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Tour de France, Bakelants beffa Sagan. Froome mostra già i muscoli

Ad Ajaccio il belga coglie l'attimo giusto per anticipare una volata a ranghi ridotti che vedeva lo slovacco, secondo, strafavorito. Un successo che gli vale anche la conquista della maglia gialla. Quarto l'italiano Cimolai. Attacco dimostrativo del britannico, uomo da battere per la vittoria finale
di LUIGI PANELLA

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AJACCIO - Seconda tappa, altra sorpresa al Tour. Jan Bakelandts, fiammingo casa e pavè, si toglie il lusso di fregare sulle strade di Ajaccio lo strafavorito Peter Sagan. Per completare l'opera poi, si gode quel piccolo, enorme, secondo di margine, gli permette anche vestire la maglia gialla. Leale e abile il belga. Dà il suo senza risparmiarsi quando sei uomini (tra loro il nostro Emanuele Mori: "Ho sbagliato, tenevo d'occhio Chavanel") piazzano un'azione importante nella discesa finale, ma lo fa lasciando il carico maggiore del lavoro sulle spalle proprio a Chavanel, bramoso di festeggiare con un'impresa il 34esimo compleanno. Quindi il belga è abile poi nello scivolare via solitario nel classico attimo di riflessione del gruppo, una volta raggiunti i battistrada.

Oltre a Bakelandts, altri due protagonisti, anche qui inattesi. Il primo è un cagnolino bianco, salvo dopo aver rischiato grosso. Al centro strada, con il gruppo a folle velocità, ripara con un guizzo sul bordo stradale: non lo avesse fatto, destino poco invidiabile per lui, e per i numerosi corridori che avrebbero fatto un volo tremendo. L'altro è Chris Froome. Non sappiamo se il kenyano bianco sia appassionato di storia, ma partire sul tratto più duro di giornata nella città di Napoleone, sa proprio di grandeur. Muscoli mostrati dal favoritissimo a Contador, ma rovesciando la medaglia - nostra antica teoria - energie inutili buttate in un momento non opportuno. L'uomo Sky comunque cerca di non dare troppo peso alla cosa: "Sapevo che la discesa era difficile e pericolosa, quindi ho pensato di prendere un po' di vantaggio in salita per poi andare con il mio ritmo senza problemi".

Dunque, niente da fare per i velocisti. Azzardato del resto ipotizzare i 156 km da Bastia ad Ajaccio come sopportabili per i tutti gli uomini jet. La seconda in Corsica somiglia troppo ad una classica, magari con chilometraggio ridotto, ma con tante trappole lungo il percorso, a cominciare dai tre GPM ravvicinati, per finire alla breve ma astiosa cote du Salario, piazzata ad una dozzina di km dal traguardo. Indubbiamente la resa dei conti per molti sprinter è già sul Col de la Serra: alza subito bandiera bianca Mark Cavendish, seguito da Marcel Kittel, maglia gialla di un giorno. Ma anche il baby van Poppel (non bisogna pretendere troppo da un diciannovenne) e Bouhanni stentano. Mentre avviene questa prima selezione, si sfascia gradualmente la prima azione di giornata. Davanti c'era ancora una volta l'olandese Boom, evidentemente interessato al numero rosso della combattività. Con lui Perez Moreno, il canadese Veilleux (già leader al Giro della Svizzera) e quel Kadri vincitore del Giro del Lazio nel giorno in cui Pozzato esultò per un secondo posto.

Poi iniziano a dare segnali altri attesi francesi. Numero di Thomas Voeckler, più che altro un omaggio a telecamere e tifosi. Concreto invece Pierre Rolland, che ancora resta speranza inespressa ma sul Col de Vizzavona fa vedere una bella pedalata in pendenza (a proposito, è la nuova maglia a pois). Da quel punto, con il plotone sempre numeroso ma sufficientemente scremato, la Cannondale inizia una discreta attività di controllo per mettere Sagan nelle migliori condizioni. In particolare, il drappello cimprendente Greipel (brutto cliente) non è lontanissimo, ed allora Bodnar pensa bene di tenere largo il divario. Qualche acuto anche della BMC, ma a conti fatti Gilbert non punge.

Poi l'ultima salita, l'allungo di Gautier, incredulo nel vedersi arrivare dietro la sagoma di Froome. Quindi tocca a Chavanel, Fuglsang, Bakelandts, Izaguirre, Mori e Flecha. Garmin per la gialla di Millar, Cannondale per la vittoria di Sagan: interessi comuni, ma scarsa collaborazione nel finale. Qui sta l'errore, e Bakelants ringrazia. Oltre a Mori, per gli italiani da citare anche Cimolai, giunto quarto. "Sono felicissimo, non avevo mai vinto una tappa e non potevo aspettarmi di più. Poi quest'anno c'è stata anche un'operazione al ginocchio - esulta Bakelants -. Sono davvero molto felice. Ho cercato di dare il massimo perchè non potevo aspettare una volata di gruppo, se ci fossimo guardati in faccia non ci sarei riuscito, ho pedalato e sono andato veloce. Ci ho provato, cercando di attaccarmi anche alle ruote dei miei compagni di fuga. Chi mi precedeva ha rallentato di colpo e così ho provato ad andare e ce l'ho fatta".

Per chiudere, e cambiando anche scenario, un retrogusto decisamente amaro. Il Tour non riesce a non voltarsi indietro, costretto a dire il vero anche dagli eventi. Il 18 luglio, mentre la corsa affronterà la fase topica, una Commissione del Senato francese pubblicherà un elenco di corridori sulla base di un'analisi fatta a posteriori sui campioni di sangue relativi all'edizione del 1998. Il titolo di Marco Pantani, trionfatore di quella edizione potrebbe essere cancellato dall'albo d'oro qualora il suo nome dovesse esserci: "E' una cosa che possiamo considerare", ammette Pat McQuaid, presidente dell'Uci, a "L'Equipe". Una ferita che proprio non riesce a rimarginarsi.

2/A TAPPA - ORDINE D'ARRIVO
1. Jan Bakelants (BEL/RSH) 156,0 km in 3h43:11. (media: 41,9 km/h)
2. Peter Sagan (SVK/CAN) a 0:01.
3. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 0:01.
4. Davide Cimolai (ITA/LAM) 0:01.
5. Edvald Boasson Hagen (NOR/SKY) 0:01.
6. Julien Simon (FRA/SOJ) 0:01.
7. Francesco Gavazzi (ITA/AST) 0:01.
8. Daryl Impey (RSA/ORI) 0:01.
9. Daniele Bennati (ITA/SAX) 0:01.
10. Sergueï Lagutin (UZB/VAC) 0:01.
11. Elia Favilli (ITA/LAM) 0:01.
12. Yukiya Arashiro (JPN/EUC) 0:01.
13. David Millar (GBR/GRM) 0:01.
14. Bram Tankink (NED/BLA) 0:01.
15. Christophe Riblon (FRA/ALM) 0:01.
16. Simon Gerrans (AUS/ORI) 0:01.
17. Jon Izagirre (ESP/EUS) 0:01.
18. Philippe Gilbert (BEL/BMC) 0:01.
19. Arthur Vichot (FRA/FDJ) 0:01.
20. Eduard Vorganov (RUS/KAT) 0:01.
CLASSIFICA GENERALE
1. Jan Bakelants (BEL/RSH) 8h40:03.
2. David Millar (GBR/GRM) a 0:01.
3. Julien Simon (FRA/SOJ) 0:01.
4. Daryl Impey (RSA/ORI) 0:01.
5. Edvald Boasson Hagen (NOR/SKY) 0:01.
6. Simon Gerrans (AUS/ORI) 0:01.
7. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 0:01.
8. Sergueï Lagutin (UZB/VAC) 0:01.
9. Christophe Riblon (FRA/ALM) 0:01.
10. Cadel Evans (AUS/BMC) 0:01.
11. Nicolas Roche (EIR/SAX) 0:01.
12. Romain Bardet (FRA/ALM) 0:01.
13. Jürgen Van den Broeck (BEL/LTB) 0:01.
14. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 0:01.
15. Jean-Christophe Peraud (FRA/ALM) 0:01.
16. Sylvain Chavanel (FRA/OPQ) 0:01.
17. Damiano Cunego (ITA/LAM) 0:01.
18. Chris Froome (GBR/SKY) 0:01.
19. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 0:01.
20. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 0:01.

 
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