ALPE D'HUEZ - Due volte l'Alpe d'Huez nella stessa tappa, ventuno zig zag nella storia, tanti quanti i tornanti, addirittura da doppiare, per una adeguata celebrazione dell'edizione numero 100. Paradossale quindi che da giorni e giorni (aveva iniziato il tedesco Martin) non si faccia altro che parlare di una discesa, pericolosissima, quella dopo il Col de Sarenne. Non piove, la tappa si fa tutta, probabilmente si sarebbe fatta ugualmente anche con l'acqua: il Tour è il Tour. E' qui che Alberto Contador gioca una delle ultime carte: un'azione temeraria quanto annunciata, sulla scia di un allungo del compagno di squadra Kreuziger. E' qui che per la prima volta le granitiche certezze di Chris Froome si apprestano a subire una sia pur lieve scalfitura: sul fallito attacco di Contador, la maglia gialla non si scompone, prende la ruota di uno dei fidi (se non è Porte, è Kennaugh) senza rischiare nulla. Ma poi in salita vuole strafare: risponde a Purito Rodriguez, poi a Quintana (ora terzo nella generale) e va in riserva. Non succede niente, anzi il britannico si lascia dietro i rivali più vicini e guadagna ancora, però vederlo salire un po' dimesso fa notizia. E' la 'fringale', l'antica crisi di fame, così stonata in questo ciclismo così tecnologico: piccolo campanello d'allarme, ci sono due tappe ancora molto dure alle porte. La cosa costa una penalizzazione di 20 secondi alla maglia gialla e al compagno di squadra Richie Porte, per "un'azione illegale": in pratica ha ricevuto cibo dalla vettura del suo team negli ultimi chilometri. "Ho chiesto un po' di zucchero all'ammiraglia - ha spiegato Froome a fine tappa -. Ho avuto un po' di ipoglicemia. Scalare due volte l'Alpe d'Huez è difficile".
Sempre lungo quella perfida discesa, il francese Christophe Riblon va fuori strada: per fortuna trova il bosco e non il dirupo. Per lui sembra finita mentre un coraggioso Moreno Moser lo raggiunge e stacca. E' sempre in discesa che Tejay van Garderen, statunitense dal cognome e sangue fiammingo, assiste inerme al salto della catena. Poi la legge dell'Alpe d'Huez, che ridà a Riblon ciò che complessivamente merita: la vittoria, il suo nome su uno dei tornanti per i posteri. E mentre lui va a vincere, van Garderen crolla proprio a due km dall'arrivo. Moser sale del suo passo e va a cogliere uno straordinario terzo posto.
La notizia del giorno comunque resta il momento(ino) no di Froome. Stuzzicato sin dalla prima salita, il Col de Manse, il keniano reagisce in prima persona facendo sorgere degli interrogativi tattici. Non tampona le velleità dei rivali, cerca di smorzare sul nascere addirittura i gregari di Contador. Dimostrazione di forza o follia tattica? Siamo per la seconda. Poi il ravvedimento: Froome non si danna l'anima per evitare l'allungo di Paulinho e Roche (altri uomini di Contador), che infatti cedono sul primo assalto all'Alpe facendo saltare il primo piano del pistolero. Una saggezza ritrovata, ma intanto energie preziose lo avevano lasciato.
Tornando al prode Riblon, la montagna degli olandesi vede alla fine vincere un francese: per i padroni di casa fine di un incubo, visto che solo nel 1926 e nel 1999 avevano chiuso senza prendersi una tappa. L'etichetta 'dutch mountain' inoltre fa sorridere, visto che nei Paesi Bassi il massimo del GPM è il terrazzo condominiale. Si adeguano all'ironia Mollena e Ten Dam, usciti di scena e da una classifica nobile. Nel computo totale Olanda-Italia comunque gli orange ci battono 8 a 7, con gente di prestigio come Zootemelk e quel Kuiper che vinceva poco ma lo faceva sempre benissimo (anche un Mondiale e un'Olimpiade). L'Italia però non scherza, da Bugno (due volte trionfatore) a Pantani (record di scalata), soprattutto a Coppi. Il Campionissimo vi spiccò il volo verso il Tour del 1952 dopo un serrato duello con Jean Robic, bretone campione e personaggio, precursore del caschetto obbligatorio, 'testa di vetro', con quelle fasce di cuoio che ne proteggevano il cranio rotto in una Roubaix. E poi stavolta l'onore italiano è tenuto alto da Moreno Moser, nella circostanza autentico nipote d'arte: Zio Francesco nella sua unica partecipazione al Tour, per una settimana tenne dietro i mostri sacri dell'epoca. Onorato in pieno, se è vero che il buon Moreno, dopo una navigata gestione delle energie, transita in testa al primo passaggio sull'Alpe, poi cala ma si tiene il podio.
Moser fa parte della corsa parallela, quella dei fuggitivi: tra loro anche Riblon e van Garderen. Dietro si lotta per la gialla: Froome sempre più leader, ma paradossalmente nascono i primi dubbi. Chissà, tutti i sospetti potrebbero averlo anche deconcentrato. Voci urlanti, tanto che il team Sky ha reso noti i dati relativi alle prestazioni della maglia gialla in sei delle ultime corse a tappe affrontate. L'Equipe, a cui sono stati consegnati, li ha fatti analizzare a Fred Grappe, un medico francese esperto in materia di prestazioni sportive e tra gli allenatori della squadra FDJ.fr. Il luminare ha detto di non aver rilevato "anomalie". Anche Froome ha dunque la sua corsa parallela, forse ancora più faticosa.
ORDINE D'ARRIVO
1. Christophe Riblon (FRA/ALM) 172,5 km in 4h51:32. (media: 35,5 km/h)
2. Tejay Van Garderen (USA/BMC) a 0:59.
3. Moreno Moser (ITA/CAN) 1:27.
4. Nairo Quintana (COL/MOV) 2:12.
5. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 2:15.
6. Richie Porte (AUS/SKY) 3:18.
7. Chris Froome (GBR/SKY) 3:18.
8. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 3:22.
9. Mikel Nieve (ESP/EUS) 4:15.
10. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 4:15.
11. Alberto Contador (ESP/SAX) 4:15.
12. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 4:31.
13. Michael Rogers (AUS/SAX) 4:45.
14. Andrew Talansky (USA/GRM) 4:49.
15. José Serpa Perez (COL/LAM) 5:18.
16. Romain Bardet (FRA/ALM) 5:40.
17. Igor Anton (ESP/EUS) 5:40.
18. John Gadret (FRA/ALM) 5:42.
19. Alessandro De Marchi (ITA/CAN) 5:47.
20. Bart De Clercq (BEL/LTB) 5:56.
CLASSIFICA GENERALE
1. Chris Froome (GBR/SKY) 71h02:19.
2. Alberto Contador (ESP/SAX) a 5:11.
3. Nairo Quintana (COL/MOV) 5:32.
4. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 5:44.
5. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 5:58.
6. Bauke Mollema (NED/BKN) 8:58.
7. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 9:33.
8. Michael Rogers (AUS/SAX) 14:26.
9. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 14:38.
10. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 14:56.
Sempre lungo quella perfida discesa, il francese Christophe Riblon va fuori strada: per fortuna trova il bosco e non il dirupo. Per lui sembra finita mentre un coraggioso Moreno Moser lo raggiunge e stacca. E' sempre in discesa che Tejay van Garderen, statunitense dal cognome e sangue fiammingo, assiste inerme al salto della catena. Poi la legge dell'Alpe d'Huez, che ridà a Riblon ciò che complessivamente merita: la vittoria, il suo nome su uno dei tornanti per i posteri. E mentre lui va a vincere, van Garderen crolla proprio a due km dall'arrivo. Moser sale del suo passo e va a cogliere uno straordinario terzo posto.
La notizia del giorno comunque resta il momento(ino) no di Froome. Stuzzicato sin dalla prima salita, il Col de Manse, il keniano reagisce in prima persona facendo sorgere degli interrogativi tattici. Non tampona le velleità dei rivali, cerca di smorzare sul nascere addirittura i gregari di Contador. Dimostrazione di forza o follia tattica? Siamo per la seconda. Poi il ravvedimento: Froome non si danna l'anima per evitare l'allungo di Paulinho e Roche (altri uomini di Contador), che infatti cedono sul primo assalto all'Alpe facendo saltare il primo piano del pistolero. Una saggezza ritrovata, ma intanto energie preziose lo avevano lasciato.
Tornando al prode Riblon, la montagna degli olandesi vede alla fine vincere un francese: per i padroni di casa fine di un incubo, visto che solo nel 1926 e nel 1999 avevano chiuso senza prendersi una tappa. L'etichetta 'dutch mountain' inoltre fa sorridere, visto che nei Paesi Bassi il massimo del GPM è il terrazzo condominiale. Si adeguano all'ironia Mollena e Ten Dam, usciti di scena e da una classifica nobile. Nel computo totale Olanda-Italia comunque gli orange ci battono 8 a 7, con gente di prestigio come Zootemelk e quel Kuiper che vinceva poco ma lo faceva sempre benissimo (anche un Mondiale e un'Olimpiade). L'Italia però non scherza, da Bugno (due volte trionfatore) a Pantani (record di scalata), soprattutto a Coppi. Il Campionissimo vi spiccò il volo verso il Tour del 1952 dopo un serrato duello con Jean Robic, bretone campione e personaggio, precursore del caschetto obbligatorio, 'testa di vetro', con quelle fasce di cuoio che ne proteggevano il cranio rotto in una Roubaix. E poi stavolta l'onore italiano è tenuto alto da Moreno Moser, nella circostanza autentico nipote d'arte: Zio Francesco nella sua unica partecipazione al Tour, per una settimana tenne dietro i mostri sacri dell'epoca. Onorato in pieno, se è vero che il buon Moreno, dopo una navigata gestione delle energie, transita in testa al primo passaggio sull'Alpe, poi cala ma si tiene il podio.
Moser fa parte della corsa parallela, quella dei fuggitivi: tra loro anche Riblon e van Garderen. Dietro si lotta per la gialla: Froome sempre più leader, ma paradossalmente nascono i primi dubbi. Chissà, tutti i sospetti potrebbero averlo anche deconcentrato. Voci urlanti, tanto che il team Sky ha reso noti i dati relativi alle prestazioni della maglia gialla in sei delle ultime corse a tappe affrontate. L'Equipe, a cui sono stati consegnati, li ha fatti analizzare a Fred Grappe, un medico francese esperto in materia di prestazioni sportive e tra gli allenatori della squadra FDJ.fr. Il luminare ha detto di non aver rilevato "anomalie". Anche Froome ha dunque la sua corsa parallela, forse ancora più faticosa.
ORDINE D'ARRIVO
1. Christophe Riblon (FRA/ALM) 172,5 km in 4h51:32. (media: 35,5 km/h)
2. Tejay Van Garderen (USA/BMC) a 0:59.
3. Moreno Moser (ITA/CAN) 1:27.
4. Nairo Quintana (COL/MOV) 2:12.
5. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 2:15.
6. Richie Porte (AUS/SKY) 3:18.
7. Chris Froome (GBR/SKY) 3:18.
8. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 3:22.
9. Mikel Nieve (ESP/EUS) 4:15.
10. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 4:15.
11. Alberto Contador (ESP/SAX) 4:15.
12. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 4:31.
13. Michael Rogers (AUS/SAX) 4:45.
14. Andrew Talansky (USA/GRM) 4:49.
15. José Serpa Perez (COL/LAM) 5:18.
16. Romain Bardet (FRA/ALM) 5:40.
17. Igor Anton (ESP/EUS) 5:40.
18. John Gadret (FRA/ALM) 5:42.
19. Alessandro De Marchi (ITA/CAN) 5:47.
20. Bart De Clercq (BEL/LTB) 5:56.
CLASSIFICA GENERALE
1. Chris Froome (GBR/SKY) 71h02:19.
2. Alberto Contador (ESP/SAX) a 5:11.
3. Nairo Quintana (COL/MOV) 5:32.
4. Roman Kreuziger (CZE/SAX) 5:44.
5. Joaquim Rodriguez (ESP/KAT) 5:58.
6. Bauke Mollema (NED/BKN) 8:58.
7. Jakob Fuglsang (DEN/AST) 9:33.
8. Michael Rogers (AUS/SAX) 14:26.
9. Michal Kwiatkowski (POL/OPQ) 14:38.
10. Alejandro Valverde (ESP/MOV) 14:56.