ROMA - Il lungo inseguimento di Elia Viviani verso il successo 2013, ha avuto soddisfazione in quel di Oyonnax, sede d'arrivo della seconda tappa del Giro del Delfinato. Il veneto primeggia nel classico percorso adatto a passisti velocisti o a velocisti dalla condizione tale da tenere salite di media difficoltà. Per farlo, fa fruttare la notevole condizione emersa al Giro d'Italia, dove pur non riuscendo a cogliere la vittoria, regolamente battuto da quel fenomeno di Mark Cavendish (assente alla corsa francese), ha comunque chiuso tre settimane difficili arrivando a giocarsela fino a Brescia. "Finalmente, dopo tanti piazzamenti ci voleva proprio, per me e la squadra - commenta Viviani -. Esco bene da un Giro in cui ho fatto due volte secondo dietro Cav, ma la condizione è alta ed in salita tengo meglio di naltri velocisti. Nella volata ho preso la ruota di Meersman e la scelta si è rivelata giusta, quindi sono uscito ai 150 metri e ho vinto nettamente".
Per Viviani successo bello e meritato, perchè se Cavendish non c'è, al Delfinato non mancano 'brutti' clienti. Uno di questi, proprio Gianni Meersman: il belga, perfetto per volate a ranghi non foltissimi (da segnalare, tra l'altro, due guizzi vincenti al Giro di Romandia), sente la vittoria alla portata. Lo dice il comportamento negli ultimi km della sua squadra, l'Omega, che prepara la volata da squadra di riferimento. Tutto secondo copione, compresa l'uscita di Meersman, che parte alla transenne e prende il comando delle operazioni. Nessuno tiene, tranne Viviani, che prende la tuota del belga per passarlo con notevole disinvoltura.
Altri velocisti, su tutti Nacer Bouhanni, pagano le troppe salite previste lungo i 191 km del percorso. Ce ne sono cinque, ed all'irrequieto francese risulta fatale l'ultima, il col du Sentier, (2,7 km al 7,6 % di pendenza media). In precedenza era andata via una fuga di quattro uomini: Gérard, Molard (l'ultimo a mollare), Damuseau (interessanto ai punti per la montagna) e Mendes. Niente da fare per i battistrada, così come per l'estone Taaramae, che cerca di sorprendere tutti sull'ultima salita. Omega e Cannondale non concedono nulla, tese verso uno sprint nel quale Viviani rompe l'incantesimo. Per chiudere, un cenno alla classifica generale: comanda sempre il canadese David Veilleux, vincitore della tappa di apertura, che controlla mantenendo la leadership. Nessun problema per i grandi favoriti, Froome, Contador e Rodriguez, giunti appaiati.
ORDINE D'ARRIVO DELLA SECONDA TAPPA
1. Elia Viviani (ITA/CAN) 191 km in 4h39:15. (media: 41,038 km/h)
2. Gianni Meersman (BEL/OPQ) 0:00.
3. Tony Gallopin (FRA/RSH) 0:00.
4. Reinardt Janse Van Rensburg (RSA/ARG) 0:00.
5. Anthony Geslin (FRA/FDJ) 0:00.
6. Armindo Fonseca (FRA/BSC) 0:00.
7. Bram Tankink (NED/BLA) 0:00.
8. Warren Barguil (FRA/ARG) 0:00.
9. Juan Antonio Flecha (ESP/VAC) 0:00.
10. Wesley Sulzberger (AUS/ORI) 0:00.
CLASSIFICA GENERALE
1. David Veilleux (CAN/EUC) 7h56:50.
2. Gianni Meersman (BEL/OPQ) a 1:56.
3. Tony Gallopin (FRA/RSH) 1:57.
4. Warren Barguil (FRA/ARG) 1:57.
5. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 1:57.
6. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 1:57.
7. Chris Froome (GBR/SKY) 1:57.
8. Richie Porte (AUS/SKY) 1:57.
9. Angel Madrazo (ESP/MOV) 1:57.
10. Geraint Thomas (GBR/SKY) 1:57.
11. Jürgen Van den Broeck (BEL/LTB) 1:57.
14. Alberto Contador (ESP/SAX) 1:57.
18. Samuel Sanchez (ESP/EUS) 1:57.
27. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 1:57.
31. Sylvain Chavanel (FRA/OPQ) 1:57.
Per Viviani successo bello e meritato, perchè se Cavendish non c'è, al Delfinato non mancano 'brutti' clienti. Uno di questi, proprio Gianni Meersman: il belga, perfetto per volate a ranghi non foltissimi (da segnalare, tra l'altro, due guizzi vincenti al Giro di Romandia), sente la vittoria alla portata. Lo dice il comportamento negli ultimi km della sua squadra, l'Omega, che prepara la volata da squadra di riferimento. Tutto secondo copione, compresa l'uscita di Meersman, che parte alla transenne e prende il comando delle operazioni. Nessuno tiene, tranne Viviani, che prende la tuota del belga per passarlo con notevole disinvoltura.
Altri velocisti, su tutti Nacer Bouhanni, pagano le troppe salite previste lungo i 191 km del percorso. Ce ne sono cinque, ed all'irrequieto francese risulta fatale l'ultima, il col du Sentier, (2,7 km al 7,6 % di pendenza media). In precedenza era andata via una fuga di quattro uomini: Gérard, Molard (l'ultimo a mollare), Damuseau (interessanto ai punti per la montagna) e Mendes. Niente da fare per i battistrada, così come per l'estone Taaramae, che cerca di sorprendere tutti sull'ultima salita. Omega e Cannondale non concedono nulla, tese verso uno sprint nel quale Viviani rompe l'incantesimo. Per chiudere, un cenno alla classifica generale: comanda sempre il canadese David Veilleux, vincitore della tappa di apertura, che controlla mantenendo la leadership. Nessun problema per i grandi favoriti, Froome, Contador e Rodriguez, giunti appaiati.
ORDINE D'ARRIVO DELLA SECONDA TAPPA
1. Elia Viviani (ITA/CAN) 191 km in 4h39:15. (media: 41,038 km/h)
2. Gianni Meersman (BEL/OPQ) 0:00.
3. Tony Gallopin (FRA/RSH) 0:00.
4. Reinardt Janse Van Rensburg (RSA/ARG) 0:00.
5. Anthony Geslin (FRA/FDJ) 0:00.
6. Armindo Fonseca (FRA/BSC) 0:00.
7. Bram Tankink (NED/BLA) 0:00.
8. Warren Barguil (FRA/ARG) 0:00.
9. Juan Antonio Flecha (ESP/VAC) 0:00.
10. Wesley Sulzberger (AUS/ORI) 0:00.
CLASSIFICA GENERALE
1. David Veilleux (CAN/EUC) 7h56:50.
2. Gianni Meersman (BEL/OPQ) a 1:56.
3. Tony Gallopin (FRA/RSH) 1:57.
4. Warren Barguil (FRA/ARG) 1:57.
5. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 1:57.
6. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 1:57.
7. Chris Froome (GBR/SKY) 1:57.
8. Richie Porte (AUS/SKY) 1:57.
9. Angel Madrazo (ESP/MOV) 1:57.
10. Geraint Thomas (GBR/SKY) 1:57.
11. Jürgen Van den Broeck (BEL/LTB) 1:57.
14. Alberto Contador (ESP/SAX) 1:57.
18. Samuel Sanchez (ESP/EUS) 1:57.
27. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 1:57.
31. Sylvain Chavanel (FRA/OPQ) 1:57.