SAINT-MALO - A pensarci bene, il grande sconfitto di Saint-Malo non poteva che essere Mark Cavendish. Pronostico, peraltro rivelato a posteriori, non certo dettato da considerazioni tecniche ma da sensazioni 'storiche'. I corsari di Saint Malo, dei pirati legalizzati al servizio del re, avevano infatti un nemico pubblico numero uno, l'Inghilterra. Certo, il corsaro per eccellezza che beffa il britannico, il Robert Surcouf del caso, non è un francese, ma comunque è un bel physique du rôle: la decima del Tour va a Marcel Kittel, aitante sprinter tedesco, al bis dopo l'inizio super a Bastia, con tanto di maglia gialla. In una volata complicata da una curva a 150 metri dall'arrivo e da una caduta del suo compagno di squadra Tom Veelers, Kittel vince un derby tutto teutonico contro Andrè Greipel. Il 'gorilla' si arrende al connazionale nella gestione delle energie: rimontato inesorabilmente negli ultimi 20 metri, quando sembrava aver partita vinta. Sconfitta nella sconfitta, Cavendish non è neanche il massimo della correttezza: la caduta cui facevamo riferimento la provoca lui, con una spallata al limite della scorrettezza rifilata all'olandese al massimo della velocità.
Momento clou nella coda nel giorno in cui il Tour arriva in Bretagna, omaggio ai miti che questa regione ha dato al ciclismo. Tra i tanti, piace citare il primo, Lucien 'Petit Breton' Mazan, forse il primo esempio di ciclista completo, idolo delle folle in pista ma straordinariamente capace di ripetersi sulle strade impossibili del Tour di inizio Novecento. Frazione dunque di grande fascino, ma senza rilievi altimetrici significativi (GPM simil cavalcavia nella medievale Dinan), compressa tra un giorno di riposo utile al Team Sky per meditare dopo le incertezze dell'ultima pirenaica - Froome a parte ovviamente - ed il pensiero per la cronometro molto importante che segue.
A parte l'insidia del vento, mai da sottovalutare, la sensazione di andare verso lo sprint è chiara anche osservando la composizione del drappello in fuga: Cousin, Simon, Oroz, Mate e Westra. Tutta gente più o meno abituata a provare l'attacco, ma che a conti fatti pedala con la serena rassegnazione, 'aiutata' anche da un vento contrario (cambierà verso solo nel finale) di essere inevitabilmente preda dei corsari. Lo sprint del resto è nella tradizione di Saint Malo: qui hanno vinto Darrigade, principe dei velocisti francesi, e quel Patrick Sercu a lungo dominatore delle Sei Giorni. L'eccezione è Ferdi Kubler, vincitore nel '49 (la prima a Saint Malo) e corridore proprio alla Petit Breton, abile pistard ed al tempo stesso vincitore del Tour.
Indicazioni per chi la gamba buona si evincono dal fatto che, se la fuga non prende mai un margine preoccupante per chi insegue, lo si deve alla Lotto di Greipel. Più in là comunque, anche Cavendish e Kittel si prendono le proprie responsabilità mettendo i loro davanti. A proposito di velocisti, non può giocarsi le proprie chance Daniele Bennati: ordini di scuderia, l'aretino deve stare a fare l'andatura per evitare rischi a Contador. Tornando alla fuga, viene ripresa chirurgicamente, a piacimento del gruppo, a circa 5 km dal traguardo. Poi, doppio treno: la Lotto di Greipel sembra dominare, la Omega di Cav ne organizza uno alternativo, quindi con meno dispiego di forze si fa avanti anche Kittel, che mette tutti in riga.
"Non vedevo l'ora di trovarmi a confronto con tutti gli altri velocisti - analizza la tappa Kittel - . A Bastia avevo vinto, ma c'era stata una caduta che aveva condizionato nettamente la volata, e solo adesso posso dire di aver battuto tutti gli altri velocisti. Mi dispiace per la caduta del mio compagno di squadra Veelers, l'ho vista solo dopo, in video. Tom stava rallentando la velocità, Cavendish ha cercato di passarlo a destra, ma non posso certo credere che Mark lo abbia fatto apposta. La tappa? Il finale è stato molto difficile, anche perchè negli ultimi 20 km tutte le squadre, e non solo quelle degli sprinter, volevano stare davanti a tirare"
ORDINE D'ARRIVO
1. Marcel Kittel (GER/ARG) 197,0 km in 4h53:25. (media: 40,3 km/h)
2. André Greipel (GER/LTB) a 0:00.
3. Mark Cavendish (GBR/OPQ) 0:00.
4. Peter Sagan (SVK/CAN) 0:00.
5. William Bonnet (FRA/FDJ) 0:00.
6. Alexander Kristoff (NOR/KAT) 0:00.
7. Samuel Dumoulin (FRA/ALM) 0:00.
8. Kévin Reza (FRA/EUC) 0:00.
9. Danny van Poppel (NED/VAC) 0:00.
10. José Joaquin Rojas (ESP/MOV) 0:00.
11. Matthew Goss (AUS/ORI) 0:00.
12. Greg Henderson (NZL/LTB) 0:00.
13. Yohann Gène (FRA/EUC) 0:00.
14. Cyril Lemoine (FRA/SOJ) 0:00.
15. Juan Antonio Flecha (ESP/VAC) 0:00.
16. Julien El Farès (FRA/SOJ) 0:00.
17. Roberto Ferrari (ITA/LAM) 0:00.
18. Egoitz García (ESP/COF) 0:00.
19. Tom Dumoulin (NED/ARG) 0:00.
20. Arnold Jeannesson (FRA/FDJ) 0:00.
CLASSIFICA GENERALE
1. Chris Froome (GBR/SKY) 41h52:43.
2. Alejandro Valverde (ESP/MOV) à 1:25.
3. Bauke Mollema (NED/BKN) 1:44.
4. Laurens ten Dam (NED/BKN) 1:50.
5. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 1:51.
6. Alberto Contador (ESP/SAX) 1:51.
7. Nairo Quintana (COL/MOV) 2:02.
8. Daniel Martin (EIR/GRM) 2:28.
9. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 2:31.
10. Rui Costa (POR/MOV) 2:45.
Momento clou nella coda nel giorno in cui il Tour arriva in Bretagna, omaggio ai miti che questa regione ha dato al ciclismo. Tra i tanti, piace citare il primo, Lucien 'Petit Breton' Mazan, forse il primo esempio di ciclista completo, idolo delle folle in pista ma straordinariamente capace di ripetersi sulle strade impossibili del Tour di inizio Novecento. Frazione dunque di grande fascino, ma senza rilievi altimetrici significativi (GPM simil cavalcavia nella medievale Dinan), compressa tra un giorno di riposo utile al Team Sky per meditare dopo le incertezze dell'ultima pirenaica - Froome a parte ovviamente - ed il pensiero per la cronometro molto importante che segue.
A parte l'insidia del vento, mai da sottovalutare, la sensazione di andare verso lo sprint è chiara anche osservando la composizione del drappello in fuga: Cousin, Simon, Oroz, Mate e Westra. Tutta gente più o meno abituata a provare l'attacco, ma che a conti fatti pedala con la serena rassegnazione, 'aiutata' anche da un vento contrario (cambierà verso solo nel finale) di essere inevitabilmente preda dei corsari. Lo sprint del resto è nella tradizione di Saint Malo: qui hanno vinto Darrigade, principe dei velocisti francesi, e quel Patrick Sercu a lungo dominatore delle Sei Giorni. L'eccezione è Ferdi Kubler, vincitore nel '49 (la prima a Saint Malo) e corridore proprio alla Petit Breton, abile pistard ed al tempo stesso vincitore del Tour.
Indicazioni per chi la gamba buona si evincono dal fatto che, se la fuga non prende mai un margine preoccupante per chi insegue, lo si deve alla Lotto di Greipel. Più in là comunque, anche Cavendish e Kittel si prendono le proprie responsabilità mettendo i loro davanti. A proposito di velocisti, non può giocarsi le proprie chance Daniele Bennati: ordini di scuderia, l'aretino deve stare a fare l'andatura per evitare rischi a Contador. Tornando alla fuga, viene ripresa chirurgicamente, a piacimento del gruppo, a circa 5 km dal traguardo. Poi, doppio treno: la Lotto di Greipel sembra dominare, la Omega di Cav ne organizza uno alternativo, quindi con meno dispiego di forze si fa avanti anche Kittel, che mette tutti in riga.
"Non vedevo l'ora di trovarmi a confronto con tutti gli altri velocisti - analizza la tappa Kittel - . A Bastia avevo vinto, ma c'era stata una caduta che aveva condizionato nettamente la volata, e solo adesso posso dire di aver battuto tutti gli altri velocisti. Mi dispiace per la caduta del mio compagno di squadra Veelers, l'ho vista solo dopo, in video. Tom stava rallentando la velocità, Cavendish ha cercato di passarlo a destra, ma non posso certo credere che Mark lo abbia fatto apposta. La tappa? Il finale è stato molto difficile, anche perchè negli ultimi 20 km tutte le squadre, e non solo quelle degli sprinter, volevano stare davanti a tirare"
ORDINE D'ARRIVO
1. Marcel Kittel (GER/ARG) 197,0 km in 4h53:25. (media: 40,3 km/h)
2. André Greipel (GER/LTB) a 0:00.
3. Mark Cavendish (GBR/OPQ) 0:00.
4. Peter Sagan (SVK/CAN) 0:00.
5. William Bonnet (FRA/FDJ) 0:00.
6. Alexander Kristoff (NOR/KAT) 0:00.
7. Samuel Dumoulin (FRA/ALM) 0:00.
8. Kévin Reza (FRA/EUC) 0:00.
9. Danny van Poppel (NED/VAC) 0:00.
10. José Joaquin Rojas (ESP/MOV) 0:00.
11. Matthew Goss (AUS/ORI) 0:00.
12. Greg Henderson (NZL/LTB) 0:00.
13. Yohann Gène (FRA/EUC) 0:00.
14. Cyril Lemoine (FRA/SOJ) 0:00.
15. Juan Antonio Flecha (ESP/VAC) 0:00.
16. Julien El Farès (FRA/SOJ) 0:00.
17. Roberto Ferrari (ITA/LAM) 0:00.
18. Egoitz García (ESP/COF) 0:00.
19. Tom Dumoulin (NED/ARG) 0:00.
20. Arnold Jeannesson (FRA/FDJ) 0:00.
CLASSIFICA GENERALE
1. Chris Froome (GBR/SKY) 41h52:43.
2. Alejandro Valverde (ESP/MOV) à 1:25.
3. Bauke Mollema (NED/BKN) 1:44.
4. Laurens ten Dam (NED/BKN) 1:50.
5. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 1:51.
6. Alberto Contador (ESP/SAX) 1:51.
7. Nairo Quintana (COL/MOV) 2:02.
8. Daniel Martin (EIR/GRM) 2:28.
9. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 2:31.
10. Rui Costa (POR/MOV) 2:45.