MARSIGLIA - Riecco Mark Cavendish, più forte della nutrita serie di contrattempi che ne hanno tormentato i primi quattro giorni di Tour. Tra cadute, ritardi, cronometro a squadre buttata per 12 metri (calcolo esatto sui settantacinque centesimi presi dall'Orica), il principe dei velocisti piazza finalmente la zampata a Marsiglia. Vince perchè è il più forte, ma anche per il fatto di avere, nel momento decisivo, due scudieri al suo fianco: prima Trentin, poi Steegmans, lo pilotano verso la 24esima vittoria in carriera alla Grande Boucle. E' invece solo Boasson Hagen, giunto secondo, ma il Team Sky deve preoccuparsi per prima cosa della cura di capitan Froome. E' solo anche Peter Sagan, che fa ugualmente uno straordinario finale di volata: unico neo, ma in situazioni del genere è un errore, parte troppo tardi. Il grande sconfitto di giornata è Andrè Greipel: sbaglia lui, sbaglia la Lotto, il tedesco fa la volata di rimessa su Cavendish, ed in questi casi ci si rimette sempre o quasi. Sul fronte italiano, bel quinto posto di Ferrari. Non cambia la maglia gialla, che resta sulle spalle di Gerrans. Il compagno di squadra dell'Orica, il sudafricano Impey, non arriva nei primi nove: per il gioco dei piazzamenti, resta dietro in classifica. Sfuma quindi la prima maglia gialla africana.
Dunque Cavendish, un nome importante per una città importante. Vincere al Tour è sempre gran cosa, ma ci sono sedi come Marsiglia (arrivo già nella prima edizione del 1903) che danno ancora più prestigio. L'epilogo più famoso nel 1971 (vittoria italiana di Armani), quando Merckx, imbufalito per una sconfitta subìta da Luis Ocana, tirò come un matto dal primo all'ultimo metro. Risultato: i corridori arrivarono talmente in anticipo che molti, tra tifosi e autorità, ancora erano a tavola. Stavolta i corridori arrivano nei tempi previsti, ma i 228,5 km, con 4 GPM non irresitibili, ma anche con tanti 'dentini' aguzzi e insidiosi, non sono affatto semplici.
La partenza è da Cagnes sur Mere. Senza sconfinare nell'extrasportivo (ad esempio Renoir vi concluse i suoi giorni), nel famoso ippodromo che vi sorge, Varenne fece un paio delle sue imprese memorabili: Criterium de Vitesse vinto in serie, con buona pace dei tifosi francesi e del loro Fan Idole. E scalpitano, è proprio il caso di dirlo, sei uomini che scatenano una fuga nelle prime battute raggiungendo anche i tredici minuti di vantaggio. Molto interessante la composizione del drappello. Ci sono due campioni del mondo under 23: Romain Sicard, vincitore a Mendrisio nel 2009, ed il campione in carica di Valkenburg, il kazako Alexey Lutsenko. C'è il talentuoso ma incostante belga Thomas De Gendt, che dopo aver domato lo Stelvio innevato nel Giro del 2012 ha combinato poco (da segnalare una tappa al Giro di Catalogna), uscendo tra l'altro subito di classifica in questo Tour per un problemino intestinale. Con loro Delaplace e due altri personaggi da tenere d'occhio. Uno è un francese di Versailles, ma con il il fascino della Guadalupa: Kevin Reza è infatti uno degli emergenti di colore, forse la frontiera più intrigante del ciclismo. L'altro è Yukiya Arashiro, giapponese, a lungo in giallo virtuale. Il buon Yukiya ci piace perchè è un generoso: nel Giro 2011, arrivo a Novi Ligure, pur di non mandare all'aria una fuga a tre che lo vedeva in ballo, sacrificò con una tirata le proprie chance di vittoria, consegnandola di fatto a quel furbacchione di Jerome Pineau, suo compagno d'avventura meno romantico.
Fattori convergenti fregano il sestetto. Primo, ad un certo punto l'accordo si rompe, anche perchè qualcuno non ce la fa. Secondo, la squadre dei velocisti, chi più chi meno, trovano un accettabile accordo. Solo un paio di situazioni sembrano dare respiro alla fuga: la caduta di Kittel - con l'Argos che smette di tirare - e il fatto che l'Orica, una volta capito che Arashiro non può più prendere la gialla a Gerrans, allenta la presa. Niente da fare lo stesso però. Cavendish sente la gamba giusta, la Omega dà una tirata spaventosa, ed ai -4 già si intuisce chi sarà il vincitore. "Tutti i miei compagni hanno fatto un ottimo lavoro, sono molto felice per questo successo - commenta Cavendish -. Sapevo che dovevo continuare a spingere, dopo i primi giorni non semplici. Le salite odierne sono state difficili, sono arrivato agli ultimi chilometri un po' stanco ma sotto il traguardo ho trovato il passo giusto e sono stato molto veloce".
ORDINE D'ARRIVO DELLA QUINTA TAPPA
1 - Mark Cavendish (GBR-Omega Pharma)
2 - Edvald Boasson Hagen (NOR-Sky) s.t.
3 - Peter Sagan (SVK-Cannondale) s.t.
4 - André Greipel (GER-Lotto) s.t.
5 - Roberto Ferrari (ITA-Lampre) s.t.
6 - Alexander Kristoff (NOR-Katusha) s.t.
7 - Juan José Lobato (ESP-Euskaltel) s.t.
8 - Ramunas Navardauskas (LTU-Garmin) s.t.
9 - Cyril Lemoine (FRA-Sojasun) s.t.
10 - José Joaquin Rojas (ESP-Movistar) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Simon Gerrans (AUS-Orica)
2 - Daryl Impey (RSA-Orica) s.t.
3 - Michael Albasini (SUI-Orica) s.t.
4 - Michal Kwiatkowski (POL-Omega Pharma) a 1''
5 - Sylvain Chavanel (FRA-Omega Pharma) a 1''
6 - Edvald Boasson Hagen (NOR-Sky) a 3''
7 - Chris Froome (GBR-Sky) a 3''
8 - Richie Porte (AUS-Sky) a 3''
9 - Nicolas Roche (IRL-Saxo) a 9''
10 - Roman Kreuziger (CZE-Saxo) a 9''
Dunque Cavendish, un nome importante per una città importante. Vincere al Tour è sempre gran cosa, ma ci sono sedi come Marsiglia (arrivo già nella prima edizione del 1903) che danno ancora più prestigio. L'epilogo più famoso nel 1971 (vittoria italiana di Armani), quando Merckx, imbufalito per una sconfitta subìta da Luis Ocana, tirò come un matto dal primo all'ultimo metro. Risultato: i corridori arrivarono talmente in anticipo che molti, tra tifosi e autorità, ancora erano a tavola. Stavolta i corridori arrivano nei tempi previsti, ma i 228,5 km, con 4 GPM non irresitibili, ma anche con tanti 'dentini' aguzzi e insidiosi, non sono affatto semplici.
La partenza è da Cagnes sur Mere. Senza sconfinare nell'extrasportivo (ad esempio Renoir vi concluse i suoi giorni), nel famoso ippodromo che vi sorge, Varenne fece un paio delle sue imprese memorabili: Criterium de Vitesse vinto in serie, con buona pace dei tifosi francesi e del loro Fan Idole. E scalpitano, è proprio il caso di dirlo, sei uomini che scatenano una fuga nelle prime battute raggiungendo anche i tredici minuti di vantaggio. Molto interessante la composizione del drappello. Ci sono due campioni del mondo under 23: Romain Sicard, vincitore a Mendrisio nel 2009, ed il campione in carica di Valkenburg, il kazako Alexey Lutsenko. C'è il talentuoso ma incostante belga Thomas De Gendt, che dopo aver domato lo Stelvio innevato nel Giro del 2012 ha combinato poco (da segnalare una tappa al Giro di Catalogna), uscendo tra l'altro subito di classifica in questo Tour per un problemino intestinale. Con loro Delaplace e due altri personaggi da tenere d'occhio. Uno è un francese di Versailles, ma con il il fascino della Guadalupa: Kevin Reza è infatti uno degli emergenti di colore, forse la frontiera più intrigante del ciclismo. L'altro è Yukiya Arashiro, giapponese, a lungo in giallo virtuale. Il buon Yukiya ci piace perchè è un generoso: nel Giro 2011, arrivo a Novi Ligure, pur di non mandare all'aria una fuga a tre che lo vedeva in ballo, sacrificò con una tirata le proprie chance di vittoria, consegnandola di fatto a quel furbacchione di Jerome Pineau, suo compagno d'avventura meno romantico.
Fattori convergenti fregano il sestetto. Primo, ad un certo punto l'accordo si rompe, anche perchè qualcuno non ce la fa. Secondo, la squadre dei velocisti, chi più chi meno, trovano un accettabile accordo. Solo un paio di situazioni sembrano dare respiro alla fuga: la caduta di Kittel - con l'Argos che smette di tirare - e il fatto che l'Orica, una volta capito che Arashiro non può più prendere la gialla a Gerrans, allenta la presa. Niente da fare lo stesso però. Cavendish sente la gamba giusta, la Omega dà una tirata spaventosa, ed ai -4 già si intuisce chi sarà il vincitore. "Tutti i miei compagni hanno fatto un ottimo lavoro, sono molto felice per questo successo - commenta Cavendish -. Sapevo che dovevo continuare a spingere, dopo i primi giorni non semplici. Le salite odierne sono state difficili, sono arrivato agli ultimi chilometri un po' stanco ma sotto il traguardo ho trovato il passo giusto e sono stato molto veloce".
ORDINE D'ARRIVO DELLA QUINTA TAPPA
1 - Mark Cavendish (GBR-Omega Pharma)
2 - Edvald Boasson Hagen (NOR-Sky) s.t.
3 - Peter Sagan (SVK-Cannondale) s.t.
4 - André Greipel (GER-Lotto) s.t.
5 - Roberto Ferrari (ITA-Lampre) s.t.
6 - Alexander Kristoff (NOR-Katusha) s.t.
7 - Juan José Lobato (ESP-Euskaltel) s.t.
8 - Ramunas Navardauskas (LTU-Garmin) s.t.
9 - Cyril Lemoine (FRA-Sojasun) s.t.
10 - José Joaquin Rojas (ESP-Movistar) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Simon Gerrans (AUS-Orica)
2 - Daryl Impey (RSA-Orica) s.t.
3 - Michael Albasini (SUI-Orica) s.t.
4 - Michal Kwiatkowski (POL-Omega Pharma) a 1''
5 - Sylvain Chavanel (FRA-Omega Pharma) a 1''
6 - Edvald Boasson Hagen (NOR-Sky) a 3''
7 - Chris Froome (GBR-Sky) a 3''
8 - Richie Porte (AUS-Sky) a 3''
9 - Nicolas Roche (IRL-Saxo) a 9''
10 - Roman Kreuziger (CZE-Saxo) a 9''