BASTIA - Da tedesco a tedesco. L'ultimo velocista a conquistare la prima maglia gialla del Tour era stato, nel 1966, un campione del mondo come Rudy Altig. Quarantasette anni dopo tocca ad un suo connazionale, Marcel Kittel, imporsi nel debutto in Corsica, a Bastia e prendere la vetta della classifica generale. Kittel a parte, gli ultimi dei 213 km della prima frazione, sono però un susseguirsi di situazioni: alcune sportivamente drammatiche, altre semplicemente grottesche. Alle prima appartiene la rovinosa caduta che coinvolge, tra gli altri, Alberto Contador. Passi per Cavendish, Greipel e Sagan (coinvolti anche loro, ma in fondo di sprint ce ne saranno altri), meno per il pistolero, strappato nella maglietta e forse anche nell'animo mentre taglia il traguardo dolorante ed in pesante ritardo. La giuria per sua fortuna dà un grosso colpo di spugna. Stesso tempo per 'tout le monde', come dicono i francesi, decisione opinabile: la caduta è avvenuta ai -5 dall'arrivo e la legge della strada deve sempre essere rispettata. Detto ciò, sulla botta presa c'è poco da neutralizzare: vediamo quali saranno gli sviluppi. Grottesco invece è il pullman della Orica, che si incastra goffamente sotto il traguardo: il tutto mentre il gruppo distava pochi km ed arrivava a passi da gigante... Una corsa contro il tempo per liberare la fatidica striscia, una farsa per un evento di tale portata. "In questo momento sto bene - ha spiegato Contador - ma biognerà vedere come mi sentirò domani. La caduta? Un corridore che mi precedeva non ha frenato e mi sono ritrovato a terra...".
Insomma, di tutto e di più in una giornata in cui si mescola l'emozione dei 100 anni con quella della prima in Corsica. L'isola comunque mastica ciclismo da lungo tempo: c'è il Criterium Internazionale di marzo, quest'anno appannaggio del grande favorito per Parigi, Chris Froome. E c'è anche il Giro di Corsica, ormai riservato agli amatori (il primo a vincerla nel 1920, tale Paoli, si chiamava Napoleone) ma con una striscia professionistica blasonata che vide tra i trionfatori anche sua maestà Bernard Hinault. Abbiamo citato Froome, ed allora interpretiamo l'unico segnale arrivato al keniano bianco: non un granchè, alle prese con una scivolata e un problema meccanico quando ancora non era arrivato il km zero. Dettagli comunque se paragonati alla vicenda Contador.
La prima fuga la portano avanti cinque uomini. Una vecchia volpe, più adatto alla primavera del nord che al Tour, come lo spagnolo Flecha. L'olandese Boom, nome buono per le fughe in apertura alla Grande Boucle: ne piazzò una, senza buon fine, verso Rotterdam qualche anno fa. Con loro Lemoine, Cousin e Lobato: quest'ultimo, alla prima partecipazione, fa il colpaccio portandosi a casa la stimatissima maglia a pois di leader degli scalatori. Sforzo tutto sommato minimo, proporzionato alla non certo irresistibile Cote de Sotta.
I battistrada vengono ripresi ad una quarantina di km dall'arrivo. La classica fase snervante, con il gruppo in fila indiana, il terrore di rimanere dietro e fare tripla fatica, l'attenzione dei big a non restare intrappolati in eventuali frazionamenti. Impossibile o quasi però, soprattutto quando la strada stringe, evitare le cadute: il primo nome eccellente ad assaggiare il traguardo è Ryder Hesjedal. L'eccellentissimo è Contador. Cade lui, con quasi tutti i velocisti. Cavendish è dietro, il suo compagno di squadra Terpstra sfrutta la improvvisata libertà per un colpo da finisseur. Non gli riesce, dietro prova anche Trentin (altro uomo di Cav, quinto, "Peccato, ai 150 metri ero primo"), ma il più forte è Kittel, che brucia Kristoff e Danny van Poppel, il più giovane del gruppo. Se il buongiorno si vede dal mattino...
"Non è stato semplice ma è stato molto bello per me. Devo ringraziare tutti, è stato un sogno che si è realizzato", commenta Kittel. "Con la coda dell'occhio ho visto la caduta, ma ho badato a concentrarmi solo sullo sprint. Non ero sicuro su come muovermi, ma quando sono riuscito a trovare spazio ho fatto lo sprint finale".
1/A TAPPA - ORDINE D'ARRIVO
1. Marcel Kittel (GER/ARG) 213,0 km in 4h56:52. (media: 43,0 km/h)
2. Alexander Kristoff (NOR/KAT) a 0:00.
3. Danny van Poppel (NED/VAC) 0:00.
4. David Millar (GBR/GRM) 0:00.
5. Matteo Trentin (ITA/OPQ) 0:00.
6. Samuel Dumoulin (FRA/ALM) 0:00.
7. Greg Henderson (NZL/LTB) 0:00.
8. Jürgen Roelandts (BEL/LTB) 0:00.
9. José Joaquin Rojas (ESP/MOV) 0:00.
10. Kris Boeckmans (BEL/VAC) 0:00.
11. Daryl Impey (RSA/ORI) 0:00.
12. Sep Vanmarcke (BEL/BLA) 0:00.
13. Julien Simon (FRA/SOJ) 0:00.
14. Nicolas Roche (EIR/SAX) 0:00.
15. Simon Gerrans (AUS/ORI) 0:00.
16. Andreï Kashechkin (KAZ/AST) 0:00.
17. Ivan Gutierrez (ESP/MOV) 0:00.
18. Ruben Perez Moreno (ESP/EUS) 0:00.
19. Michael Albasini (SUI/ORI) 0:00.
20. Maarten Wijnants (BEL/BLA) 0:00.
Insomma, di tutto e di più in una giornata in cui si mescola l'emozione dei 100 anni con quella della prima in Corsica. L'isola comunque mastica ciclismo da lungo tempo: c'è il Criterium Internazionale di marzo, quest'anno appannaggio del grande favorito per Parigi, Chris Froome. E c'è anche il Giro di Corsica, ormai riservato agli amatori (il primo a vincerla nel 1920, tale Paoli, si chiamava Napoleone) ma con una striscia professionistica blasonata che vide tra i trionfatori anche sua maestà Bernard Hinault. Abbiamo citato Froome, ed allora interpretiamo l'unico segnale arrivato al keniano bianco: non un granchè, alle prese con una scivolata e un problema meccanico quando ancora non era arrivato il km zero. Dettagli comunque se paragonati alla vicenda Contador.
La prima fuga la portano avanti cinque uomini. Una vecchia volpe, più adatto alla primavera del nord che al Tour, come lo spagnolo Flecha. L'olandese Boom, nome buono per le fughe in apertura alla Grande Boucle: ne piazzò una, senza buon fine, verso Rotterdam qualche anno fa. Con loro Lemoine, Cousin e Lobato: quest'ultimo, alla prima partecipazione, fa il colpaccio portandosi a casa la stimatissima maglia a pois di leader degli scalatori. Sforzo tutto sommato minimo, proporzionato alla non certo irresistibile Cote de Sotta.
I battistrada vengono ripresi ad una quarantina di km dall'arrivo. La classica fase snervante, con il gruppo in fila indiana, il terrore di rimanere dietro e fare tripla fatica, l'attenzione dei big a non restare intrappolati in eventuali frazionamenti. Impossibile o quasi però, soprattutto quando la strada stringe, evitare le cadute: il primo nome eccellente ad assaggiare il traguardo è Ryder Hesjedal. L'eccellentissimo è Contador. Cade lui, con quasi tutti i velocisti. Cavendish è dietro, il suo compagno di squadra Terpstra sfrutta la improvvisata libertà per un colpo da finisseur. Non gli riesce, dietro prova anche Trentin (altro uomo di Cav, quinto, "Peccato, ai 150 metri ero primo"), ma il più forte è Kittel, che brucia Kristoff e Danny van Poppel, il più giovane del gruppo. Se il buongiorno si vede dal mattino...
"Non è stato semplice ma è stato molto bello per me. Devo ringraziare tutti, è stato un sogno che si è realizzato", commenta Kittel. "Con la coda dell'occhio ho visto la caduta, ma ho badato a concentrarmi solo sullo sprint. Non ero sicuro su come muovermi, ma quando sono riuscito a trovare spazio ho fatto lo sprint finale".
1/A TAPPA - ORDINE D'ARRIVO
1. Marcel Kittel (GER/ARG) 213,0 km in 4h56:52. (media: 43,0 km/h)
2. Alexander Kristoff (NOR/KAT) a 0:00.
3. Danny van Poppel (NED/VAC) 0:00.
4. David Millar (GBR/GRM) 0:00.
5. Matteo Trentin (ITA/OPQ) 0:00.
6. Samuel Dumoulin (FRA/ALM) 0:00.
7. Greg Henderson (NZL/LTB) 0:00.
8. Jürgen Roelandts (BEL/LTB) 0:00.
9. José Joaquin Rojas (ESP/MOV) 0:00.
10. Kris Boeckmans (BEL/VAC) 0:00.
11. Daryl Impey (RSA/ORI) 0:00.
12. Sep Vanmarcke (BEL/BLA) 0:00.
13. Julien Simon (FRA/SOJ) 0:00.
14. Nicolas Roche (EIR/SAX) 0:00.
15. Simon Gerrans (AUS/ORI) 0:00.
16. Andreï Kashechkin (KAZ/AST) 0:00.
17. Ivan Gutierrez (ESP/MOV) 0:00.
18. Ruben Perez Moreno (ESP/EUS) 0:00.
19. Michael Albasini (SUI/ORI) 0:00.
20. Maarten Wijnants (BEL/BLA) 0:00.