ALTOPIANO DEL MONTASIO - Il filtro del Giro. La pendenza più dura, circa 1000 metri al 20% verso l'Altopiano del Montasio, consegna indicazioni contraddittorie. Vince il colombiano Rigoberto Uran, uno che la vita ha abituato a ben altre pendenze rispetto a quella di Sella Nevea: a 14 anni, mentre muoveva le prime pedalate agonistiche, il padre si trovò accidentalmente in mezzo a una sparatoria tra narcotrafficanti e restò ucciso. Uran è un uomo di Wiggins e soprattutto uomo della squadra che si dimostra più forte. Uran va mentre il Sir si pianta nel finale: crisetta, niente di definitivo, ma per il britannico la giornata poteva avere risvolti migliori. Benissimo Vincenzo Nibali che guadagna su Wiggo, Scarponi, Gesink e, in virtù degli abbuoni (arriva terzo, significa otto secondi), anche su un Cadel Evans in crescita di tappa in tappa. Esce completamente dai giochi Ryder Hesjedal che conferma le nubi di Firenze: oltre venti minuti di ritardo, inspiegabile pensando ai primi giorni. Tanti sorrisi per la rosa, è però anche giusto evidenziare qualche timore per il prosieguo, difficilissimo, di questo Giro. "La squadra è stata perfetta", spiega Nibali. Sarà anche così, però il rischio di restare isolato c'è stato oggi e, se non ci saranno recuperi importanti, potrebbe esserci in seguito. La Sky tra alti e bassi ha una sua compattezza, il siciliano ha Agnoli (che non può fare miracoli e infatti ai -5 molla) e Kangert. I vari Aru e Tiralongo hanno problemi: in pratica, stavolta è andata bene, però la Sky ha più soluzioni.
Dicevamo del filtro. Il ritmo imponente della prima ora (cinquanta di media sfiorati) non è un caso. Non c'è l'esigenza di conquistare il Giro con largo anticipo, solo quella di fare la conta di chi c'è e chi va nel dimenticatoio. Verso Passo Cason di Lanza si fa l'appello e c'è la prima crisi nera, nerissima: numero uno di diritto, ma non di fatto, Ryder Hesjedal inizia la virata decadente verso la deriva. Nella fuga iniziale, tredici temerari, c'erano anche due scudieri del canadese (a dire il vero poco da salita, Dekker e Millar): mandati allo sbaraglio, poco altro da dire. Tra gli altri, c'è l'ex grande speranza, mai sbocciata, Popovych, un passista veloce come Gatto e due velocisti come Bennati ed Elia Viviani. Che ci fanno gli sprinter davanti in una tappa del genere? Mettono un po' di fieno in cascina per il momento in cui si staccheranno e prendono qualche sana inquadratura pubblicitaria.
In fondo, sfogliando l'almanacco, il non scalatore che parte in montagna non è poi una rarità: basta pensare che un torturatore sul passo come era Rik Van Looy, imparò ad andare forte anche in salita parecchio dopo aver superato i trenta. A conti fatti però, l'unico punto d'appoggio o presunto tale, tra i fuggitivi, è Jackson Rodriguez: il venezuelano si avvantaggia aspettando l'arrivo del capitano, Franco Pellizotti, che esce dal gruppo maglia rosa. Un abbraccio che non avverrà mai: il campione d'Italia infatti non ce la fa, pregiudicato anche da una fuoristrada (per fortuna su un prato verde), e il battistrada resta davanti con Pauwels (un altro dei tredici) attendendo l'inevitabile ricongiungimento.
Sull'ultima salita parte Uran. Uno scatto al quale nessuno replica. "Ho visto che c'era una galleria, sono partito ed ho preso un certo margine. Poi, visto che le pendenze erano molto dure, sono andato via regolare per non correre rischi. Le gerarchie non cambiano. Wiggins è in forma, io sono in forma. L'importante è che vinca un uomo della Sky", spiega il vincitore. Dietro Nibali si mette a ruota di Agnoli: il laziale scandisce un ritmo regolare, poi iniziano gli scatti. Quello che fa più male è di Pozzovivo, che però non fa la differenza. Quello più importante è di Nibali, che scava un piccolo solco con gli altri rivali. Tra questi è giusto metterci anche Mauro Santambrogio: si vede poco ma c'è sempre, la ricetta giusta per una posizione importante.
ORDINE D'ARRIVO DELLA DECIMA TAPPA
1. Rigoberto Uran Uran (Col) in 4h37'42" (+26" abbuono) (media 36,082 km/h)
2. Carlos A. G. Betancur (Col) a 00'12" (+12" abbuono)
3. Vincenzo Nibali (Ita) a 00'31" (+12" abbuono)
4. Mauro Santambrogio (Ita) s.t.
5. Cadel Evans (Aus) s.t.
6. Rafal Majka (Pol) s.t.
7. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t.
8. Roberto Kiserlovski (Cro) a 00'47"
9. Benat E. Intaxausti (Spa) a 01'06"
10. Bradley Wiggins (Gbr) a 01'08"
11. Przemyslaw Niemiec (Pol) a 01'10"
12. Michele Scarponi (Ita) s.t. (+2" abbuono)
13. Yury Trofimov (Rus) s.t.
14. Robert Gesink (Ola) a 01'16"
15. Franco Pellizotti (Ita) a 02'11"
16. Damiano Caruso (Ita) s.t.
17. Dario Cataldo (Ita) s.t.
18. Tanel Kangert (Est) a 02'25"
26. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) a 04'22"
71. Ryder Hesjedal (Can) a 20'53".
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita, Astana) in 38h57'32"
2. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 41"
3. Rigoberto Uran (Col, Sky) a 2'04"
4. Bradley Wiggins (Ita) a 2'05"
5. Robert Gesink (Ned) a 2'12"
6. Michele Scarponi (Ita) a 2'13"
7. Mauro Santambrogio (Ita) a 2'55"
8. Przemyslaw Niemiec (Pol) a 3'35"
9. Domenico Pozzovivo (Ita) a 4'17"
10. Rafael Majka (Pol) a 4'21"
11. Benat Intxausti Elorriaga (Esp) a 4'23"
12. Sergio Luis Henao Montoya (Col) a 5'06"
13. Tanel Kangert (Est) a 5'08"
14. Carlos A. Betancur Gomez (Col) a 5'26"
17. Franco Pellizotti (Ita) a 6'55"
18. Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) a 7'46"
21. Giampaolo Caruso (Ita) a 8'43"
22. Wilco Kelderman (Ned) a 8'55"
27. Danilo Di Luca (Ita) a 13'46"
33. Ryder Hesjedal (Can) a 23'45"
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Dicevamo del filtro. Il ritmo imponente della prima ora (cinquanta di media sfiorati) non è un caso. Non c'è l'esigenza di conquistare il Giro con largo anticipo, solo quella di fare la conta di chi c'è e chi va nel dimenticatoio. Verso Passo Cason di Lanza si fa l'appello e c'è la prima crisi nera, nerissima: numero uno di diritto, ma non di fatto, Ryder Hesjedal inizia la virata decadente verso la deriva. Nella fuga iniziale, tredici temerari, c'erano anche due scudieri del canadese (a dire il vero poco da salita, Dekker e Millar): mandati allo sbaraglio, poco altro da dire. Tra gli altri, c'è l'ex grande speranza, mai sbocciata, Popovych, un passista veloce come Gatto e due velocisti come Bennati ed Elia Viviani. Che ci fanno gli sprinter davanti in una tappa del genere? Mettono un po' di fieno in cascina per il momento in cui si staccheranno e prendono qualche sana inquadratura pubblicitaria.
In fondo, sfogliando l'almanacco, il non scalatore che parte in montagna non è poi una rarità: basta pensare che un torturatore sul passo come era Rik Van Looy, imparò ad andare forte anche in salita parecchio dopo aver superato i trenta. A conti fatti però, l'unico punto d'appoggio o presunto tale, tra i fuggitivi, è Jackson Rodriguez: il venezuelano si avvantaggia aspettando l'arrivo del capitano, Franco Pellizotti, che esce dal gruppo maglia rosa. Un abbraccio che non avverrà mai: il campione d'Italia infatti non ce la fa, pregiudicato anche da una fuoristrada (per fortuna su un prato verde), e il battistrada resta davanti con Pauwels (un altro dei tredici) attendendo l'inevitabile ricongiungimento.
Sull'ultima salita parte Uran. Uno scatto al quale nessuno replica. "Ho visto che c'era una galleria, sono partito ed ho preso un certo margine. Poi, visto che le pendenze erano molto dure, sono andato via regolare per non correre rischi. Le gerarchie non cambiano. Wiggins è in forma, io sono in forma. L'importante è che vinca un uomo della Sky", spiega il vincitore. Dietro Nibali si mette a ruota di Agnoli: il laziale scandisce un ritmo regolare, poi iniziano gli scatti. Quello che fa più male è di Pozzovivo, che però non fa la differenza. Quello più importante è di Nibali, che scava un piccolo solco con gli altri rivali. Tra questi è giusto metterci anche Mauro Santambrogio: si vede poco ma c'è sempre, la ricetta giusta per una posizione importante.
ORDINE D'ARRIVO DELLA DECIMA TAPPA
1. Rigoberto Uran Uran (Col) in 4h37'42" (+26" abbuono) (media 36,082 km/h)
2. Carlos A. G. Betancur (Col) a 00'12" (+12" abbuono)
3. Vincenzo Nibali (Ita) a 00'31" (+12" abbuono)
4. Mauro Santambrogio (Ita) s.t.
5. Cadel Evans (Aus) s.t.
6. Rafal Majka (Pol) s.t.
7. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t.
8. Roberto Kiserlovski (Cro) a 00'47"
9. Benat E. Intaxausti (Spa) a 01'06"
10. Bradley Wiggins (Gbr) a 01'08"
11. Przemyslaw Niemiec (Pol) a 01'10"
12. Michele Scarponi (Ita) s.t. (+2" abbuono)
13. Yury Trofimov (Rus) s.t.
14. Robert Gesink (Ola) a 01'16"
15. Franco Pellizotti (Ita) a 02'11"
16. Damiano Caruso (Ita) s.t.
17. Dario Cataldo (Ita) s.t.
18. Tanel Kangert (Est) a 02'25"
26. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) a 04'22"
71. Ryder Hesjedal (Can) a 20'53".
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita, Astana) in 38h57'32"
2. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 41"
3. Rigoberto Uran (Col, Sky) a 2'04"
4. Bradley Wiggins (Ita) a 2'05"
5. Robert Gesink (Ned) a 2'12"
6. Michele Scarponi (Ita) a 2'13"
7. Mauro Santambrogio (Ita) a 2'55"
8. Przemyslaw Niemiec (Pol) a 3'35"
9. Domenico Pozzovivo (Ita) a 4'17"
10. Rafael Majka (Pol) a 4'21"
11. Benat Intxausti Elorriaga (Esp) a 4'23"
12. Sergio Luis Henao Montoya (Col) a 5'06"
13. Tanel Kangert (Est) a 5'08"
14. Carlos A. Betancur Gomez (Col) a 5'26"
17. Franco Pellizotti (Ita) a 6'55"
18. Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) a 7'46"
21. Giampaolo Caruso (Ita) a 8'43"
22. Wilco Kelderman (Ned) a 8'55"
27. Danilo Di Luca (Ita) a 13'46"
33. Ryder Hesjedal (Can) a 23'45"
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