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Giro d'Italia: nel freddo vince Santambrogio. Ma l'impresa è di Nibali

Senza il Sestriere, ma con la salita finale dello Jafferau, dopo una frazione corsa in condizioni climatiche proibitive la spunta il corridore della Vini Fantini. La maglia rosa segue a ruota e guadagna su Evans e Uran. Cede Scarponi, crolla Gesink di LUIGI PANELLA 
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BARDONECCHIA -  Le nubi cupe e basse che opprimono la salita dello Jafferau sferzate da due colori vivaci. Il giallo di Mauro Santambrogio (Vini Fantini) e il rosa di Vincenzo Nibali. Per il primo una grande vittoria, apice di una stagione fatta di tanti secondi posti, ma anche di una condizione stabilmente alta. Per il siciliano la consapevolezza di essere sempre più leader di questo Giro. Lui se la gode, ma sapientemente non siede sulla poltrone del tiranno. Dà una bella spallata alla classifica promuovendo l'azione decisiva a 3 km dall'arrivo, ed e perfetto anche 'diplomaticamente': lascia di fatto la vittoria a Santambrogio (che capisce e ringrazia) e, cosa che fa sempre comodo, trova una squadra preziosa alleata.

Niente di definitivo ancora, ma il primo faccia a faccia dopo le strategie ridisegnate dalla caduta del baronetto Wiggins, esprime risultati chiari. Evans e Uran non si spezzano ma si piegano, Scarponi cede abbastanza nettamente, l'olandesino Gesink inv…
BARDONECCHIA -  Le nubi cupe e basse che opprimono la salita dello Jafferau sferzate da due colori vivaci. Il giallo di Mauro Santambrogio (Vini Fantini) e il rosa di Vincenzo Nibali. Per il primo una grande vittoria, apice di una stagione fatta di tanti secondi posti, ma anche di una condizione stabilmente alta. Per il siciliano la consapevolezza di essere sempre più leader di questo Giro. Lui se la gode, ma sapientemente non siede sulla poltrone del tiranno. Dà una bella spallata alla classifica promuovendo l'azione decisiva a 3 km dall'arrivo, ed e perfetto anche 'diplomaticamente': lascia di fatto la vittoria a Santambrogio (che capisce e ringrazia) e, cosa che fa sempre comodo, trova una squadra preziosa alleata.

Niente di definitivo ancora, ma il primo faccia a faccia dopo le strategie ridisegnate dalla caduta del baronetto Wiggins, esprime risultati chiari. Evans e Uran non si spezzano ma si piegano, Scarponi cede abbastanza nettamente, l'olandesino Gesink invece esce di scena. Il tutto in una giornata che evoca antico ciclismo. Non si alzano gli elicotteri, non c'è la diretta tv, ci si deve accontentare di qualche inquadratura televisiva pizzicata qua e la dalle telecamera fisse. Vince il ciclismo magico, quello del passaparola tra la gente (sempre numerosa), dell'immaginazione, dell'attesa della sagoma che spunta dal clima infame. Un tempo che consiglia la cancellazione del Sestriere, scelta di indiscutibile buon senso.

In altri tempi forse il programma sarebbe stato confermato, la storia parla di tappe corse in condizioni ben più drammatiche. Ma se è per questo, una volta anche i pugili facevano quindici round quando duellavano per un titolo importante, producendo inoltre battaglie a distanza incredibilmente ravvicinata. Insomma, i tempi cambiano, anche nello sport. Alla giornata resta l'ultima salita, quella dello Jafferau: non sono pendenze assassine (max 14%, comunque non è poco), ma chi vuol cercare la differenza, può farcela anche per altri fattori. Il freddo, che cumulato con quello dei giorni scorsi non è facile da assorbire. L'altitudine, che a volte fa più male dei muri.

In una giornata simile il bollettino non è candido. Enrico Battaglin, che nella pioggia di Serra San Bruno aveva trionfato, stavolta nell'acqua ci rimette tre costole. Alessandro Vanotti, un uomo di Nibali, accusa una sospetta frattura alla clavicola. David Millar, un veterano, lascia il suo 22esimo grande giro in maniera 'indolore', fermandosi al rifornimento. Prima della partenza dicono basta Bennati e l'anima ingombrante di Cavendish nelle volate, Gert Steegmans. Per un uomo di Cav che molla, un altro che va in fuga: Matteo Trentin davanti insieme a Colbrelli (altro uomo veloce), Pietropolli e a quel Luca Paolini che, vincitore e in rosa nel caldo di Marina di Ascea, è ben felice - forse - di indossare quei panni invernali che a lui, uomo amante di Fiandre, si addicono.

Dietro il Team Sky, liberatosi del fardello Wiggins, lavora per un capitano trovato per strada ma in forma e determinato come Rigoberto Uran. Del resto, anche i larghi sorrisi che il colombiano ha esibito dopo il ritiro di Wiggo sono ben più eloquenti delle frasi di circostanza. C'è però poco da ridere sulla salita finale. Il Team Sky prova a ruggire, il gruppo ne esce scremato, Uran... stremato. Parte Nibali, Santambrogio ne tiene la ruota alla grande: nasce una santa alleanza, con spartizione della gloria verso l'arrivo mentre dietro gli altri arrancano. "Con il freddo e la pioggia mi sono trovato sempre bene - spiega Nibali -. Prima mi sono coperto, ma negli negli ultimi km ho alleggerito il mio abbigliamento, per affrontare meglio la salita: gli altri non erano brillantissimi, me ne sono accorto. Uran ha attaccato, ma ho visto che non era un attacco destinato a fare la differenza. A un certo punto, il ds Martinelli mi ha detto che il tratto più duro era dopo i -2 km e ho attaccato. Oggi è andata bene, ma il Giro è ancora lungo"

ORDINE D'ARRIVO DELLA QUATTORDICESIMA TAPPA
1. Mauro Santambrogio (Ita) in 4h42'55" (+20" abbuono) (media 38,173 km/h)
2. Vincenzo Nibali (Ita) s.t. (+12" abbuono)
3. Carlos A. G. Betancur (Col) a 00'09" (+08" abbuono)
4. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) a 00'26"
5. Rigoberto Uran Uran (Col) a 00'30"
6. Cadel Evans (Aus) a 00'33"
7. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t.
8. Robert Kiserlovski (Pol) s.t.
9. Sonny Colbrelli (Ita) a 00'55" (+12" abbuono)
10. Damiano Caruso (Ita) a 00'58"
11. Rafal Majka (Pol) a 00'59"
12. Yury Trofimov (Rus) s.t.
13. Franco Pellizotti (Ita) a 01'04"
14. Diego Rosa (Ita) a 01'08"
15. Przemyslaw Niemiec (Pol) s.t.
16. Fabio Andres A. Duarte (Col) a 01'15"
17. Benat E. Intxausti (Spa) a 01'24"
18. Michele Scarponi (Ita) a 01'28"
19. Luca Paolini (Ita) a 01'41" (+06" abbuono)
20. Luis S. Montoya Henao (Col) a 01'48".
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita) in 57h20'52" (media 40,174 km/h)
2. Cadel Evans (Aus) a 01'26"
3. Rigoberto Uran Uran (Col) a 02'46"
4. Mauro Santambrogio (Ita) a 02'47"
5. Michele Scarponi (Ita) a 03'53"
6. Przemyslaw Niemiec (Pol) a 04'55"
7. Domenico Pozzovivo (Ita) a 05'02"
8. Rafal Majka (Pol) a 05'32"
9. Carlos Alberto Gomez Betancur (Col) a 05'39"
10. Benat Elorriaga Intxausti (Spa) a 05'41"
11. Robert Gesink (Ola) a 06'40"
12. Robert Kiserlovski (Cro) a 06'42"
13. Luis Sergio Montoya Henao (Col) a 07'06"
14. Yury Trofimov (Rus) a 07'19"
15. Tanel Kangert (Est) a 07'36"
16. Franco Pellizotti (Ita) a 08'11"
17. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) a 08'24"
18. Damiano Caruso (Ita) a 09'53"
19. Wilco Kelderman (Ola) a 13'23"
20. Danilo Di Luca (Ita) a 14'29".