è imposta sulla splendida Elisa Longo Borghini. Terza la sudafricana Ashleigh Moolman.
ORDINE D'ARRIVO
1. Daniel Moreno (ESP/KAT), 205 km in 4 h 52:33.
2. Sergio Henao (COL/SKY) a 03.
3. Carlos Betancur (COL/ALM) 03.
4. Daniel Martin (IRL/GRM) 03.
5. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 03.
6. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 08.
7. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 08.
8. Igor Anton (ESP/EUS) 08.
9. Bauke Mollema (NED/BLA) 08.
10. Rinaldo Nocentini (ITA/ALM) 08.
11. Giampaolo Caruso (ITA/KAT) 08.
12. Peter Sagan (SVK/CAN) 08.
13. Diego Ulissi (ITA/LAM° 13.
14. Tom-Jelte Slagter (NED/BLA) 13.
15. Philippe Gilbert (bEL/BMC) 15.