MATERA - Da 'senor' Degenkolb a signor Degenkolb. Rivelatosi al grande pubblico con le reiterate vittorie alla Vuelta dello scorso anno, il tedesco lascia il segno anche al Giro. Una volata che volata è fino a un certo punto, con le gerarchie disegnate da una caduta all'ultima curva. Espressione però di potenza allo stato puro, di quelle destinate ad essere ricordate. Insomma, non sarà un patrimonio dell'Unesco come i Sassi della magica cornice di Matera, ma è un patrimonio del ciclismo tedesco, che sta rilanciando dopo le brutture del doping. "Avevo fiducia di arrivare in una buona posizione all'ultimo km, e dopo la caduta ho capito che era il momento giusto per partire, sono arrivato completamente svuotato di emergie all'arrivo, ma così deve essere", spiega il vincitore.
Eroe bravo e fortunato il tedesco. Coinvolto invece con un appuntamento troppo grande per lui, Marco Canola. Il vicentino lavora duro per lanciare Modolo, dietro va giù lo sloveno Mezgec (compagno di Degelkolb) che crea la frattura nel serpentone. Se ai tennisti viene il braccino, quando manca poco alla vittoria, a Canola viene la 'gambetta' quando rimane solo, lanciato verso il clamoroso successo: trenta metri e avrebbe vinto, invece... Va be, queste cose possono succedere anche a grandi campioni come Franco Bitossi (Gap '72, il mondiale beffa di Marino Basso), Canola potrà rifarsi. Dalla delusione alla gioia. Luca Paolini si tiene stretta un altro giorno la maglia rosa: "Sull'ultima salita ho sofferto, tutto il giorno la gara è stata tirata. Poi ho rischiato al momento della caduta, ma è andata bene e mi sto gustando in corsa sensazioni che non avevo mai provato".
Parlando della giornata, immancabile l'appuntamento con la fuga. Inizia a prendere piede in questo Giro la figura dell'intruso, l'uomo non lontano dalla classifica generale che turba la maglia rosa e va in 'antipatia' ai compagni di ventura. Nella tappa di Marina di Ascea, Emanuele Sella era stato fatto fuori con scatti e controscatti (lavoro vano, tutti ripresi). Stavolta Pirazzi è più discreto: si prende i punti sul GPM di Cipolletto, e poi rientra silenzioso nei ranghi. Cambiano quindi nemici per Gil Martinez, Marangoni (il meglio piazzato in classifica, a 25'...), Mestre, Andriato e Bulgac: non più la Katusha di Luca Paolini, ma i velocisti. Tira la Orica GrenEdge di Matthew Goss, galvanizzato dalle secchiate di acqua che il cielo scarica sul gruppo (vinse una Sanremo bagnata) prima di una tregua rassicurante ma non troppo (l'asfalto resta fatalmente umido) nel finale. Tira la Argos Shimano per Degenkolb: parecchi km davanti se li fa Ji Cheng, evidentemente informato e galvanizzato dalla rubrica quotidiana che gli dedica Repubblica.it.
Comunque la fuga non ha buona sorte, al pari di parecchi velocisti. Chicchi e Gavazzi ad esempio mollano subito. Cavendish invece stringe i denti sull'arcigno GPM di Montescaglioso, ma poi basta un falso piano per mandargli fuori giri i muscoli inaciditi. Il tutto mentre ci si interroga su chi sopravviverà agli 800 metri finali in leggera pendenza: a Matera aveva vinto un uomo da montagna come Johan De Muynck nel 1976, ma due volte era emerso lo strapotere di Mario Cipollini. Prevale la seconda tesi, è il giorno di un roccioso velocista tedesco, bravo nel resistere al ritorno di un tipo pericoloso per giornate del genere come Vicioso.
ORDINE D'ARRIVO
1. John Degenkolb (Ger) in 4h37'48" (+20" abbuono) (media 43,844 km/h)
2. Angel Arcos Vicioso (Spa) s.t. (+12" abbuono)
3. Paul Martens (Ger) s.t. (+8" abbuono)
4. Luis S. Montoya Henao (Col) s.t.
5. Matteo Trentin (Ita) s.t.
6. Jarlinson Pantano (Col) s.t.
7. Daniel Oss (Ita) s.t.
8. Jens Keukeleire (Bel) s.t.
9. Grega Bole (Slo) s.t.
10. Tanel Kangert (Est) s.t.
11. Michal Golas (Pol) s.t.
12. Marco Canola (Ita) s.t.
13. Jackson Rodriguez (Ven) s.t.
14. Elia Viviani (Ita) s.t.
21. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
24. Ryder Hesjedal (Can) s.t.
37. Luca Paolini (Ita) s.t.
42. Cadel Evans (Aus) s.t.
90. Bradley Wiggins (Gbr) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Luca Paolini (Ita) in 19h56'39" (media 41,023 km/h)
2. Rigoberto Uran Uran (Col) a 00'17"
3. Benat Elorriaga Intxausti (Spa) a 00'26"
4. Vincenzo Nibali (Ita) a 00'31"
5. Ryder Hesjedal (Can) a 00'34"
6. Bradley Wiggins (Gbr) s.t.
7. Giampaolo Caruso (Ita) a 00'36"
8. Luis Sergio Montoya Henao (Col) a 00'37"
9. Mauro Santambrogio (Ita) a 00'39"
10. Cadel Evans (Aus) a 00'42"
11. Thomas Danielson (Usa) s.t.
12. Robert Gesink (Ola) a 00'45"
13. Yury Trofimov (Rus) a 00'46"
14. Giovanni Visconti (Ita) a 00'52"
15. Ivan Santaromita (Ita) a 00'54"
16. Pieter Weening (Ola) a 00'55"
17. Robert Kiserlovski (Cro) a 01'00"
18. Fabio Aru (Ita) a 01'15"
19. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) a 01'18"
21. Michele Scarponi (Ita) a 01'23".
Eroe bravo e fortunato il tedesco. Coinvolto invece con un appuntamento troppo grande per lui, Marco Canola. Il vicentino lavora duro per lanciare Modolo, dietro va giù lo sloveno Mezgec (compagno di Degelkolb) che crea la frattura nel serpentone. Se ai tennisti viene il braccino, quando manca poco alla vittoria, a Canola viene la 'gambetta' quando rimane solo, lanciato verso il clamoroso successo: trenta metri e avrebbe vinto, invece... Va be, queste cose possono succedere anche a grandi campioni come Franco Bitossi (Gap '72, il mondiale beffa di Marino Basso), Canola potrà rifarsi. Dalla delusione alla gioia. Luca Paolini si tiene stretta un altro giorno la maglia rosa: "Sull'ultima salita ho sofferto, tutto il giorno la gara è stata tirata. Poi ho rischiato al momento della caduta, ma è andata bene e mi sto gustando in corsa sensazioni che non avevo mai provato".
Parlando della giornata, immancabile l'appuntamento con la fuga. Inizia a prendere piede in questo Giro la figura dell'intruso, l'uomo non lontano dalla classifica generale che turba la maglia rosa e va in 'antipatia' ai compagni di ventura. Nella tappa di Marina di Ascea, Emanuele Sella era stato fatto fuori con scatti e controscatti (lavoro vano, tutti ripresi). Stavolta Pirazzi è più discreto: si prende i punti sul GPM di Cipolletto, e poi rientra silenzioso nei ranghi. Cambiano quindi nemici per Gil Martinez, Marangoni (il meglio piazzato in classifica, a 25'...), Mestre, Andriato e Bulgac: non più la Katusha di Luca Paolini, ma i velocisti. Tira la Orica GrenEdge di Matthew Goss, galvanizzato dalle secchiate di acqua che il cielo scarica sul gruppo (vinse una Sanremo bagnata) prima di una tregua rassicurante ma non troppo (l'asfalto resta fatalmente umido) nel finale. Tira la Argos Shimano per Degenkolb: parecchi km davanti se li fa Ji Cheng, evidentemente informato e galvanizzato dalla rubrica quotidiana che gli dedica Repubblica.it.
Comunque la fuga non ha buona sorte, al pari di parecchi velocisti. Chicchi e Gavazzi ad esempio mollano subito. Cavendish invece stringe i denti sull'arcigno GPM di Montescaglioso, ma poi basta un falso piano per mandargli fuori giri i muscoli inaciditi. Il tutto mentre ci si interroga su chi sopravviverà agli 800 metri finali in leggera pendenza: a Matera aveva vinto un uomo da montagna come Johan De Muynck nel 1976, ma due volte era emerso lo strapotere di Mario Cipollini. Prevale la seconda tesi, è il giorno di un roccioso velocista tedesco, bravo nel resistere al ritorno di un tipo pericoloso per giornate del genere come Vicioso.
ORDINE D'ARRIVO
1. John Degenkolb (Ger) in 4h37'48" (+20" abbuono) (media 43,844 km/h)
2. Angel Arcos Vicioso (Spa) s.t. (+12" abbuono)
3. Paul Martens (Ger) s.t. (+8" abbuono)
4. Luis S. Montoya Henao (Col) s.t.
5. Matteo Trentin (Ita) s.t.
6. Jarlinson Pantano (Col) s.t.
7. Daniel Oss (Ita) s.t.
8. Jens Keukeleire (Bel) s.t.
9. Grega Bole (Slo) s.t.
10. Tanel Kangert (Est) s.t.
11. Michal Golas (Pol) s.t.
12. Marco Canola (Ita) s.t.
13. Jackson Rodriguez (Ven) s.t.
14. Elia Viviani (Ita) s.t.
21. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
24. Ryder Hesjedal (Can) s.t.
37. Luca Paolini (Ita) s.t.
42. Cadel Evans (Aus) s.t.
90. Bradley Wiggins (Gbr) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Luca Paolini (Ita) in 19h56'39" (media 41,023 km/h)
2. Rigoberto Uran Uran (Col) a 00'17"
3. Benat Elorriaga Intxausti (Spa) a 00'26"
4. Vincenzo Nibali (Ita) a 00'31"
5. Ryder Hesjedal (Can) a 00'34"
6. Bradley Wiggins (Gbr) s.t.
7. Giampaolo Caruso (Ita) a 00'36"
8. Luis Sergio Montoya Henao (Col) a 00'37"
9. Mauro Santambrogio (Ita) a 00'39"
10. Cadel Evans (Aus) a 00'42"
11. Thomas Danielson (Usa) s.t.
12. Robert Gesink (Ola) a 00'45"
13. Yury Trofimov (Rus) a 00'46"
14. Giovanni Visconti (Ita) a 00'52"
15. Ivan Santaromita (Ita) a 00'54"
16. Pieter Weening (Ola) a 00'55"
17. Robert Kiserlovski (Cro) a 01'00"
18. Fabio Aru (Ita) a 01'15"
19. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) a 01'18"
21. Michele Scarponi (Ita) a 01'23".