POLSA - Stelvio e Gavia non si faranno, il meteo non perdona. Restano sabato le Tre Cime di Lavaredo - forse -, ma ormai sembrano dettagli per Vincenzo Nibali. Il siciliano fa il salto di qualità probabilmente definitivo: passa da sapiente gestore a dominatore del Giro. Nella cronoscalata non c'è spazio per i bluff, chi più ha, più spinge. Il barile delle energie della maglia rosa è ancora bello pieno: lo dimostra l'azione spettacolosa dal primo all'ultimo dei ventimilaseicento metri che separano Mori a Polsa. Stravince Vincenzo Nibali, al punto tale da rischiare di riprendere il rivale numero uno, quel Cadel Evans partito tre minuti prima. Il tutto nonostante la pioggia si dimostri poco democratica: risparmia chi parte prima (tra questi un altro siciliano, Damiano Caruso, terzo, e Samuel Sanchez, secondo) flagella gli ultimi km dei meglio piazzati in classifica. Dunque Nibali dominatore (non tiranno, perchè è un tipo simpatico), gli altri devono accontentarsi delle briciole. Nel ciclismo non si sa mai, ma da qui fino a Brescia i vari Evans, Uran, Scarponi ecc. si giocheranno un podio comunque di prestigio. "Ero determinato, concentrato su quello che volevo fare. Ho sempre cercato di tenere alto il ritmo. Volevo lasciare il segno, sapevo che qui dovevo fare una grande crono anche prima del Giro", spiega la maglia rosa.
Il percorso non è a dire il vero dei più duri, lo testimoniano i 27 e passa di media. C'è la partenza al Velodromo, sempre fascinosa tra flash in bianco e nero e suggestioni da Roubaix, ma la salita inizia dopo un km e mezzo. Considerando anche un falso piano che precede l'assalto finale (punta del 10%), i km di salita purissima si riducono a 13. Ma pur sempre cronoscalata è, rispetto alle prove convenzionali contro il tempo la differenza è notevole. La prova è nei dati: le ultime quattro crono in salita al Giro, tra Plan de Corones e Nevegal (qui il miglior fu Contador, poi squalificato) le hanno vinte Pellizotti, Scarponi e, due volte, Nibali. E l'Italia, senza dover andare a riavvolgere il nastro del mitico Gran Prix des Nations, da parecchi anni non è più un paese per cronoman...
Considerando la rilevanza decisamente relativa sulla classifica generale, possiamo ironizzare senza angosce sul distratto Pirazzi. Il leader della montagna, finora eccitato alla sola vista di un cavalcavia, stavolta ignora la puntualità e prende il via con cinque minuti di ritardo. Ovviamente non scusati e pesante fardello nel tempo finale. "C'è stato un malinteso nell'orario, sono partito nel panico e senza il dovuto riscaldamento. Avevo paura di andare fuori tempo massimo. A conti fatti è andata bene così". Va be, capita, l'ormai popolare corridore di Fiuggi nella casistica è in buona compagnia: Pedro Delgado mandò all'aria il Tour de France dell'89 presentandosi scomposto e affannato con 2'40'' di ritardo al prologo. Una concessione che quei marpioni di Lemond e Fignon misero a frutto per non essere più recuperati.
Il dettaglio tecnico della tappa è riassumibile in rapida sintesi. Nibali esce dal velodromo come una scheggia. Non gestisce, aggredisce, vuole quell'impresa che rappresenti la foto del suo Giro. Non si cura di spalmare lungo il percorso la sua condizione, va a tutta e basta. Chi prova a fare lo stesso - vedere l'avvio rabbioso di Michele Scarponi -, pur facendo complessivamente una bella prova, cede nel finale. Il marchigiano a metà gara è lì lì per spodestare Uran dal podio, poi il colombiano esce alla grande e limita i danni in una manciata di secondi. Scarponi può consolarsi dall'aver messo nel mirino un Cadel Evans apparso stanco: in pratica, per il podio tutto da giocare. Per chiudere, un cenno alla lotta per la maglia bianca di miglior giovane. Per pochi secondi Majka lascia dietro il colombiano Betancur. Il polacco è ben messo anche nella generale: quinto, dietro al connazionale Niemiec. I polacchi non si affacciavano alla ribalta dai tempi e Lang e Piasecki, quest'ultimo fu anche maglia gialla. Dalla Sicilia alla Polonia, è un Giro sempre più ad ampio respiro.
"Oggi ero tranquillo, ho riposato prima della gara, fatto riscaldamento senza stress, avevo la testa libera, quando uno è in condizione può fare qualsiasi cosa". Rivisita la sua prova a mente fredda Nibali, pensando anche a quello che sarebbe statao in una giornata del genere il rivale più pericoloso: "Wiggins un po' manca, forse avrebbe messo maggiore pressione su questo Giro, ma sappiamo quanto è difficile, quante intemperie ci sono, se ha abbandonato l'avrà fatto per un valido motivo, in ogni caso avevo un buon margine di vantaggio nelle prime tappe, qui ci saremmo probabilmente giocati le ultime chance. Quando c'è pioggia e freddo cambia tutto, al Tour l'anno scorso non ha mai piovuto ad eccezione di una tappa". A proposito di Tour..."Ora cerchiamo di finire questo Giro bene, poi si vedrà ma al momento nella mia testa non c'è il Tour, e non dimentichiamo che a settembre c'è il Mondiale a Firenze".
ORDINE D'ARRIVO
1. Vincenzo Nibali (ITA/AST) 20,6 km in 44:29. (media: 27,785 km/h)
2. Samuel Sanchez (ESP/EUS) a 0:58.
3. Damiano Caruso (ITA/CAN) 1:20.
4. Michele Scarponi (ITA/LAM) 1:21.
5. Rafal Majka (POL/SAX) 1:25.
6. Rigoberto Uran (COL/SKY) 1:26.
7. Carlos Betancour (COL/ALM) 1:32.
8. Stef Clement (NED/BLA) 1:36.
9. Dario Cataldo (ITA/SKY) 1:41.
10. Danilo Di Luca (ITA/VIN) 1:52.
11. Evgueni Petrov (RUS/SAX) 1:54.
12. Przemyslaw Niemiec (POL/LAM) 1:56.
13. Fabio Duarte (COL/COL) 1:59.
14. Wilco Kelderman (NED/BLA) 1:59.
15. Domenico Pozzovivo (ITA/ALM) 2:11.
16. Franco Pellizotti (ITA/AND) 2:12.
17. Ben Gastauer (LUX/ALM) 2:14.
18. Francis Mourey (FRA/FDJ) 2:15.
19. José Herrada (ESP/MOV) 2:16.
20. Tom Danielson (USA/GRM) 2:21.
24. Mauro Santambrogio (ITA/FAR) 2:33.
25. Cadel Evans (AUS/BMC) 2:36.
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (ITA/AST) 73h55:58.
2. Cadel Evans (AUS/BMC) a 4:02.
3. Rigoberto Uran (COL/SKY) 4:12.
4. Michele Scarponi (ITA/LAM) 5:14.
5. Przemyslaw Niemiec (POL/LAM) 6:09.
6. Rafal Majka (POL/SAX) 6:45.
7. Carlos Betancur (COL/ALM) 6:47.
8. Mauro Santambrogio (ITA/VIN) 7:30.
9. Benat Intxausti (ESP/MOV) 8:36.
10. Samuel Sanchez (ESP/EUS) 9:34.
11. Domenico Pozzovivo (ITA/ALM) 9:45.
12. Robert Gesink (NED/BLA) 10:19.
13. Franco Pellizotti (ITA/AND) 10:27.
14. Tanel Kangert (EST/AST) 11:02.
15. Yury Trofimov (RUS/KAT) 11:24.
16. Robert Kiserlovski (CRO/RSH) 12:05.
17. Sergio Henao (COL/SKY) 15:24.
18. Wilco Kelderman (NED/BLA) 17:03.
19. Evgueni Petrov (RUS/SAX) 20:20.
20. Darwin Atapuma (COL/COL) 25:58.
Il percorso non è a dire il vero dei più duri, lo testimoniano i 27 e passa di media. C'è la partenza al Velodromo, sempre fascinosa tra flash in bianco e nero e suggestioni da Roubaix, ma la salita inizia dopo un km e mezzo. Considerando anche un falso piano che precede l'assalto finale (punta del 10%), i km di salita purissima si riducono a 13. Ma pur sempre cronoscalata è, rispetto alle prove convenzionali contro il tempo la differenza è notevole. La prova è nei dati: le ultime quattro crono in salita al Giro, tra Plan de Corones e Nevegal (qui il miglior fu Contador, poi squalificato) le hanno vinte Pellizotti, Scarponi e, due volte, Nibali. E l'Italia, senza dover andare a riavvolgere il nastro del mitico Gran Prix des Nations, da parecchi anni non è più un paese per cronoman...
Considerando la rilevanza decisamente relativa sulla classifica generale, possiamo ironizzare senza angosce sul distratto Pirazzi. Il leader della montagna, finora eccitato alla sola vista di un cavalcavia, stavolta ignora la puntualità e prende il via con cinque minuti di ritardo. Ovviamente non scusati e pesante fardello nel tempo finale. "C'è stato un malinteso nell'orario, sono partito nel panico e senza il dovuto riscaldamento. Avevo paura di andare fuori tempo massimo. A conti fatti è andata bene così". Va be, capita, l'ormai popolare corridore di Fiuggi nella casistica è in buona compagnia: Pedro Delgado mandò all'aria il Tour de France dell'89 presentandosi scomposto e affannato con 2'40'' di ritardo al prologo. Una concessione che quei marpioni di Lemond e Fignon misero a frutto per non essere più recuperati.
Il dettaglio tecnico della tappa è riassumibile in rapida sintesi. Nibali esce dal velodromo come una scheggia. Non gestisce, aggredisce, vuole quell'impresa che rappresenti la foto del suo Giro. Non si cura di spalmare lungo il percorso la sua condizione, va a tutta e basta. Chi prova a fare lo stesso - vedere l'avvio rabbioso di Michele Scarponi -, pur facendo complessivamente una bella prova, cede nel finale. Il marchigiano a metà gara è lì lì per spodestare Uran dal podio, poi il colombiano esce alla grande e limita i danni in una manciata di secondi. Scarponi può consolarsi dall'aver messo nel mirino un Cadel Evans apparso stanco: in pratica, per il podio tutto da giocare. Per chiudere, un cenno alla lotta per la maglia bianca di miglior giovane. Per pochi secondi Majka lascia dietro il colombiano Betancur. Il polacco è ben messo anche nella generale: quinto, dietro al connazionale Niemiec. I polacchi non si affacciavano alla ribalta dai tempi e Lang e Piasecki, quest'ultimo fu anche maglia gialla. Dalla Sicilia alla Polonia, è un Giro sempre più ad ampio respiro.
"Oggi ero tranquillo, ho riposato prima della gara, fatto riscaldamento senza stress, avevo la testa libera, quando uno è in condizione può fare qualsiasi cosa". Rivisita la sua prova a mente fredda Nibali, pensando anche a quello che sarebbe statao in una giornata del genere il rivale più pericoloso: "Wiggins un po' manca, forse avrebbe messo maggiore pressione su questo Giro, ma sappiamo quanto è difficile, quante intemperie ci sono, se ha abbandonato l'avrà fatto per un valido motivo, in ogni caso avevo un buon margine di vantaggio nelle prime tappe, qui ci saremmo probabilmente giocati le ultime chance. Quando c'è pioggia e freddo cambia tutto, al Tour l'anno scorso non ha mai piovuto ad eccezione di una tappa". A proposito di Tour..."Ora cerchiamo di finire questo Giro bene, poi si vedrà ma al momento nella mia testa non c'è il Tour, e non dimentichiamo che a settembre c'è il Mondiale a Firenze".
ORDINE D'ARRIVO
1. Vincenzo Nibali (ITA/AST) 20,6 km in 44:29. (media: 27,785 km/h)
2. Samuel Sanchez (ESP/EUS) a 0:58.
3. Damiano Caruso (ITA/CAN) 1:20.
4. Michele Scarponi (ITA/LAM) 1:21.
5. Rafal Majka (POL/SAX) 1:25.
6. Rigoberto Uran (COL/SKY) 1:26.
7. Carlos Betancour (COL/ALM) 1:32.
8. Stef Clement (NED/BLA) 1:36.
9. Dario Cataldo (ITA/SKY) 1:41.
10. Danilo Di Luca (ITA/VIN) 1:52.
11. Evgueni Petrov (RUS/SAX) 1:54.
12. Przemyslaw Niemiec (POL/LAM) 1:56.
13. Fabio Duarte (COL/COL) 1:59.
14. Wilco Kelderman (NED/BLA) 1:59.
15. Domenico Pozzovivo (ITA/ALM) 2:11.
16. Franco Pellizotti (ITA/AND) 2:12.
17. Ben Gastauer (LUX/ALM) 2:14.
18. Francis Mourey (FRA/FDJ) 2:15.
19. José Herrada (ESP/MOV) 2:16.
20. Tom Danielson (USA/GRM) 2:21.
24. Mauro Santambrogio (ITA/FAR) 2:33.
25. Cadel Evans (AUS/BMC) 2:36.
CLASSIFICA GENERALE
1. Vincenzo Nibali (ITA/AST) 73h55:58.
2. Cadel Evans (AUS/BMC) a 4:02.
3. Rigoberto Uran (COL/SKY) 4:12.
4. Michele Scarponi (ITA/LAM) 5:14.
5. Przemyslaw Niemiec (POL/LAM) 6:09.
6. Rafal Majka (POL/SAX) 6:45.
7. Carlos Betancur (COL/ALM) 6:47.
8. Mauro Santambrogio (ITA/VIN) 7:30.
9. Benat Intxausti (ESP/MOV) 8:36.
10. Samuel Sanchez (ESP/EUS) 9:34.
11. Domenico Pozzovivo (ITA/ALM) 9:45.
12. Robert Gesink (NED/BLA) 10:19.
13. Franco Pellizotti (ITA/AND) 10:27.
14. Tanel Kangert (EST/AST) 11:02.
15. Yury Trofimov (RUS/KAT) 11:24.
16. Robert Kiserlovski (CRO/RSH) 12:05.
17. Sergio Henao (COL/SKY) 15:24.
18. Wilco Kelderman (NED/BLA) 17:03.
19. Evgueni Petrov (RUS/SAX) 20:20.
20. Darwin Atapuma (COL/COL) 25:58.