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Tour de France, Greipel impone la sua legge. Impey storica gialla africana

A Montpellier vittoria del tedesco, che con una volata di grande potenza precede Sagan, Kittel e Cavendish. Cambia il leader della generale: per la prima volta - è un sudafricano - il simbolo del primato va al cosidetto Continente Nero
di LUIGI PANELLA

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MONTPELLIER - Montpellier e l'Africa, un legame destinato a restare nella storia. Nel 2007 Robert Hunter regalò agli africani il primo successo al Tour, ora Daryl Impey fa ancora meglio. Con lo stesso tempo dell'australiano Simon Gerrans, suo compagno di squadra, ma con migliori piazzamenti complessivi, il sudafricano dell'Orica dà al cosidetto Continente Nero la prima maglia gialla. Da annali del ciclismo, grande soddisfazione per questo ventinovenne ragazzone di Johannesburg, che gusta la più elevata ribalta della carriera.

Il cambio della guardia non deve comunque far passare in secondo piano una elettrizzante volata. Due le notizie in merito: la prima è Andé Greipel, che con una esecuzione di potenza pura coglie un successo di grande effetto. La seconda è l'uscita dal podio di sua maestà Mark Cavendish, giunto quarto. 'Colpa' di una caduta a una trentina di km dall'arrivo ed anche di una pendenza leggerissima quanto ostica nel finale: non costa cara tanto a Cannoball, quando a Steegmans, delegato a tirargli la volata ma letteralmente scioltosi. La non notizia è invece il secondo posto di Peter Sagan: lo slovacco si sta pericolosamente abbonando ai piazzamenti e per un tipetto con quel carattere, il consolidamento della maglia verde è consolatorio fino ad un certo punto.

Tante cose, eppure la sesta tappa finora è la meno spettacolare. Montpellier è geograficamente perfetta per ricevere il Tour che marcia verso le salite, spesso infatti è frequentata dalla carovana gialla. L'arrivo più famoso, nel 1951, con Fausto Coppi in preda ad una crisi sorprendente. Il campionissimo fu staccato nettamente dallo svizzero Hugo Koblet, oltre che un grande corridore anche uno dei primi divi, bello e spesso minuzioso nel curare il look. Dopo di allora, più che altro volate, con qualche acuto italiano (Valerio Tebaldi nel 1991).

Prima del via, brutte notizie per Jurgen van den Broeck. Il capitano della Lotto, aspirante ad un posto sul podio, deve abbandonare: trauma al ginocchio dopo la caduta del giorno precedente. Uno sgradito dejà vu, già due anni or sono il belga fu costretto a mollare in una giornataccia collettiva che mise fuori gioco anche Wiggins e Vinokourov. Altro nome ad alzare bandiera bianca, il velocista Bouhanni: sta proprio male il campione di Francia, uno che di solito - si allena con la boxe - non molla facilmente.

E c'è anche spazio per la polemica. Secondo il Team Sky, piccoli chiodi sarebbero stati gettati sull'asfalto nella frazione precedente, verso Marsiglia: "La nostra convinzione - così una nota del team - è che quell'incidente sia stato provocato da puntine piazzate sul tracciato stradale appositamente da qualche persona. Le abbiamo trovate sulle ruote delle bici quando le abbiamo controllate, e anche altri team ci dicono di aver riscontrato lo stesso problema. E' una situazione che fa arrabbiare, ma fortunatamente non ci sono stati feriti". Male, malissimo, lo scorso anno un episodio del genere rischiò di costare molto caro a Cadel Evans durante una discesa a folle velocità.

Entrando nell'analisi della gara, percorso altimetricamente irrilevante: un GPM di quarta e poco altro. Stavolta non c'è neanche la bramosia della fuga. Niente drappelli assortiti, ma solo lo spagnolo Luis Maté in solitudine nella parte iniziale, talmente maliconico da indurre l'ammiraglia a consigliare l'attesa del gruppo. L'insidia è il vento: necessaria la massima attenzione per evitare che i famigerati ventagli spezzino il plotone. Ad esempio, Alberto Contador si fa scortare costantemente nelle prime venti posizioni. Il madrileno ha memoria lunga, quattro anni fa da queste parti subì una prepotenza dall'allora compagno di squadra Lance Armstrong, che lo lasciò dietro parecchi secondi. Stavolta comunque non succede niente, c'è grande compattezza verso la volata. La Lotto è micidiale nello scandire il ritmo, e quando Greipel parte non c'è storia. 

ORDINE D'ARRIVO
1. André Greipel (GER/LTB) 176,5 km in 3h59:02. (media: 44,3 km/h)
2. Peter Sagan (SVK/CAN) a 0:00.
3. Marcel Kittel (GER/ARG) 0:00.
4. Mark Cavendish (GBR/OPQ) 0:00.
5. Juan José Lobato (ESP/EUS) 0:00.
6. Alexander Kristoff (NOR/KAT) 0:00.
7. José Joaquin Rojas (ESP/MOV) 0:00.
8. Danny van Poppel (NED/VAC) 0:00.
9. Roberto Ferrari (ITA/LAM) 0:00.
10. Samuel Dumoulin (FRA/ALM) 0:00.
CLASSIFICA GENERALE
1. Daryl Impey (RSA/ORI) 22h18:17.
2. Edvald Boasson Hagen (NOR/SKY) a 0:03.
3. Simon Gerrans (AUS/ORI) 0:05.
4. Michael Albasini (SUI/ORI) 0:05.
5. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 0:06.
6. Sylvain Chavanel (FRA/OPQ) 0:06.
7. Chris Froome (GBR/SKY) 0:08.
8. Richie Porte (AUS/SKY) 0:08.
9. Nicolas Roche (EIR/SAX) 0:14.
10. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 0:14.




 
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