Sport

Giro d'Italia. Intxausti colpisce ancora. Nibali resta in rosa, in ritardo Santambrogio

Lo spagnolo, già leader della generale a Pescara, si impone a Ivrea precedendo Kangert e Niemiec. Il siciliano, che arriva con i primi, resta saldamente in testa alla generale
di LUIGI PANELLA

3 minuti di lettura
IVREA - In punta di piedi. Si entra nella settimana decisiva del Giro, gli uomini di classifica lo fanno con circospezione, attenti nel controllarsi senza rischiare più di tanto. Troppo importante la serie di tre tappe, che culminerà sabato alle Tre Cime di Lavaredo, per correre rischi. Nonostante ciò, non manca chi ci rimette. Santambrogio perde oltre 2' e insieme a questi buone chance di podio. Dietro anche Pozzovivo, impantanato nel suo Giro discreto ma senza acuti, lascia secondi preziosi. Gli altri tutti insieme, da Nibali a Evans. Esula dal discorso Benat Intxausti, lui che il suo Giro lo ha già vinto: un giorno in rosa a Pescara, ora la vittoria a Ivrea, più di così... A Nibali, che resta saldamente in rosa, stanno bene lo spagnolo e il podio: l'estone Kangert e Niemiec (accidenti questi polacchi) tolgono di mezzo anche i secondi di abbuono a qualche nemico.
 
Tappa che presenta un fattore sorpresa. Si sapeva che sarebbe arrivata una fuga, più difficile prevedere che nei primi posti ci sarebbero stati tanti uomini di classifica. L'arrivederci alla 'Douce France', con la rivisitazione del Moncenisio, sembrava dar luogo ad uno di quei giorni che una immaginazione mediamente fervida basta a descrivere in anticipo. I pronostici sono per un bel drappello di comprimari e infatti, tra primi km e Mocenisio, vanno avanti in ventidue. Qualche motivo, tralasciando l'elenco. Ci sono i soliti scalatori colombiani, un clan di abruzzesi (Rabottini e Di Luca), l'immancabile Pirazzi e quella maglia azzurra di leader della montagna con la quale ipotizziamo l'uomo di Fiuggi pure a letto. Si infila Navardauskas, capitano autoproclamato della Garmin dopo il successo al Vajont e l'approdo sul divano di casa di Hesjedal. Ci sono poi un paio della Androni, Jackson Rodriguez e Sella: non un caso, tra le statistiche più particolari c'è quella che vuole la squadra di Gianni Savio in fuga per oltre 1000 km in questo Giro. Significa riprese tv, sponsor contenti, quattrini.

L'azione non ha però vita facile. Davanti c'è infatti Damiano Caruso: nessun problema per Nibali (10' sono tanti), qualcuno per altre squadre che hanno paura di perdere una posizione e lavorano per non non far ampliare il margine. In pratica, il governo della carovana, che i suoi ministri ce li ha già, studia la nomina dei sottosegretari: sinceramente non il massimo dell'interesse.  La nomina del sottosegretario Caruso (che poi scivolerà indietrissimo) rimescola di fatto le carte. Occasione giusta per levarsi di torno i velocisti è la salita di Andrate: è lunga oltre 6 km, abbastanza tosta. Tre vanno più forte: Navardauskas, Herrada e un cognome dalla traduzione po' sinistra, Verdugo (il boia). Ma niente da fare neanche per loro. Gli piombano addosso quelli di classifica tranne Santambrogio.

Betancur ci fa capire perchè ancora non ha vinto una tappa e in generale ha vinto poco rispetto all'impegno: scatto a pieno regime in salita, ma dalla vetta manca tanto all'arrivo, poco tempista. Nibali dà una dimostrazione ulteriore della sua leadership allungando in discesa e replicando ad una sparata di Scarponi quando la squadra sale. Nella picchiata verso Ivrea, più che altro è un'azione dimostrativa: meglio disegnare personalmente le curve senza rischiare, mentre Evans prova a fare la sua ombra. Mercoledì una frazione ancora simile a questa, quindi la cronoscalata di Polsa: è il primo punto X, dai distacchi di quel giorno ne deriveranno le strategie in alta montagna. Cose che non riguardano Taylor Phinney: lo statunitense, parentesi rosa lo scorso anno, ha abbandonato il Giro. A proposito di addii rosa, doveroso sottolineare che lascia l'attività Denis Menchov: il discusso russo vinse il Giro 4 anni fa, doveva essere anche a questo prima che i problemi ad un ginocchio lo fermassero, ma definitivamente.

ORDINE D'ARRIVO SEDICESIMA TAPPA
1. Benat E. Intxausti (Spa) in 5h52'48" (+20" abbuono) (media 40,646 km/h)
2. Tanel Kangert (Est) s.t. (+12" abbuono)
3. Przemyslaw Niemiec (Pol) s.t. (+08" abbuono)
4. Ramunas Navardauskas (Lit) a 00'14"
5. Cadel Evans (Aus) s.t.
6. Franco Pellizotti (Ita) s.t.
7. Michele Scarponi (Ita) s.t.
8. Rafal Majka (Pol) s.t.
9. Josè Lopez Herrada (Spa) s.t.
10. Carlos A. G. Betancur (Col) s.t.
11. Rigoberto Uran Uran (Col) s.t.
12. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
13. Samuel Gonzalez Sanchez (Spa) s.t.
14. Stefano Pirazzi (Ita) s.t. (+02" abbuono)
15. Fabio Aru (Ita) s.t.
16. Fabio Andres A. Duarte (Col) a 00'20"
17. Robert Gesink (Ola) a 00'23"
18. Francesco M. Bongiorno (Ita) a 01'51"
19. Hubert Dupont (Fra) s.t.
29. Mauro Santambrogio (Ita) a 02'24".
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (Ita, Astana) in 67h55'36"
2. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 1'26"
3. Rigoberto Uran (Col, Sky) a 2'46"
4. Michele Scarponi (Ita) a 3'53"
5. Przemyslaw Niemiec (Pol) a 4'13"
6. Mauro Santambrogio (Ita) a 4'57"
7. Carlos A. Betancur Gomez (Col) a 5'15"
8. Rafael Majka (Pol) a 5'20"
9. Benat Intxausti Elorriaga (Esp) a 5'47"
10. Domenico Pozzovivo (Ita) a 7'34"
11. Tanel Kangert (Est) a 7'43"
12. Robert Gesink (Ned) a 7'47"
13. Franco Pellizotti (Ita) a 8'15"
14. Robert Kiserlovski (Cro) a 8'19"
15. Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) a 8'36"
16. Yury Trofimov (Rus) a 9'02"
17. Sergio Luis Henao Montoya (Col) a 10'26"
18. Wilco Kelderman (Ned) a 15'04"
19. Evgeni Petrov (Rus) a 18'26"
24. Damiano Caruso (Ita) a 27'00"


 
I commenti dei lettori