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Giro d'Italia, Nibali fa festa a Brescia. Cavendish, arriva il pokerissimo

Passerella finale per il siciliano, che ha vinto da dominatore la edizione numero 96 della corsa rosa: "Ho coronato il sogno di una vita". Sprint finale ancora appannaggio del velocista britannico, che conquista la quinta vittoria e con essa la maglia rossa di leader a punti
di LUIGI PANELLA

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BRESCIA - I due uomini che salvarono il Giro d'Italia. La maglia rosa Vincenzo Nibali, il dominatore: sposta la geografia del ciclismo italiano a sud, in maniera drastica. E' infatti il primo siciliano a vincere. Mark Cavendish, un vero fuoriclasse delle volate: ne vince 5, in pratica tutte, l'ultima nella passerella di Brescia. Mai maglia rossa di leader a punti fu più meritata, non solo per gli sprint, ma per la stoica resistenza nelle salite, nemiche giurate. Con le loro imprese, così diverse ma così comuni nel fascino, i due danno un senso compiuto ad un Giro travagliato, amputato dal maltempo e da qualche scelta opinabile, partito con l'etichetta di un dualismo di ferro e finito con un monologo della maglia rosa. 'Colpa' di Bradley Wiggins, classe indiscussa ma anche fastidiosa spocchia. Il baronetto ha chiaramente sottovalutato la corsa, e ben presto si è ritrovato inzuppato, ammalato e impaurito appena c'era una curva in discesa: un pratica, ha fatto una brutta figura.

Nibali non ha quindi dovuto duellare, solo gestire le velleità di colombiani di belle speranze (Uran e Betancur), di gladiatori attempati come Evans e Scarponi e di un paio di polacchi ancora tutti da scoprire come Niemiec e Majka. Ma se sono mancati grandi avversari, Nibali non c'entra nulla: lui, più che non sbagliare mai, dominare una cronoscalata, emozionare nella tormenta delle Tre Cime di Lavaredo, proprio non poteva fare. Tutto svolto alla perfezione, ben prima della corsa rosa: la Tirreno-Adriatico, poi Giro del Trentino, corse e vinte da leader. E riavvolgendo il nastro della memoria, Nibali vincitore del Giro parte ancora più da lontano. Vince anche perchè non ha mai fatto il passo più lungo della gamba, ragazzo umile che ad esempio, tre anni fa, pur avendo energie da vendere (la Vuelta vinta pochi mesi dopo lo conferma), mostrò lealtà assoluta verso capitan Basso nella tappa decisiva verso Aprica.

"Ho coronato il sogno di tutta una vita. Forse neanche io riesco ancora a realizzare quanto è successo - spiega un emozionato Nibali - Oggi è stata veramente un'emozione unica, un bagno di folla per 200 chilometri, tutto emozionante, indescrivibile. Nella prima parte siamo andati molto tranquilli, abbiamo brindato e festeggiato, abbiamo visto anche gente che dall'autostrada ci fotografava". Una dedica alla moglie Rachele e ai genitori ("Sono tutti qui ed è molto commovente"), quindi anche al nonno e alla sorella, che hanno seguito la tappa da Messina ("Li ho sentiti, non sono potuti venire tutti, la distanza c'è..."). Futuro? Ora ci godiamo la premiazione e nient'altro".

Non solo Nibali e Cavendish comunque. E' il Giro della rinascita di Giovanni Visconti, che sconfigge il buio agonistico che lo attanagliava con due splendidi successi, e quello del saluto di Stefano Garzelli, che chiude in bellezza  a 39 anni con una passerella applaudita dalla gente di Brescia. Guardare il varesino congedarsi in un modo così bello aumenta la rabbia per il caso Di Luca: il suo reiterato doping è la macchia, brutta, indelebile. Da quello che rappresenta ormai il passato, proiettiamo il futuro, con due giovani molto convincenti: per le corse a tappe, il sardo Fabio Aru è maturo oltre i suoi 22 anni. Inoltre potremmo aver trovato anche un uomo da classica come Enrico Battaglin.

A proposito di classiche, ne avrà le caratteristiche il prossimo Mondiale in Toscana. Se Vincenzo Nibali vorrà esserci, preparerà presumibilmente l'appuntamento alla Vuelta. Che significa? Verrebbe rispettato il programma che non prevede la sua partecipazione al Tour. Ed allora rilanciamo una idea già esposta nei giorni scorsi, consigliando Nibali di provare la Grande Boucle. Quest'anno sarà la edizione numero 100 della vetrina del mondo, e come tale i migliori dovrebbero esserci tutti. Conviene puntare a spada tratta sul Mondiale? Magari lo vinciamo, ma sarebbe presuntuoso ignorare che nelle corse di un giorno (intendiamo le classiche monumento) la vittoria all'Italia manca da cinque anni.

Cenni sull'ultima tappa, che più passerella non si può fino al circuito di Brescia. Qui Cavendish si riprende la maglia rossa (anche questa era di Nibali) con un paio di volate intermedie, poi organizza quella vera. Gli rimangono due uomini, manca più di un km, lui lascia l'iniziativa alla Cannondale, che lavora per Viviani, e si inserisce in quel treno, mentre Modolo a sua volta ne punta la ruota. Strategie anti-Cav, tutte inutili: lui esce a centro strada vincendo in scioltezza. "Sono molto felice, la squadra ha fatto un lavoro incredibile. Questo gruppo è pieno di gentleman, poi il finale non è facile. Modolo ha fatto uno sprint incredibile, ci ha provato, ma sono contento". Per chiudere, ricapitoliamo le maglie. Di rosa e rossa abbiamo detto. La bianca di miglior giovane va a Carlos Betancur, quella azzurra di leader della montagna a Stefano Pirazzi. Una volta il traguardo era appannaggio di gente come Fuente e van Impe: mica male per il generoso corridore di Fiuggi.

ORDINE D'ARRIVO DELLA 21A TAPPA
1. Mark Cavendish (Gbr, Omega) in 5h30'09"
2. Sacha Modolo (Ita, Bar) s.t.
3. Elia Viviani (Ita, Can) s.t.
4. Giacomo Nizzolo (Ita) s.t.
5. Luka Mezgec (Slo) s.t.
6. Roberto Ferrari (Ita) s.t.
7. Kenny Dehaes (Bel) s.t.
8. Manuel Belletti (Ita) s.t.
9. Giovanni Visconti (Ita) s.t.
10. Luca Paolini (Ita) s.t.
27. Michele Scarponi (Ita) s.t.
28. Mauro Santambrogio (Ita) s.t.
29. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t.
31. Cadel Evans (Aus) s.t.
41. Carlos Betancur (Col) s.t.
45. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE FINALE
1. Vincenzo Nibali (Ita, Astana) in 84h53'28"
2. Rigoberto Uran (Col, Sky) a 4'43"
3. Cadel Evans (Aus, Bmc) a 5'52"
4. Michele Scarponi (Ita) a 6'48"
5. Carlos A. Betancur Gomez (Col) a 7'28"
6. Przemyslaw Niemiec (Pol) a 7'43"
7. Rafael Majka (Pol) a 8'09"
8. Benat Intxausti Elorriaga (Esp) a 10'26"
9. Mauro Santambrogio (Ita) a 10'32"
10. Domenico Pozzovivo (Ita) a 10'59"
11. Franco Pellizotti (Ita) a 11'35"
12. Samuel Sanchez Gonzalez (Esp) a 12'13"
13. Yury Trofimov (Rus) a 12'55"
14. Tanel Kangert (Est) a 12'57"
15. Robert Kiserlovski (Cro) a 14'27"
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