Sport

Tour de France, Froome prende tutto: sua anche la cronometro

Nonostante le discese affrontate con grande prudenza, la maglia gialla infligge nella prova contro il tempo una nuova sconfitta ad Alberto Contador, che si consola con il secondo posto della generale dopo il crollo di Mollema. Ora le Alpi, si comincia con l'Alpe d'Huez
di LUIGI PANELLA

3 minuti di lettura
CHORGES - "Prendere zero rischi". Era stato chiaro Nicolas Portal, il direttore sportivo del Team Sky. Chris Froome diligentemente e intelligentemente gli ha dato retta, disegnando in punta di penna le discese della crono: la prima insidiosa di suo, la seconda ancora più perfida per una nuvoletta maligna che si scatena proprio sulla testa della maglia gialla. Ebbene, nonostante ciò, il keniano bianco riesce a imporsi anche lungo i 32 km da Embrun a Chorges. Nove secondi meglio di Contador, a tempi invertiti il Tour non avrebbe certo cambiato padrone, ma la mazzata per il pistolero è di quelle difficili da assorbire dal punto di vista psicologico. Lo spagnolo dà tutto, conferma la sua grande classe, al momento non sostenuta da una condizione proporzionale, ma ancora una volta si deve inchinare. Gli resta la soddisfazione di aver scalzato da secondo posto della generale Mollema (nella circostanza impalpabile al pari dell'altro olandese di classifica Ten Dam), e con questa la segreta, inconfessabile speranza che la tre giorni alpina estremamente impegnativa alle porte, offra l'occasione di attirare il tiranno in qualche trabocchetto.

Sulla tipologia della cronometro parlavano chiaro tre indizi perfetti per la prova. Se gente come Jon Izaguirre (da non confonderlo con il fratello Gorka, ritirato con la febbre), De Gendt o Jeannesson - nessuno si offenda, presi tre a caso - fanno meglio del campione del mondo Tony Martin, il percorso non è il regno degli specialisti. Potesse sprigionare tutta la potenza, il tedesco li inghiottirebbe, e invece... Ci sono Cote de Puy-Sanières e  Cote de Réallon (pendenze intorno al 6%) e ci sono soprattutto le relative discese. Il tutto costa caro a Jean-Christophe Péraud. I francesi, che rischiano di ripetere gli exploit di 1926 e 1999 (neanche una tappa vinta) hanno solo lui tra i primi dieci della generale. Un peso morale in più che lo spinge a fare la gara, nonostante la ricognizione gli sia costata la clavicola destra. In questi casi viene naturale spendere elogi, anche se il tempo è alto: il problema è che Péraud il traguardo non arriva a vederlo, tradito a 2 km dall'arrivo da una nuova caduta: battè sullo stesso punto colpito in mattinata e addio Tour.

Poco pathos per la gialla dunque - e questo si sapeva - ma crono tecnicamente molto appassionante. Dopo un interregno che sembrava avere miglior fortuna di van Garderen, la gara entra nel vivo con Joaquim Rodriguez: lancette solitamente antipatiche per Purito, ma tendenza invertita già sul primo GPM. Chi spara subito le cartucce però è Alberto Contador (con lui bene anche il compagno di squadra Kreuziger), che segna il miglior tempo: appena 2'' su Froome, che diventano 20 dopo la prima discesa e si riducono a 11 in cima al secondo GPM.

Sembrano essere abbastanza per un bel successo platonico, ma una mossa decisiva probabilmente scombina i piani. Sembra di essere in Formula uno: pit stop e cambio di bici più adatta per la discesa (a dire il vero per cambiare gomme in F1 ci mettono meno...). Cambia Froome, cambia Rodriguez, tirano dritti Contador e Kreuziger: i primi due ne beneficiano ampiamente, ma non c'è controprova che sia quella la causa, insomma discorsi che lasciano il tempo che trovano. L'unica certezza è che il Tour ha un dominatore assoluto che neanche i temibili tornanti dell'Alpe d'Huez, tempo permettendo da ripetere due volte, non sembrano in grado di scalfire.

"Appena sono arrivato al traguardo, ho visto con stupore che avevo fatto registrare il tempo più basso. Non me lo aspettavo proprio di vincere questa cronometro. Pensavo, infatti, di non forzare più di tanto e di risparmiare un pò di energie in vista delle prossime difficili tappe alpine - spiega Froome -. Il cambio della bicicletta potrebbe essere stato fondamentale per questo successo. Dopo le prove di questa mattina, ho deciso di adottare questa tattica, anche perchè mi servivano determinati rapporti per affrontare la seconda salita di questa frazione". 

ORDINE D'ARRIVO
1. Chris Froome (GBR/SKY) 32,0 km in 51:33. (media: 37,2 km/h)
2. Alberto Contador (ESP/SAX) a 0:09.
3. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 0:10.
4. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 0:23.
5. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 0:30.
6. Nairo Quintana (COL/MOV) 1:11.
7. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 1:33.
8. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 1:34.
9. Andrew Talansky (USA/GRM) 1:41.
10. Tejay Van Garderen (USA/BMC) 1:51.
11. Bauke Mollema (NED/BKN) 2:09.
12. Maxime Monfort (BEL/RSH) 2:17.
13. Michael Rogers (AUS/SAX) 2:25.
14. Jon Izagirre (ESP/EUS) 2:25.
15. Andy Schleck (LUX/RSH) 2:27.
16. Lieuwe Westra (NED/VAC) 2:29.
17. Laurens ten Dam (NED/BKN) 2:29.
18. Rein Taaramae (EST/COF) 2:40.
19. Thomas De Gendt (BEL/VAC) 2:41.
20. Alessandro De Marchi (ITA/CAN) 2:42.

CLASSIFICA GENERALE

1. Chris Froome (GBR/SKY) 66h07:09.
2. Alberto Contador (ESP/SAX) a 4:34.
3. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 4:51.
4. Bauke Mollema (NED/BKN) 6:23.
5. Nairo Quintana (COL/MOV) 6:58.
6. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 7:21.
7. Laurens ten Dam (NED/BKN) 8:23.
8. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 8:56.
9. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 11:10.
10. Daniel Martin (EIR/GRM) 12:50.
11. Michael Rogers (AUS/SAX) 13:19.
12. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 15:12.
13. Andrew Talansky (USA/GRM) 15:13.
14. Daniel Navarro (ESP/COF) 16:43.
15. Maxime Monfort (BEL/RSH) 17:04.
16. Andy Schleck (LUX/RSH) 23:34.
17. Mikel Nieve (ESP/EUS) 23:36.
18. Cadel Evans (AUS/BMC) 24:44.
19. Daniel Moreno (ESP/KAT) 27:35.
20. Romain Bardet (FRA/ALM) 28:43.



 
I commenti dei lettori