VAJONT - Ramunas Navardauskas e il Giro d'Italia, l'amore continua. Lituano, 25enne, aveva già conosciuto la ribalta lo scorso anno: due giorni in maglia rosa, gloria riflessa per la prova della Garmin, vincitrice della crono a squadre. Stavolta la luce della ribalta il buon Ramunas se la prende tutta da solo: si dimostra il più bravo tra un bel gruppo che indovina, con il benestare dei big, la fuga di giornata. Una vittoria resa ancora più importante dal significato simbolico della giornata. Il ciclismo, uno degli sport tradizionalmente più sociali, non dimentica. La undecima frazione ricorda infatti la tragedia del Vajont, in cui morirono quasi 2000 persone, a 50 anni di distanza. C'è salita, la prima verso Sella Ciampigotto, è anche molto lunga, c'è quella finale: pendenze dolci sulle quali non vince uno scalatore, ma un bel passista. Nel curriculum bei risultati a cronometro, ma anche una vittoria alla Liegi-Bastogne-Liegi under che indica una certa tenuta sugli strappi.
Dopo le fatiche del giorno prima i big non battagliano, va via la fuga degli uomini fuori classifica. Giusto, sbagliato? Premesso che non è generoso pretendere troppo, a patto ovviamente di averne non sarebbe stata una follia provare qualcosa per chi deve inseguire. Detto così, il 'via libera per la fuga' è decisamente esemplificativo. In realtà la fase iniziale di gara è una sorta di prova su pista rovesciata sull'asfalto, una americana con tutti che attaccano per arrivare al giro di vantaggio. La prima ora di corsa se ne va a 53 all'ora, per arrivare a un drappello di una ventina di uomini ci vogliono una settantina di km.
Sul visto per l'azione, il timbro di 20 squadre: mancano l'Astana, Lotto e Lampre. La prima custodisce con cura la maglia rosa di Vicenzo Nibali (a proposito, difesa serena), le altre restano semplicemente fregate. Probabili ritorsioni dei team manager? Non sarebbe una sorpresa vederle in testa a tirare in maniera solo apparentemente inspiegabile nelle prossime tappe. C'è invece Bonnafond della Ag2R: una risposta caratteriale del team francese dopo il primo caso di doping, che ha riguardato il peraltro staccatissimo Georges. Ha preso un vasodilatatore, secondo la spiegazione ufficiale è malato: insomma, le solite cose da doping, diciamo o proviamo a dire da vecchio ciclismo con qualche incursione in quello attuale.
Rieccoci alla fuga. Venti persone non vanno d'accordo, basta pensare a una qualunque assemblea condominiale. Tra i fuoriusciti c'è Petrov, vincitore tre anni fa della tappa bidone verso L'Aquila (per poco non decise il Giro), Pirazzi e Jackson Rodriguez (duellano per il punti della montagna), lo spagnolo Cobo, tornato medio anatroccolo, brutto ci è sembrato eccessivo, dopo aver vinto una Vuelta difficilissima. Ma sono altri quelli che incidono. Il tedesco Gretsch è quello che rompe gli indugi con un'azione lungo la prima lunga discesa. Danilo Di Luca, l'irrequieto, è quello che dà la scossa per cucire un margine che si va facendo pericolosamente ampio. Oss e Navardauskas, quelli che hanno la gamba per riprendere il fuggitivo. Trio che diventa ben presto coppia, poi cede anche Oss e parte l'assolo a circa cinque km dall'arrivo. Ride Navardauskas e ride anche il compagno di squadra della Garmin, Ryder Hesjedal: anche oggi il canadese ha sofferto molto ma ha stretto i denti. Stavolta è lui a godere di luce riflessa.
ORDINE D'ARRIVO DELLA 11/A TAPPA
1. Ramunas Navardauskas (Lit) in 4h23'14" (+22" abbuono) (media 41,484 km/h)
2. Daniel Oss (Ita) a 01'08" (+12" abbuono)
3. Stefano Pirazzi (Ita) a 02'59" (+8' abbuono)
4. Salvatore Puccio (Ita) a 03'07"
5. Paul Martens (Ger) s.t.
6. Danilo Di Luca (Ita) s.t.
7. Egoi Martinez (Spa) s.t.
8. Serge Pauwlels (Bel) a 03'10"
9. Evgeni Petrov (Rus) a 03'11"
10. Jackson Rodriguez (Ven) a 03'25"
11. Juan Josè Cobo Acebo (Spa) a 03'27" (+4" abbuono)
12. Vladimir Gusev (Rus) a 03'30"
13. Jens Keukeleire (Bel) a 03'36"
14. Frederik Veuchelen (Bel) s.t. (+4" abbuono)
20. Benat E. Intxausti (Spa) a 05'23"
29. Bradley Wiggins (Gbr) a 05'41"
31. Cadel Evans (Aus) s.t.
32. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
36. Rigoberto Uran Uran (Col) s.t.
38. Michele Scarponi (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita) in 43h26'27" (media 40,079 km/h)
2. Cadel Evans (Aus) a 00'41"
3. Rigoberto Uran Uran (Col) a 02'04"
4. Bradley Wiggins (Gbr) a 02'05"
5. Robert Gesink (Ola) a 02'12"
6. Michele Scarponi (Ita) a 02'13"
7. Mauro Santambrogio (Ita) a 02'55"
8. Przenyslaw Niemiec (Pol) a 03'35"
9. Benat Elorriaga Intxausti (Spa) a 04'05"
10. Domenico Pozzovivo (Ita) a 04'17"
11. Rafal Majka (Pol) a 04'21"
12. Luis Sergio Montoya Henao (Col) a 05'06"
13. Tanel Kangert (Est) a 05'08"
14. Carlos Alberto Gomez Betancur (Col) a 05'26"
15. Robert Kiserlovski (Cro) a 05'57"
16. Yury Trofimov (Rus) a 06'08"
17. Franco Pellizotti (Ita) a 06'55"
18. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) a 07'46"
19. Rafael Vallsferri (Spa) a 08'41"
20. Damiano Caruso (Ita) a 08'43".
Dopo le fatiche del giorno prima i big non battagliano, va via la fuga degli uomini fuori classifica. Giusto, sbagliato? Premesso che non è generoso pretendere troppo, a patto ovviamente di averne non sarebbe stata una follia provare qualcosa per chi deve inseguire. Detto così, il 'via libera per la fuga' è decisamente esemplificativo. In realtà la fase iniziale di gara è una sorta di prova su pista rovesciata sull'asfalto, una americana con tutti che attaccano per arrivare al giro di vantaggio. La prima ora di corsa se ne va a 53 all'ora, per arrivare a un drappello di una ventina di uomini ci vogliono una settantina di km.
Sul visto per l'azione, il timbro di 20 squadre: mancano l'Astana, Lotto e Lampre. La prima custodisce con cura la maglia rosa di Vicenzo Nibali (a proposito, difesa serena), le altre restano semplicemente fregate. Probabili ritorsioni dei team manager? Non sarebbe una sorpresa vederle in testa a tirare in maniera solo apparentemente inspiegabile nelle prossime tappe. C'è invece Bonnafond della Ag2R: una risposta caratteriale del team francese dopo il primo caso di doping, che ha riguardato il peraltro staccatissimo Georges. Ha preso un vasodilatatore, secondo la spiegazione ufficiale è malato: insomma, le solite cose da doping, diciamo o proviamo a dire da vecchio ciclismo con qualche incursione in quello attuale.
Rieccoci alla fuga. Venti persone non vanno d'accordo, basta pensare a una qualunque assemblea condominiale. Tra i fuoriusciti c'è Petrov, vincitore tre anni fa della tappa bidone verso L'Aquila (per poco non decise il Giro), Pirazzi e Jackson Rodriguez (duellano per il punti della montagna), lo spagnolo Cobo, tornato medio anatroccolo, brutto ci è sembrato eccessivo, dopo aver vinto una Vuelta difficilissima. Ma sono altri quelli che incidono. Il tedesco Gretsch è quello che rompe gli indugi con un'azione lungo la prima lunga discesa. Danilo Di Luca, l'irrequieto, è quello che dà la scossa per cucire un margine che si va facendo pericolosamente ampio. Oss e Navardauskas, quelli che hanno la gamba per riprendere il fuggitivo. Trio che diventa ben presto coppia, poi cede anche Oss e parte l'assolo a circa cinque km dall'arrivo. Ride Navardauskas e ride anche il compagno di squadra della Garmin, Ryder Hesjedal: anche oggi il canadese ha sofferto molto ma ha stretto i denti. Stavolta è lui a godere di luce riflessa.
ORDINE D'ARRIVO DELLA 11/A TAPPA
1. Ramunas Navardauskas (Lit) in 4h23'14" (+22" abbuono) (media 41,484 km/h)
2. Daniel Oss (Ita) a 01'08" (+12" abbuono)
3. Stefano Pirazzi (Ita) a 02'59" (+8' abbuono)
4. Salvatore Puccio (Ita) a 03'07"
5. Paul Martens (Ger) s.t.
6. Danilo Di Luca (Ita) s.t.
7. Egoi Martinez (Spa) s.t.
8. Serge Pauwlels (Bel) a 03'10"
9. Evgeni Petrov (Rus) a 03'11"
10. Jackson Rodriguez (Ven) a 03'25"
11. Juan Josè Cobo Acebo (Spa) a 03'27" (+4" abbuono)
12. Vladimir Gusev (Rus) a 03'30"
13. Jens Keukeleire (Bel) a 03'36"
14. Frederik Veuchelen (Bel) s.t. (+4" abbuono)
20. Benat E. Intxausti (Spa) a 05'23"
29. Bradley Wiggins (Gbr) a 05'41"
31. Cadel Evans (Aus) s.t.
32. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
36. Rigoberto Uran Uran (Col) s.t.
38. Michele Scarponi (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita) in 43h26'27" (media 40,079 km/h)
2. Cadel Evans (Aus) a 00'41"
3. Rigoberto Uran Uran (Col) a 02'04"
4. Bradley Wiggins (Gbr) a 02'05"
5. Robert Gesink (Ola) a 02'12"
6. Michele Scarponi (Ita) a 02'13"
7. Mauro Santambrogio (Ita) a 02'55"
8. Przenyslaw Niemiec (Pol) a 03'35"
9. Benat Elorriaga Intxausti (Spa) a 04'05"
10. Domenico Pozzovivo (Ita) a 04'17"
11. Rafal Majka (Pol) a 04'21"
12. Luis Sergio Montoya Henao (Col) a 05'06"
13. Tanel Kangert (Est) a 05'08"
14. Carlos Alberto Gomez Betancur (Col) a 05'26"
15. Robert Kiserlovski (Cro) a 05'57"
16. Yury Trofimov (Rus) a 06'08"
17. Franco Pellizotti (Ita) a 06'55"
18. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) a 07'46"
19. Rafael Vallsferri (Spa) a 08'41"
20. Damiano Caruso (Ita) a 08'43".